Sei vette di montagna famose per gli sport invernali: si possono visitare e come?

Con l’arrivo della stagione invernale, le montagne diventano il paradiso degli appassionati di sport come sci, snowboard e trekking sulla neve. In queste ore di spettacolo con lo sci mondiale femminile, ci immergiamo tra le tante vette più spettacolari al mondo. Alcune si distinguono per la loro bellezza, infrastrutture e accessibilità. E per le gare sportive con impianti di gara all’avanguardia, le gare di sci vengono considerate importanti anche dai bookmakers online: https://www.sgcasino.it.com/. Vediamo, allora,sei famose montagne invernali da visitare e come raggiungerle.

1. Cortina d’Ampezzo, Italia

Conosciuta come la “Regina delle Dolomiti”, Cortina d’Ampezzo è una delle mete più prestigiose per gli sport invernali in Europa. Offre piste da sci impeccabili, panorami mozzafiato e un’atmosfera di lusso.

  • Sport disponibili: sci alpino, snowboard, pattinaggio su ghiaccio e arrampicata su cascate di ghiaccio.
  • Come arrivare: Cortina è facilmente raggiungibile in auto o autobus da Venezia (circa 2 ore), oppure tramite treni fino a Calalzo di Cadore, seguito da un breve trasferimento in autobus.

2. Chamonix-Mont-Blanc, Francia

Il Monte Bianco, la montagna più alta d’Europa, è il sogno di ogni amante degli sport invernali. La località di Chamonix è famosa per le sue piste impegnative e il fascino alpino tradizionale.

  • Sport disponibili: sci fuori pista, snowboard, alpinismo e parapendio invernale.
  • Come arrivare: Chamonix si trova a 1 ora e 15 minuti dall’aeroporto di Ginevra ed è ben collegata con autobus e navette private.

3. Zermatt e il Cervino, Svizzera

Zermatt è una località da sogno situata ai piedi del maestoso Cervino, una delle montagne più iconiche del mondo. È famosa per le sue piste aperte tutto l’anno e il divieto di traffico automobilistico, che la rende ancora più unica.

  • Sport disponibili: sci alpino, snowboard, trekking sulla neve e sci estivo sul ghiacciaio.
  • Come arrivare: Zermatt è raggiungibile in treno da Visp o Täsch. Da Täsch, è necessario prendere un treno speciale che collega direttamente la città.

4. Aspen, Colorado, USA

Aspen è una delle località sciistiche più celebri degli Stati Uniti, conosciuta non solo per le sue piste, ma anche per il lusso e il glamour che la circondano.

  • Sport disponibili: sci alpino, snowboard, escursioni con racchette da neve e pattinaggio su ghiaccio.
  • Come arrivare: L’aeroporto più vicino è l’Aspen/Pitkin County Airport, con voli diretti da città principali come Denver e Chicago. È anche raggiungibile in auto da Denver in circa 4 ore.

5. Whistler Blackcomb, Canada

Situata nella Columbia Britannica, Whistler Blackcomb è la più grande stazione sciistica del Nord America, famosa per le sue piste interminabili e i panorami mozzafiato.

  • Sport disponibili: sci, snowboard, slitte trainate da cani e zipline invernale.
  • Come arrivare: Whistler si trova a circa 2 ore di auto dall’aeroporto internazionale di Vancouver. È disponibile anche un servizio navetta diretto.

6. Niseko, Giappone

Per chi cerca una meta esotica, Niseko, sull’isola di Hokkaido, offre neve soffice e paesaggi spettacolari. È una delle destinazioni preferite dagli sciatori di tutto il mondo per la qualità della sua polvere di neve.

  • Sport disponibili: sci, snowboard, bagni termali (onsen) e passeggiate con le racchette da neve.
  • Come arrivare: L’aeroporto più vicino è quello di Sapporo (New Chitose Airport). Da lì, è possibile raggiungere Niseko in autobus o treno in circa 2-3 ore.

Consigli per organizzare una visita

Prima di partire per una delle sei vette più famose:

  • Prenota in anticipo: le strutture e i pass per le piste possono esaurirsi rapidamente, soprattutto nei periodi di alta stagione.
  • Controlla il meteo: condizioni atmosferiche avverse possono influenzare l’accessibilità e la sicurezza delle piste.
  • Equipaggiamento: assicurati di avere abbigliamento adatto al freddo e, se necessario, noleggia l’attrezzatura direttamente in loco.

Conclusione

Le montagne invernali offrono esperienze indimenticabili per sportivi e amanti della natura. Dalle Dolomiti italiane al Giappone, ognuna di queste sei destinazioni è unica, con paesaggi spettacolari e attività per tutti i gusti. Se stai pianificando una vacanza sulla neve, queste vette ti garantiranno momenti di divertimento e avventura. Non ti resta che scegliere la tua prossima destinazione!

Roma: enigma Smalling, prove generali di recupero

Il difensore al bivio dopo un periodo fermo per problemi muscolari

Le ultime due partite da 90′ le ha giocate due mesi fa: una contro lo Zorya in Conference e l’altra l’Empoli in campionato. Che sia un caso o meno, ma in quelle occasioni la Roma ha portato a casa sei punti segnando cinque gol senza incassarne nemmeno uno. Delle cinque reti segnati una, in Coppa, è stata proprio ad opera di Chris Smalling, che dovrebbe tornare dal primo minuto in Conference, dopo aver toccato di nuovo il campo a Genova. Il suo anno solare non è decisamente dei migliori: soltanto 28 partite giocate, da ottobre scorso, e una media inferiore all’ora di gioco. Da quando è tornato a titolo definitivo a Roma, il giocatore inglese, tra problemi al ginocchio e muscolari, è stato pochissimo a disposizione, sia di Fonseca sia di Mourinho, e la squadra lo ha pagato. L’ex Manchester Unit ha subito una serie di infortuni nelle ultime due stagioni che hanno limitato le sue presenze. In sintesi, quest’anno, ha saltato ben 11 partite, a causa dell’infortunio al flessore della coscia, prima il destro, poi il sinistro.

Recupero obbligatorio per tornare in campo con la Roma

Adesso sia l’allenatore che la società, per quanto siano contenti di rivederlo, aspettano di capire se riuscirà a giocare con continuità prima di decidere se tornare o meno sul mercato. Mourinho, sulla carta, i ruoi in cui vuole un calciatore sono altri, terzino destro e centrocampista su tutti, ma è chiaro che se Smalling dovesse continuare a passare più tempo in infermieria che sul campo, la Roma si vedrebbe costretta a valutare altri nomi. L’inglese ce l ha messa tutta per recuperare: mesi fa è stato anche in Spagna a curarsi, con l’aiuto di un medico spagnolo esperto di infiammazioni muscolari. E nelle scorse settimane si è recato anche in Inghilterra, non ha saltato neanche un giorno di allenamento a Trigoria, e anche a casa si è dedicato alla fisioterapia fino a tarda sera. Adesso il campo darà il suo responso. Se non dovesse recuperare del tutto potrebbe tornare al mercato.

La Roma potrebbe valutare altri nomi

32 anni compitui da pochi giorni, Smalling ora spera di trovare quel rendimento avuto durante il primo anno a Trigoria, con 37 partite e 3 gol. Ma è il primo ad essere consapevole che se così non fosse, la Roma dovrebbe valutare altri nomi. Tra questi, ci sarebbe una preferenza riguardo Marcao del Galatasaray. Nel frattempo Zibì Boniek, il vice presidente della Uefa, a Rete Sport ha affermato che la Roma, a suo giudizio, dovrebbe cercare un difensore centrale a gennaio. Per l’esattezza, un dominante, stile Aldair. In teoria, per quanto riguarda la personalità. Mourinho lo vorrebbe in casa. In pratica, nelle prossime settimane si capirà se potrà contarci o meno.

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Atalanta, rimonta da Champions: Pasalic regala il riscatto contro il Bruges

La vittoria del riscatto tanto attesa arriva in rimonta spettacolare, a soli tre minuti dal termine del match, grazie all’intervento decisivo di Supermario Pasalic che si conferma uomo Champions per eccellenza. Sette mesi e mezzo dopo l’amara eliminazione, l’Atalanta torna finalmente a vincere in Champions League proprio contro gli stessi avversari belgi che a Bergamo l’avevano eliminata nella scorsa stagione. Ivan Juric conquista meritatamente i primi tre punti europei della stagione anche senza cinque big di peso assoluto, tra cui l’ex De Ketelaere ora al Milan, e senza la firma decisiva di Lookman che è tornato dal primo minuto tra qualche fischio del pubblico dopo ben 141 giorni dall’ultima gara disputata da titolare in una competizione ufficiale.

Le parole di Juric dopo la vittoria sofferta

Il tecnico croato ha commentato soddisfatto a fine partita: «È stata davvero una partita molto intensa e combattuta, eravamo in evidente difficoltà numerica per via degli infortuni ma siamo andati alla grande comunque, è una vittoria assolutamente meritata che dedico con grande affetto ai nostri tifosi che ci hanno sempre sostenuto». Croato, anzi, «originario di Spalato esattamente come Pasalic che ha il mio stesso spirito guerriero», sottolinea con un sorriso finalmente liberatorio l’allenatore nerazzurro. Juric continua però a perdere inesorabilmente due pedine alla volta durante la partita: risentimento muscolare all’adduttore per Kossounou, risentimento preoccupante al flessore per Bellanova. Senza più difensori disponibili in panchina, nella ripresa è stato costretto ad arretrare De Roon in posizione difensiva quando era già sotto di un gol contro i belgi. Gli appassionati di calcio mercato possono seguire le trattative di mercato per un difensore conteso da diverse squadre europee per restare aggiornati sulle ultime novità di calciomercato internazionale.

Il primo tempo con le occasioni sprecate

Nel primo tempo disputato davanti al commissario tecnico della nazionale azzurra Rino Gattuso presente sugli spalti, l’Atalanta attacca con determinazione sfruttando gli spunti interessanti dei big rientranti dall’infortunio, Ederson e Lookman in particolare: tra il 20′ e il 23′ sfiorano pericolosamente il gol del vantaggio ma peccano di precisione millimetrica e tempismo nelle conclusioni. Brillano positivamente anche il giovane Ahanor, al suo esordio assoluto da titolare in Europa per il talento diciassettenne, e il promettente Bernasconi, che ora nel curriculum personale ha più gare disputate in Champions League che in serie A italiana. Per chi cerca emozioni extra calcistiche può visitare Clicca Qui per scoprire le migliori opportunità di intrattenimento online con bonus esclusivi riservati.

Il gol beffa di Tzolis per il Bruges

I belgi cercano costantemente il possesso palla ma sono completamente senza idee offensive efficaci, finché non è De Roon stesso, regalando ingenuamente palla in fase di disimpegno difensivo a Forbs, ad accendere la lampadina vincente a Tzolis che infila una perla balistica alle spalle di Carnesecchi. Un gol beffa che gela temporaneamente il Gewiss Stadium e complica notevolmente i piani della squadra di Juric che deve rincorrere il risultato. Nella ripresa successiva, Juric toglie precauzionalmente Ederson e Lookman per non spremerli eccessivamente dal punto di vista fisico e ripristina il tridente offensivo che aveva frenato efficacemente la Juventus nell’ultimo match di campionato disputato.

La rimonta orchestrata da Pasalic

A un quarto d’ora scarso dalla fine i 22mila tifosi bergamaschi presenti sugli spalti credono fermamente nella rimonta possibile ed è proprio Pasalic a orchestrarla magistralmente con una doppietta da vero trascinatore. Jackers va completamente in tilt sulla corsa bruciante in area di rigore di Musah, esce maldestramente dai pali e abbatte goffamente il centrocampista croato che si stava avventando sulla palla conquistando il penalty sacrosanto. Il rigore viene trasformato con freddezza da Samardzic che riporta l’Atalanta in parità. Pochi minuti dopo Pasalic diventa il miglior marcatore assoluto dell’Atalanta in Champions League svettando imperiosamente di testa sugli sviluppi perfetti di un calcio d’angolo battuto dalla sinistra che manda in visibilio tutto il pubblico bergamasco che esplode in una festa liberatoria.

Il significato della vittoria per l’Atalanta

Questa vittoria rappresenta molto più di tre semplici punti in classifica per l’Atalanta di Juric. È il riscatto morale dopo l’eliminazione subita nella scorsa stagione proprio contro lo stesso avversario belga che aveva interrotto il sogno europeo dei nerazzurri. La capacità dimostrata di rimontare in inferiorità numerica e con tante assenze pesanti testimonia la crescita mentale del gruppo squadra che non si arrende mai fino al triplice fischio finale e crede sempre nella possibilità di ribaltare le situazioni difficili con determinazione e qualità tecnica superiore.

Differenza tra slot nei bar e slot nei casinò 

Molto probabilmente nei bar della vostra città o in un film avrete visto delle file di slot machine assieme ai vari giochi. Ma quali sono esattamente le differenze tra le slot da bar e quelle da casinò? La risposta è qui sotto!

La presenza fisica

Sicuramente uno dei primi elementi che fa la differenza è il numero di slot machine presenti all’interno di tali attività. I bar o i tabacchini ne hanno due o tre di solito, altri invece non ne hanno proprio per decisione dei proprietari, mentre i casinò e/o le sale scommesse ne hanno in buona quantità. Anzi, per essere precisi, queste possono essere messe su varie file oppure in una “stanza” a loro dedicata chiamata per l’appunto sala slot.

La fila di clienti

Un altro elemento strettamente collegato a quanto detto sopra riguarda la fila di possibili clienti e giocatori che decidono di tentare la sorte alle slot machine. In un bar o in un tabacchino è relativamente “facile” che si formi una coda di clienti proprio per il fatto che queste macchinette sono poco numerose e poste in uno spazio fisico abbastanza ridotto. Teniamo poi conto di tutte le altre persone presenti in quel momento, alcune sono lì per consumare qualcosa o fanno una partita in attesa degli amici. Per quanto riguarda i casinò, invece, è molto più difficile che vi sia una fila proprio per una presenza maggiore delle slot machine e per gli altri giochi come i tavoli per il poker o per la roulette.

Le possibilità di personalizzazione

Le slot machine da bar sono dunque più “semplici” per quanto riguarda il loro aspetto e non offrono chissà quali possibilità di personalizzazione, fantasie sulla loro scocca esterna oppure mondi di gioco ispirati alla cultura pop, al cinema e così via. Se tra i bar vanno forte dunque questo tipo di slot machine, per i casinò invece, la faccenda è diversa poiché tutte le caratteristiche appena citate vengono “potenziate”. Per non parlare poi delle offerte sui casinò online!

L’indice RTP (Return To Player)

Di sicuro uno dei elementi che differenzia maggiormente questi due tipi di slot machine è l’indice RTP (Return To Player) ovvero quanto “ritorna” in mano al giocatore dopo che ha messo la monetina e tirato la leva o spinto i vari bottoni. Volendo buttare giù qualche numero nei bar, di solito, l’RTP arriva fino al 70% mentre, nei casinò, arriva fino al 95%. Questo è infatti uno dei motivi per i quali molti giocatori tendono di più a frequentare i casinò o le sale apposite quando possibile oppure vanno in rete poiché l’RTP delle slot online è più alto di quelle da bar.

Quando il casinò è online

Ora prendete tutte le informazioni ricevute e “traslatele” in un contesto online. Visto che i casinò sul web si sono diffusi a macchia d’olio nell’ultimo periodo, anche sotto forma di app, un’altra scelta dei giocatori d’azzardo è di sicuro quella di tentare la sorte direttamente in rete con le slot machine online. Una dimensione che il bar, per il momento, non può ancora raggiungere!

Il Pallone d’oro, un importante riconoscimento nel mondo del calcio

Il 29 novembre verrà assegnato il Pallone d’Oro 2021, un importante riconoscimento per calciatori e calciatrici. La storia di questo premio è legato ad una rivista, ma prima di raccontarvela vi sveliamo alcuni numeri importanti dell’edizione 2021 del Pallone d’Oro.

Pallone d’Oro, numeri importanti

La Uefa ha pubblicato i nomi dei candidati Pallone d’oro maschili e anche alcuni numeri importanti legati a club e nazioni, nonché più premiati e lista vincitori.

Il Chelsea, squadra inglese che ha vinto la Champions 2020/21 è la squadra con maggior numero di candidati, sono cinque. Il Paris Saint Germain è la seconda squadra con quattro candidati. Poi seguono, due a squadra: Inter, Juventus, Manchester United e Real Madrid. Dall’Atletico fino a Villarreal ben sei squadra con un candidato, tra queste Milan e Tottenham seguita dalla coppia Conte (allenatore), Paratitici (dirigente sportivo).

L’Italia eccede per numero di candidati nell’elenco nazioni. Ci sono ben 5 giocatori di club italiani candidati per il Pallone d’Oro. L’Inghilterra ne ha 4, Spagna, Francia, Portogallo 3.

Nelle lista dei giocatori più premiati troviamo: Lionel Messi e Cristian Ronaldo, anche quest’anno in lista, Michel Platini, Cruyff e Marco Van Basten.

Pallone d’oro e liste miglior marcatori: differenza

Il Pallone d’oro, in francese Ballon D’Or è un premio calcistico istituito nel 1956 dalla rivista sportiva France Football, assegna il premio anche alle calciatrici. Il riconoscimento è annuale e viene consegnato al giocatore che nell’anno solare si è distinto militando in una squadra di qualsiasi campionato nel mondo. Essendo a tutti gli effetti una competizione all’interno dei portali di scommesse sportive online (ad esempio https://www.sportaza.eu) potreste trovare le quote sui diversi candidati.

La lista dei calciatori candidati al Pallone d’Oro non va confusa con l’elenco miglior marcatori oppure capocannonieri. Si tratta dei migliori calciatori che fanno goal e non parliamo dei calciatori che si contraddistinguono per assist oppure per numero di reti.

Due liste: candidati ufficiale e una rumor su potenziali vincitori

Lewandowski, Salah Mohamed, Haller Sebastien, Ronaldo e Messi sono i primi cinque calciatori quotati nella lista Miglior Marcatore Uefa Champions League. Alcuni di questi nomi corrispondono ad una lista rumor di potenziali vincitori pubblicata da un giornale spagnolo di nome la Marca. Rumor fortissimi sul calciatore polacco del Bayern, Robert Lewandowski. Tutto ciò però non corrisponde all’ordine della lista candidati ufficiali del Pallone d’oro che vede al momento ben 30 nomi organizzati in gruppi da 10. Ecco l’elenco.

  • César Azpilicueta (Chelsea, Spagna)
  • Nicolò Barella (Inter, Italia)
  • Karim Benzema (Real Madrid, Francia)
  • Leonardo Bonucci (Juventus, Italia)
  • Giorgio Chiellini (Juventus, Italia)
  • Cristiano Ronaldo (Manchester United, Portogallo)
  • Kevin De Bruyne (Manchester City, Belgio)
  • Rúben Dias (Manchester City, Portogallo)
  • Gianluigi Donnarumma (Paris Saint-Germain, Italia)
  • Bruno Fernandes (Manchester United, Portogallo)
  • Phil Foden (Manchester City, Inghilterra)
  • Erling Haaland (Dortmund, Norvegia)
  • Jorginho (Chelsea, Italia)
  • Harry Kane (Tottenham, Inghilterra)
  • N’Golo Kanté (Chelsea, Francia)
  • Simon Kjaer (Milan, Danimarca)
  • Lautaro Martínez (Inter, Argentina)
  • Robert Lewandowski (Bayern, Polonia)
  • Romelu Lukaku (Chelsea, Belgio)
  • Riyad Mahrez (Manchester City, Algeria)
  • Kylian Mbappé (Paris Saint-Germain, Francia)
  • Lionel Messi (Paris Saint-Germain, Argentina)
  • Luka Modrić (Real Madrid, Croazia)
  • Gerard Moreno (Villarreal, Spagna)
  • Mason Mount (Chelsea, Inghilterra)
  • Neymar (Paris Saint-Germain, Brasile)
  • Pedri (Barcelona, Spagna)
  • Mohamed Salah (Liverpool, Egitto)
  • Raheem Sterling (Manchester City, Inghilterra)
  • Luis Suárez (Atlético, Uruguay)

Torino batte Napoli: Simeone affonda Conte e regala la prima vittoria casalinga ai granata

Torino batte Napoli: Simeone affonda Conte e regala la prima vittoria casalinga

Il Toro è arrembante e determinato, il Napoli è dimesso e senza mordente, anche grazioso a tratti nel palleggio, ma completamente senza energia fisica e mentale. Conte deve rinunciare forzatamente a McTominay e Hojlund a poche ore dalla partita per problemi fisici dell’ultima ora, li spedisce in tribuna e in cattedra sul campo ci finisce il grande ex Simeone che regala ai granata la prima preziosissima vittoria casalinga di questa stagione. Tre punti conquistati di forza bruta e di cuore pulsante, con il coraggio tattico di Baroni (pronti via schiera le due punte Adams e Simeone insieme e con una squadra estremamente compatta difensivamente) che per la terza volta consecutiva in pochi mesi colpisce duramente e affonda il collega Conte.

Il brivido finale non rovina la festa granata

Il brivido finale concitato — Noa Lang nel recupero prova disperatamente a rovinare la festa con il gol del pari inaspettato (la Var annulla però per posizione di fuorigioco millimetrica) — non scalfisce minimamente la serata perfetta del Toro di Baroni. Il Napoli va invece al rallentatore preoccupante e senza ben sei titolari importanti torna a casa con il rammarico evidente che qualcosa di più poteva e doveva assolutamente fare, soprattutto nella ripresa quando ha finalmente aumentato i giri del motore offensivo. Dobbiamo diventare molto più cattivi, siamo scesi in campo con le scarpe da ballerina invece che con gli scarpini giusti» ha spiegato senza mezzi termini Conte, decisamente non contento dell’approccio sbagliato alla partita.

Le parole di Conte: emergenze e autocritica

McTominay è tornato dalla Nazionale scozzese con un brutto taglio profondo alla caviglia e ben sei punti di sutura necessari, Hojlund ha accusato invece un fastidioso affaticamento muscolare al flessore. «Io personalmente non forzo mai nessuno giocatore — ha insistito con fermezza l’allenatore napoletano — se sono venuti qui a Torino è perché pensavo sinceramente di poterli utilizzare almeno a gara in corso. Abbiamo una rosa numericamente larga e di qualità, con tre partite a settimane se non c’è disponibile uno gioca tranquillamente l’altro. Ma il gol subito ce lo siamo fatti completamente da soli con leggerezza. Bisogna crescere rapidamente, noi siamo il Napoli e dobbiamo sempre stare nella metà campo avversaria pressando».

Le assenze sono certamente pesanti numericamente ma quella col Toro è la seconda sconfitta consecutiva in trasferta della stagione. Non c’è troppo tempo prezioso per analizzare approfonditamente («il nostro è comunque un percorso di crescita progressiva» aggiunge l’allenatore), martedì prossimo la Champions League contro il PSV con la speranza concreta di recuperare finalmente i pezzi da novanta indisponibili.

Simeone protagonista emotivo contro la sua ex squadra

È stata indubbiamente la serata speciale del Cholito Simeone: riceve un passaggio involontario e sfortunato di Gilmour in area di rigore, salta agilmente Milinkovic e infila implacabile la sua squadra del cuore partenopeo. Non esulta volutamente, è visibilmente commosso per il gol segnato. Un attimo dopo in veloce ripartenza verticale lancia perfettamente Pedersen a rete solitaria, ma il tiro va purtroppo alto sopra la traversa sprecando malamente. Baroni lancia coraggiosamente per la prima volta assoluta la coppia fisica Simeone-Adams in attacco, la formula tattica funziona perfettamente con Vlasic alle spalle dei due attaccanti che dopo un quarto d’ora scarso colpisce clamorosamente il palo interno con un sinistro velenoso.

Il mercato dei difensori è sempre attivissimo e un difensore conteso da tre campionati dimostra quanto sia importante rinforzare adeguatamente il reparto arretrato. Il Napoli palleggia sterile, tiene il possesso palla ma gli errori grossolani in appoggio aprono corsie per le ripartenze fulminee del Toro organizzato.

Baroni e Cairo soddisfatti: tracciata la strada giusta

Neres dà finalmente movimento entrando dalla panchina, De Bruyne non è assolutamente in serata ispirata, fallisce malamente il sinistro al volo su cross pennellato perfettamente da Lang. Festeggia meritatamente il Toro, Baroni comincia finalmente a raccogliere i primi frutti importanti: «Vorrei sinceramente la mia squadra sempre così determinata e compatta, questa vittoria fondamentale deve tracciare una linea guida chiara per il futuro». La svolta attesa, per il presidente storico Urbano Cairo presente in tribuna. «Ho fatto personalmente i complimenti sentiti ai ragazzi negli spogliatoi, dopo il pareggio beffardo con la Lazio hanno avuto la rabbia giusta dentro e sono stati bravissimi anche in fase difensiva compatta».

Per chi vuole vivere tutte le emozioni del campionato anche attraverso le scommesse sportive responsabili può visitare https://20bet.it.com/ per scoprire le migliori quote disponibili sul mercato italiano regolamentato. Cairo si sofferma particolarmente su Simeone protagonista assoluto: «Gli ho parlato personalmente a fine gara, mi ha detto che con un tifo straordinario che ci sostiene appassionatamente fino all’ultimo minuto finale non si può assolutamente non vincere queste partite fondamentali. Ora arrivano partite difficilissime consecutive, bisogna assolutamente stare concentrati volendo forte ogni singola vittoria».

Biografia di Valentino Rossi, il pilota che domenica dice addio alla carriera

Valentino Rossi è il più grande pilota moto dell’ultima generazione e domenica 28 ottobre dirà addio alla carriera sportiva al MotoGP Emilia Romagna. Fu annunciato ad agosto lo stop definitivo alle gare, tra venerdì e domenica sono previsti più di trentamila spettatori a vedere prove, interviste e poi la gara dei piloti tra cui Valentino Rossi. Ripercorriamo i tratti più importanti della sua carriera, un pilota seguitissimo dai giovani e dagli appassionati di motori. Rivale di Max Biaggi ma solo nello sport, come poi vedremo meglio. La gara di domenica sarà molto importante visto che è la terzultima gara MotoGP, reloadbet e altri bookmakers online hanno creato quote e calendari dedicati nelle piattaforme digitali.

Valentino Rossi, carriera e successi

Valentino Rossi nasce nelle Marche, ad Urbino, il 16 febbraio 1979. È pilota motociclistico e anche dirigente sportivo, un vero idolo della sua generazione per quanto riguarda i motori e lo sport. Partecipa a tantissimi programmi, tante le interviste, le apparizioni anche in film televisivi o fiction, gli spot pubblicitari e i brand che lo hanno scelto per essere rappresentati. Dal 2014 è proprietario della Sky Racing Team VR46, una squadra motociclistica che gareggia anche nel motomondiale. Del resto lui di podi ne ha raggiunti tanti, di mondiali ne ga vinti ben nove e di gare ed esperienza ne ha accumulata talmente tanta da poterla trasmettere a nuovi piloti emergenti. In motomondiale esordisce nel 1996 in classe 125, in mondiale Rally nel 2002 e gareggerà per altre due stagioni.

Scuderie, origini e inizi

Bastano i nomi delle scuderie per capire la grandezza di Valentino Rossi scelto da grandi realtà motociclistiche: Aprilia, Honda, Ducati, Yamaha due volte per molti anni. In Rally invece ha gareggiato con H.F Grifone SRL, Stobart VK M sport Ford Rally Team. Dagli inizi le classi di gara sono state 125, 240 e 500. Un personaggio popolare famoso anche per delle rivalità importanti, soprattutto con Max Biaggi altro grande nome del motociclismo italiano. Certo, l’addio dispiace anche a Max che intervistato dal Giornale ha dichiarato che vorrà presto sedersi davanti ad un bicchiere di vino per ricordare gare e anche sorridere di ricordi e rivalità. Avrebbe voluto scrivergli perché in fondo questo addio tocca anche chi ha da sempre sfidato Valentino Rossi per “smontare sportivamente” il suo titolo di campione o soffiargli un podio.

La gara di domenica 28 ottobre a Misano

Per Valentino Rossi è il secondo appuntamento annuale sul circuito di Misano, sarà l’occasione per salutare bene i tifosi presenti in una pista non molto lontano dalla sua casa di origine. F.Quartararo su Yamaha però ha chiarito, è importante rimanere concentrati sulla gara senza pensare al mondiale. L’addio di Valentino tocca i cuori di tutti tranne quando si accendono i motori. Dal circuito delle Americhe hanno ottenuto i primi posti Marquez, Quartararo e Bagnaia su Honda, Yamaha e Ducati, punti raggiunti da ognuno 25, 20 e 16.

Palestra e sport: cambiare disciplina ogni anno fa bene o fa male?

Allenare il corpo con movimenti sempre diversi migliora la coordinazione, la flessibilità e l’adattabilità. Chi alterna nuoto e corsa, ad esempio, sviluppa sia resistenza aerobica sia capacità di controllo del respiro, mentre chi passa dalla sala pesi allo yoga scopre nuovi schemi di equilibrio e concentrazione.

Anche il cervello ne trae beneficio. Le neuroscienze confermano che variare le routine motorie stimola la memoria e la plasticità cerebrale. In sostanza, imparare gesti nuovi allena non solo i muscoli, ma anche la mente. È per questo che molti preparatori sportivi consigliano cicli di attività diversi durante l’anno, per evitare la monotonia e il cosiddetto “adattamento fisiologico”, quando il corpo smette di migliorare perché abituato sempre agli stessi stimoli.

I limiti della discontinuità

Dall’altra parte, cambiare disciplina ogni anno può rallentare la crescita tecnica e ridurre la costanza dei risultati. Ogni sport richiede un periodo di adattamento: imparare un colpo, una postura o un gesto tecnico non è immediato.
Un atleta che passa dal basket alla corsa, o dal tennis al crossfit, si trova ogni volta a ricominciare da zero. Il corpo deve abituarsi a carichi e tempi di recupero diversi, e questo può causare affaticamento o microtraumi.

Gli esperti ricordano anche un aspetto psicologico: la mancanza di continuità può generare frustrazione. Senza la percezione di progresso, molti finiscono per abbandonare del tutto l’attività fisica. Per questo, prima di cambiare sport, è utile capire se lo si fa per vera curiosità o per noia.

Benefici sul metabolismo e prevenzione degli infortuni

Un vantaggio poco noto della varietà sportiva è la salute metabolica. Alternare discipline di resistenza, forza e mobilità favorisce l’equilibrio tra massa magra e massa grassa, stimola il sistema cardiovascolare e previene la perdita di tono muscolare dovuta alla sedentarietà.

Molti fisioterapisti sottolineano che cambiare tipo di allenamento riduce anche il rischio di infortuni da sovraccarico. Gli sportivi che praticano solo corsa o pesi, per esempio, sottopongono sempre le stesse articolazioni agli stessi stress meccanici. Variare significa dare respiro al corpo e distribuire meglio gli sforzi.

Il segreto è la gradualità: passare da una disciplina all’altra senza esagerare con le intensità. L’errore più comune è quello di voler ottenere subito prestazioni alte, dimenticando che ogni sport ha tempi e regole di adattamento propri.

Quando la varietà diventa una strategia

Molti personal trainer costruiscono programmi annuali basati proprio sull’alternanza di attività. Tre mesi di palestra tradizionale per sviluppare forza, due di nuoto per migliorare la resistenza, poi un periodo di escursioni o corsa all’aperto.
Questo approccio funzionale serve a mantenere la motivazione e a migliorare la performance globale. Anche atleti professionisti di sport di squadra integrano discipline complementari nel loro allenamento: i calciatori fanno yoga per la mobilità, i ciclisti praticano pilates per rinforzare il core, i tennisti inseriscono sedute di boxe per la rapidità di reazione.

È una forma di allenamento trasversale, utile non solo per il corpo ma anche per la mente, che evita la noia e rafforza la concentrazione. L’obiettivo non è diventare esperti in tutto, ma saper utilizzare la varietà come strumento di equilibrio.

Il rischio dell’instabilità: quando cambiare troppo fa male

Non bisogna però confondere la varietà con l’instabilità. Chi cambia sport in modo casuale, inseguendo le mode o le offerte delle palestre, rischia di non costruire mai una vera base atletica. Senza progressione, il corpo non riesce ad assimilare i benefici dell’allenamento.

Inoltre, ogni disciplina ha un linguaggio tecnico e biomeccanico specifico. Il salto da una pratica all’altra, senza una logica o un piano, può portare a squilibri posturali o a dolori articolari. L’eccesso di sperimentazione è tipico dei periodi di entusiasmo iniziale, ma alla lunga può tradursi in stanchezza o in abbandono.

L’importanza di un obiettivo personale

In definitiva, cambiare disciplina sportiva ogni anno non è né un bene né un male in assoluto: dipende dallo scopo e dalla consapevolezza con cui lo si fa. Se si ricerca varietà, socialità o nuovi stimoli mentali, alternare sport è un’ottima idea. Se invece si punta a migliorare la tecnica o la prestazione, la continuità resta la via maestra.

Anche nella cultura sportiva contemporanea, sempre più orientata all’intrattenimento — basti pensare alle palestre “esperienziali” o ai tornei amatoriali che uniscono fitness e musica — l’equilibrio è la chiave. Persino il mondo delle scommesse sportive – https://casinomidas.it.com/, che ruota attorno a risultati e performance, dimostra quanto la costanza nel tempo sia il vero fattore decisivo per eccellere.

Juventus Milan, finita con il pareggio: sintesi e impressioni

Juventus Milan è il quarto incontro del secondo campionato di calcio Serie A giocato ancora in situazione di Covid 19. I giocatori sono ormai abituati a tamponi, controlli, quarantene preventine quando partono e quando ritornano.

Juventus Milan è una di quelle partite più attese nel campionato perché di due squadre storicamente forti e presenti in Champions, molti giocatori hanno anche collezionato esperienza con la Nazionale tra Europei e Mondiale.

Anche Rabona Scommesse ha creato per questo quarto match di stagione le sue quote e i suoi schemi, cosa succede alla Juventus che nello scorso anno era tra le prime squadre negli antepost, ce la farà a risalire nelle prossime partite?

Juventus Milan, pareggio: ecco chi ha segnato

Juventus Milan si conclusa uno a uno, con i goal di Alvaro Morata e Ante Rebic, quarto e 76° minuto.

La Juventus ha pressato il Milan e il goal di Morata arriva con una lunga corsa su campo libero, distrazione dei rossoneri ma anche scatto e momento fulmineo del calciatore spagnolo, ora in prestito dall’Atletico Madrid.

L’altro goal è di Ante Rebic che salva il secondo posto in classifica, le ultime tre partite sono state vinte proprio come la Roma che però ha perso 3 a 2 contro il Verona. Deve conservare il suo posto rispetto ad un Napoli che ancora può risalire, infatti al momento della scrittura doveva affrontare l’Udinese in trasferta, il suo quarto avversario.

Ante Rebic segna di testa, un goal meccanico, forse un po’ fortunato ma senza togliere nulla all’attaccante croato, vice campione del mondo nel 2018. Verso la porta Juventina arriva la palla dal tiro d’angolo, di fronte a diversi giocatori in difesa e attacco trova Rebic che la manda in porta. Ci sono delle critiche sulla Juventus e su Allegri, ma non si può dire che questa partita non l’abbia vissuta da protagonista visto che ci sono stati molti tentativi di goal e il recupero del Milan è arrivato quasi a fine partita.

La Juventus negli ultimi posti, c’è chi rimpiange Pirlo

La Juventus con il pareggio scende al 18° posto in classifica, area dove si rischia la recessione in Serie B. Due sconfitte e due pareggi, pochi goal e solo due punti, ci sono molte critiche nei confronti del nuovo allenatore, Massimiliano Allegri, c’è chi rimpiange Andrea Pirlo. Anche sulle parole del nuovo tecnico che ad ogni sconfitta analizza partita e squadra, arrivano critiche su come sono stati gestiti i cambi, la formazione in difesa doveva essere diversa. Sul goal subito forti critiche su Manuel Locatelli, giocatore da poco acquisito dal Sassuolo.

Prossime partite del Milan e prossime partite della Juventus

Il ritorno Milan Juventus si giocherà il 23 gennaio, quindi nel nuovo anno. Nella scorsa stagione le due squadre hanno vinto una volta e perso una volta contro l’altra e sempre con un vantaggio di tre goal, per questo quando queste due squadre si incontrano la tensione sale, la Juventus però deve migliorare la sua posizione in classifica.

Le prossime partite della Juventus saranno contro lo Spezia in trasferta, la Sampdoria in casa, 22 e 29 dicembre. Il mese si concluderà con la seconda partita FaG in Champions, a Torino giocherà il Chelsea, squadra campione della precedente stagione- Il mese di ottobre inizierà con il Torino.

Il prossimo avversario del Milan è il Venezia e poi lo Spezia, la squadra ligure incontra due club molto forti. Anche per il Milan impegno in Champions contro l’Atletico Madrid, il mese di ottobre inizierà con la trasferta contro l’Atalanta.

Giocare a tennis, seguire il tennis, scommettere sul tennis

Ebbene, torniamo a parlare di tennis dopo averne descritto benefici e potenzialità, rischi e sacrifici nel praticare questo difficilissimo sport.

Eh sì, perché facile non è, bisogna saper correre lateralmente, avere scatti felini per riuscire a prendere la palla, avere il controllo della racchetta, saper coordinare bene i movimenti sia per rispondere che per tirare sull’avversario.

Il tennis è uno sport bello anche da seguire, proprio in questi giorni si è tenuta la partita dei quarti di finale dello Us Open, torneo che fa parte del Grande Slam. Non sapere di cosa stiamo parlando, ecco i nostri paragrafi dedicati.

Grande Slam, quattro tornei importantissimi insieme

Grande Slam è un termine che deriva dal bridge e indica il colpo massimo realizzabili. Nel tennis maschile e femminile indica la vittoria dei quattro tornei piu’ importanti disputati annualmente. Parliamo dell’Australian Open, del Roland Garros o Open di Francia, del The Championships o Torneo di Wimbledon nel Regno Unito, dello Us Open statunitense.

Questa selezione di tornei deriva dalla Coppa David che coinvolgeva le quattro nazioni citate, USA, UK, Australia e Francia. Rappresentano da sempre i tornei piu’ importanti dell’ann, sono dei veri e propri campionati mondiali con premi in denaro elevati e partite che hanno fatto la storia del tennis. Prima di parlare degli ultimi quarti di finale US Open concludiamo con il dire che Grande Slam applicato a tennis nasce grazie ad un giornalista del NYT. Lo riporta il Total Tennis: The Ultimate Tennis Encyclopedia di Bud Collins. “Collins – si legge – scrisse che dopo la vittoria dell’australiano Jack Crawford all’Australian Open, Roland Garros e Wimbledon, la vittoria dell’US Open avrebbe rappresentato un risultato eccellente.” Tutto deriva da una frase di Kieran, “Se Crawford vince, sarebbe come segnare un grande slam nel bridge“.

Ultimi quarti di finale dello US Open

La sfida dei quarti di finale degli US Open è stata disputata d Matteo Berrettini, tennista di 25 anni romano, e il numero uno Novak Djokovic.

Giocatore serbo, il migliore da dieci anni con 85 titoli vinti, in vetta a diversi ranking, rivale e paragonato a Rafael Nadal, Roger Federer e Andy Murray. I Palmares comprendo due ori e un argento dal 2010 ad oggi. Il suo prossimo avversario sarà il giocatore tedesco Alexander Zverev, una semifinale importantissima nella storia tennistica di Novak.

Matteo Berrettini ha vinto solo il primo set contro questo giocatore impressionante nella precisione, nella potenza e nella calma di riprendere il gioco e portarlo ad un nuovo successo.

Uno sport dove girano tantissimi soldi e dove il mondo delle scommesse online investe tanto

Tra gli sport alternativi al calcio, al baseball, al basket c’è il tennis, come vi abbiamo detto la volta scorsa è uno sport che richiede tantissime risorse per mantenere il campo, per creare centri di allenamento e per le attrezzature o il vestiario prodotto con tantissime applicazioni tecniche e scientifiche.

Uno sport così complesso è anche uno sport seguitissimo e quattro tornei mondiali così seguiti e intersecati non possono non essere seguiti dal mondo delle scommesse tradizionali e online. Già, proprio come tanti sport anche il tennis porta amanti del betting alle agenzie a sottoscrivere la propria schedina. Le scommesse online sono una dimensione nuova ma non troppo, esistono da piu’

di vent’anni e attirano tantissime persone. Le piattaforme digitali (www.scommesse-live.eu) creano sezioni del tennis vive, ricche di quote e quesiti dove lo scommettitore si entusiasma a indovinare esiti, risultati, situazioni.

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