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Come funziona il sistema sanitario americano?

Il Sistema Sanitario Americano, forse il migliore al mondo per competenza ma anche uno dei più costosi, è molto spesso soggetto a critiche di vario genere, che riguardano la politica adoperata o le pratiche per sottoscrivere l’assicurazione sanitaria. Certamente, è doveroso chiarire i dubbi in merito a questo argomento.

Prima di spiegare come funziona il sistema sanitario americano, serve precisare che, per aver accesso a questo paese, è necessario l’ESTA (Electronic System for Travel Authorization), un’autorizzazione virtuale che permetterà di entrare negli USA.

Come funziona il sistema sanitario americano?

Il sistema sanitario americano, come detto, è considerato uno dei migliori al mondo per efficienza ma, purtroppo, non risulta essere molto economico.
I cittadini americani, molto spesso, si affidano ad assicurazioni sanitarie affinché siano protetti per eventuali incidenti, malattie, etc.

Quest’assicurazione viene sottoscritta, il più delle volte, tramite dei contratti privati con apposite agenzie, che devono garantire la copertura sanitaria al cittadino in questione e alla sua famiglia, se prescritta per tutta la famiglia.

L’assicurazione sanitaria è, quindi, fondamentale per ogni cittadino americano, poiché gli garantisce le cure necessarie in caso di urgenza o di pericolo. Purtroppo, però, non tutti i civili possono sottoscrivere questo contratto a causa dei costi, rischiando di essere “abbandonati” in caso d’emergenza.

Per ovviare a tale limitazione, l’ex Presidente Barack Obama, il primo uomo d’origine afroamericana a ricoprire questa carica, ha deciso di presentare una riforma sanitaria chiamata Obama Care.

Cos’è l’Obama Care e in cosa consiste

L’ex presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, il 23 marzo 2010, approvò l’Obama Care, la più grande riforma sanitaria nella storia dell’America.

La richiesta di modificare le leggi sanitarie era in continuo aumento, sempre più cittadini rischiavano la bancarotta a causa delle spese mediche o, comunque, di non potersi permettere la polizza assicurativa a causa dei costi elevati; tra questi, vi erano anche i giovani tra i 18 e i 24 anni, i quali, trovandosi all’inizio della loro carriera, non avevano uno stipendio sufficientemente adatto a ricoprire queste spese.

L’introduzione di questa riforma ha sconvolto il popolo americano, permettendo ad oltre 30 milioni di cittadini di avere accesso all’assicurazione sanitaria, diminuendo i costi assicurativi, escludendo la possibilità che le agenzie negassero l’assicurazione a chi in passato aveva sofferto di patologie gravi ed includendo nell’assicurazione familiare i giovani tra i 18 e i 26 anni, affinché potessero trovare un lavoro dignitoso prima di dover pagare queste spese.

Medicare e Medicaid, due importanti riforme americane

Per agevolare determinati cittadini americani nell’ottenimento di una copertura medica dignitosa, sono state inserite due riforme, Medicare e Medicaid.
La prima si preoccupa di andare incontro ai cittadini americani che hanno oltrepassato la soglia dei 65 anni o che soffrono di handicap e disabilità (qualsiasi sia la fascia d’età), garantendo loro un’assicurazione sanitaria gratuita.

La seconda, invece, interessa in particolar modo le classi giovani, nonché i cittadini con scarse disponibilità economiche. Dato che il sistema americano prevede ingenti costi, questa legge ha pensato bene di agevolare gli abitanti con problemi economici, finanziando fino al 60% delle spese mediche di questi, affinché riuscissero, in qualche modo, a pagare il più possibile queste enormi spese.

Donald Trump e l’abolizione dell’Obama Care

L’introduzione dell’Obama Care prevedeva l’accesso gratuito a circa 45 milioni di cittadini all’assicurazione sanitaria, ma le domande presentate sono state quasi 80 milioni, gravando enormemente sullo stato, il quale ha dovuto pagare ingenti somme di denaro extra.

Le agenzie assicurative, contrariamente a quanto previsto dal programma, si sono trovate a dover stipulare numerose assicurazioni per anziani, persone con disabilità e ragazzi con problemi economici, provocando il notevole aumento dei costi di ogni agenzia assicurativa e, per risolvere questo imprevisto, le agenzie hanno alzato enormemente il costo delle polizze assicurative, a volte anche oltre il 50% del prezzo iniziale.

Queste sono le motivazioni che spingono Donal Trump, attuale presidente degli Stati Uniti d’America, ad avanzare verso l’annullamento della riforma Obama Care, poiché incide troppo in termini di spese sullo stato e grava ancor di più sulle agenzie assicurative.

È una delle discussioni più accese attualmente in America, ogni giorno aumentano gli attivisti che manifestano affinché venga mantenuta l’Obama Care e sono molti altri che ne desiderano l’abolizione e la ripresa del precedente sistema sanitario americano.

Il funzionamento del sistema sanitario americano è, dunque, in continuo cambiamento.
Chi decide di trasferirsi in America, dovrebbe trovare un lavoro che gli garantisca la polizza assicurativa tramite il proprio datore di lavoro.

Scarpe-antinfortunistiche

Guida alla scelta delle migliori scarpe antinfortunistiche

Le scarpe antinfortunistiche sono calzature da lavoro che hanno la peculiarità di proteggere da temperature, urti e scariche elettriche, rivestendo il piede per evitare il rischio di infortuni: una scarpa ben fatta, perciò, può salvaguardare la salute del lavoratore, permettendogli di lavorare in tutta sicurezza.

I settori in cui le scarpe antinfortunistiche devono essere indossate obbligatoriamente sono in costante crescita e sono stabiliti dalla legge n. 626 del 1994, cioè la legge introdotta per recepire tutte le normative europee per ciò che riguarda la salute e la sicurezza dei lavoratori e che rese molto più moderna la sicurezza sul lavoro in Italia. Secondo l’articolo 74 del DL n. 81 del 2008, l’obbligo di calzare le scarpe antinfortunistiche (o DPI, ossia dispositivo di protezione individuale) si ha quando è prevedibile un pericolo di lesione ai piedi; i piedi, infatti, sono particolarmente vulnerabili poiché esposti a rischi di qualsiasi genere, come i rischi meccanici, fisici o addirittura rischi chimici, ad esempio il contatto con prodotti irritanti.

Per ottimizzare l’uso delle scarpe antinfortunistiche bisogna assicurarsi che le calzature corrispondono alla categoria di rischio richiesta, in base al tipo e al luogo di lavoro; a tale scopo segnaliamo le caratteristiche specifiche a cui si riferiscono le norme europee:

  • A: calzatura antistatica;
  • CI: isolamento dal freddo del fondo della calzatura;
  • CR: tomaia resistente al taglio;
  • E: assorbimento di energia nella zona del tallone;
  • FO: suola resistente agli idrocarburi;
  • HI: isolamento dal calore del fondo della calzatura;
  • HRO: battistrada resistente al calore per contatto;
  • M: calzatura di protezione metatarsale;
  • P: lamina antiperforazione;
  • SRC: calzatura resistente allo scivolamento;
  • WR: calzatura water resistant;
  • WRU: tomaia materiale impermeabile.

Per scegliere una buona scarpa antinfortunistica, dopo aver guardato che si rispettino tutte le norme in materia, il secondo passo da compiere è chiedersi quali siano le proprie esigenze: se, ad esempio, si lavora a stretto contatto con fonti energetiche, in particolare elettriche, bisognerà munirsi di una scarpa che dissipi facilmente l’energia, mentre chi lavora a stretto contatto con l’acqua necessiterà di una calzatura idrorepellente o, ancora, bisogna stare attenti alle esigenze del piede stesso dato che se si è soggetti a urti o abrasioni alla caviglia, è bene utilizzare una scarpa alta, mentre se si lavora su un materiale liscio e privo di rischi per il piede, allora si potrà optare per una scarpa più leggera e senza fascia che copra la caviglia e renda più goffi i movimenti. Tutte queste tipologie possono essere scoperte e acquistate sul sito esconti.

In ogni caso, ci sono delle caratteristiche che accomunano le diverse esigenze, ad esempio chiunque deve optare per una scarpa dalla forma ergonomica. Il puntale protegge la punta del piede da schiacciamenti o gravi urti ma, se non si sceglie il materiale adatto, ad esempio l’alluminio che rende la scarpa più leggera, si può incappare in un eccessivo affaticamento del piede. Parecchi anni fa, infatti, si usava il puntale in acciaio che attraeva sia il caldo del sole cocente che il freddo delle giornate più uggiose, mentre le nuove tecnologie hanno ideato materiali sempre più leggeri ma allo stesso tempo resistenti.

La forma della scarpa antinfortunistica, infatti, è un elemento caratterizzante se si vuole acquistare una buona calzatura che protegga bene il piede, in quanto è d’obbligo scegliere una scarpa elastica che, in caso di schiacciamento, permetta al puntale di tornare alla propria forma originale in modo da facilitare la fuoriuscita del piede senza comportare difficoltà.

Un elemento da non sottovalutare è anche la vestibilità, poiché scegliere una scarpa molto leggera e comoda è l’ideale per chi svolge lavori pesanti e non vuole affaticare troppo l’intera muscolatura della gamba, evitando di sovraccaricare i muscoli di stress che si riverserà sulle articolazioni.
Sebbene ogni DPI immesso nel mercato è stato oggetto di una relazione tecnica ed è accompagnato da una dichiarazione di conformità e da un foglio illustrativo, per scegliere una buona scarpa bisogna anche andare alla ricerca (minuziosa!) di un marchio che usi prodotti di prima qualità, resistenti a varie categorie di problemi di seguito elencati:

  • penetrazione dell’acqua e di vapore acqueo: è importante che sia i materiali che le cuciture della calzatura proteggano il piede dagli effetti della pioggia, della neve o dell’umidità del suolo;
  • scariche elettriche: il materiale deve essere progettato per dissipare le cariche elettrostatiche onde evitare scariche che possano innescare incendi e minare alla salute del lavoratore;
  • misture chimiche: è essenziale che le scarpe antinfortunistiche siano realizzate con materiali che rispondano bene all’esposizione di spruzzi o piccoli schizzi di materiali chimici che potrebbero erodere la scarpa;
  • fonti di calore: raccomandiamo particolare attenzione che i materiali del vostro futuro acquisto proteggano il piede dal calore convettivo, calore radiante o spruzzi di metallo fuso.

Il design della scarpa, oltre ad essere ergonomico e detenere una buona qualità dei tessuti, deve avere anche un design accattivante perché, diciamolo, anche l’occhio vuole la sua parte. Ultimamente, infatti, il mercato delle scarpe antinfortunistiche si sta colorando di nuove sfumature che rendono la calzatura meno d’impatto per l’occhio e sempre più simile ad una scarpa da ginnastica, favorendone il senso estetico.

Se sei una donna e stai cercando delle scarpe antinfortunistiche comode ma allo stesso tempo molto leggere e con un design adatto per una lady, sappi che molti produttori di calzature antinfortunistiche stanno sperimentando nuovi modelli adatti al piede femminile! Molte aziende, infatti, hanno assunto nel proprio organico degli stilisti appositamente contattati per creare una scarpa che possa coniugare l’esigenza di un’estetica più ricercata alla comodità ma, soprattutto, alla sicurezza della scarpa antinfortunistica.

Una componente molto importante delle scarpe antinfortunistiche, nascosta all’occhio ma molto importante, è la soletta interna: la suola ideale è quella più spessa delle suole normali per attutire meglio gli urti ma anche più morbida in modo da assicurare comodità al lavoratore per tutto il tempo in cui le indosserà. La suola interna deve essere altamente traspirante poiché, ricordiamolo, i piedi sono una delle zone del corpo con la più alta densità di batteri e lavorare tutto il giorno con delle scarpe così ben rivestite può causare un’eccessiva sudorazione che, se non adeguatamente controllata, può portare a problemi con la scarpa prescelta.

Il tacco e la suola della scarpa, invece, devono necessariamente essere antiscivolo e antiperforazione. È importante scegliere bene il materiale della suola: in base ad esso dipenderà la pesantezza della scarpa ma anche il grado di isolamento della pianta del piede da eventuali fonti di calore o perforazione; ad esempio, la gomma è molto dura e può essere anche scomoda ma è ideale per resistere al calore o a tipi di pavimentazioni disomogenee che possono portare facilmente alla perforazione plantare.

Ogni dispositivo protettivo individuale deve prendere atto della regolamentazione europea in vigore in base alle esigenze essenziali imposte dalle direttive e precisate dalle norme comunitarie; in particolare la norma EN 13287: 2004 ha messo nero su bianco i requisiti e i metodi di prova per l’indicazione della resistenza allo scivolamento su diversi campioni di superfici scivolose, testate sia sul tacco che sulla suola: con il simbolo SRA si indicano prodotti in condizioni di prova con un fondo di ceramica e una soluzione detergente come lubrificante, mentre il simbolo SRB indica un fondo di acciaio e un lubrificante a base di glicerina.

All’interno di questa legge si trovano anche le modalità testate in comune a tutti e due i simboli, cioè tacco e piano, ma i requisiti minimi dei due simboli divergono poiché nel primo simbolo il requisito minimo per il tacco è 0,28 e per il piano è 0,32, mentre per il secondo simbolo il requisito minimo del piano si aggira intorno allo 0,13 per il tacco e 0,18 per il piano.

Quali i sono i fattori di rischio per gli emangiomi infantili

Gli emangiomi infantili colpiscono circa 4 bambini su 100 e sono classificati come dei tumori benigni che interessano i tessuti molli. Non sono niente di preoccupante, anche se è bene che i genitori tengano sotto controllo e monitorato questo genere di tumore benigno.

Quali sono i fattori di rischio per gli emangiomi infantili?

L’emangioma infantile può interessare qualsiasi parte del corpo, specialmente nella regione della testa, del collo, ma anche braccia e tronco. Compaiono fin da subito dopo la nascita e non oltre i tre mesi di vita del bambino. Si presentano alla vista come delle macchie color fragola e tendono progressivamente a crescere fino a subire un arresto. Nella maggior parte dei casi, in un bambino ormai in età scolare, verso i sette anni, l’emangioma infantile dovrebbe essere completamente regredito. Tuttavia, viene da chiedersi quali possano essere i fattori di rischio per quanto riguarda questo tipo di tumore benigno.

Nonostante i sempre più approfonditi studi sull’argomento, le cause che portano alla comparsa dell’emangioma infantile non sono ancora del tutto chiare. I diversi fattori di rischio che si possono elencare sono il sesso femminile, che presenta un’incidenza maggiore rispetto a quello maschile; l’età avanzata della mamma; l’essere di razza caucasica pura; il basso peso alla nascita e quindi prematurità; l’aver avuto una gestazione multipla e infine aver sofferto di preeclampsia durante la gestazione.

Oltre a ciò, gli studi effettuati fino ad ora hanno dimostrato che esiste una stretta correlazione tra il fenomeno dell’ipossia e quello della comparsa delle cellule tumorali all’interno dei vasi sanguigni. In altrettante parole, la causa potrebbe essere un’ossigenazione poco più che sufficiente durante il periodo della gravidanza. Tuttavia, si ritiene valida anche l’opzione di uno sviluppo dei vasi sanguigni incompleto e pertanto, la parte colpita mostrerebbe il segno evidente dell’emangioma infantile.

Come si tratta l’emangioma infantile?

Nella maggior parte dei casi, questo tumore benigno regredisce spontaneamente senza creare complicanze importanti, dopo aver raggiunto la sua piena fase in concomitanza dei sei mesi di vita del bambino.

Se invece, nel caso in cui l’emangioma infantile risulti doloroso per il bambino e sanguini spesso, allora si può pensare di intervenire somministrando una terapia farmacologica.

Nei casi più rari, in cui questo tumore benigno sia posizione in una parte del corpo più critica che limita il bambino, ad esempio sulle labbra o in prossimità degli occhi, causando problemi secondari, allora il medico potrebbe optare per un intervento chirurgico o in alternativa una terapia innovativa a base di propranololo. È bene ricordare che la percentuale di queste complicanze è molto bassa poiché l’emangioma infantile solitamente compare su un tessuto molle il quale non provoca disturbo al bambino.

A chi spetta fare la diagnosi di emangioma infantile?

Diagnosticare questo tipo di tumore benigno è in realtà un passaggio molto semplice perché è facilmente riconoscibile, non solo dal colore e dalla forma, ma anche dal fatto che appare subito dopo la nascita nel neonato. Oltre a ciò, i genitori si possono accorgere che questo emangioma infantile continua a crescere.

Una visita dal pediatra e in seguito da uno specialista può confermare tale diagnosi. Si rende necessaria la visita da un professionista al fine di poter evitare qualsiasi complicanza in futuro, ma anche per valutare se si rende necessario un trattamento o se si dovrebbero svolgere ancora eventuali accertamenti. Tuttavia si esortano sempre i genitori a non preoccuparsi perché è un disturbo che non reca, nella grande maggioranza dei casi, problemi gravi.