Cosa sono gli integratori alimentari per la perdita di peso e cosa fanno?

Tra i metodi provati per perdere peso ci sono mangiare cibi sani, ridurre le calorie ed essere fisicamente attivi. Ma attuare tutti questi cambiamenti nel proprio stile di vita non è sempre facile, quindi in molti si chiedono se prendere integratori dimagranti o bruciagrassi, come quelli che trovi sul sito Sempre in Salute, potrebbe aiutare a raggiungere i risultati che desideri più facilmente ed in un minor tempo. In questo articolo è riportato ciò che si sa sulla sicurezza e l’efficacia di molti ingredienti che sono comunemente usati negli integratori dimagranti. Questi prodotti aiutano a perdere peso bloccando l’assorbimento di grassi o carboidrati, frenando l’appetito o accelerando il metabolismo. Se stai pensando di prendere un integratore alimentare per perdere peso, parla con il tuo medico. Questo è particolarmente importante se hai la pressione alta, diabete, malattie cardiache, malattie del fegato o altre particolari condizioni mediche.

Come sono formulati gli integratori dimagranti?

Gli integratori per la perdita di peso contengono molti ingredienti – come erbe, fibre e minerali – in diverse quantità e in molte combinazioni. Sono venduti in diverse forme come capsule, compresse, liquidi e polveri: raramente sono composti da un singolo ingrediente. Spesso infatti contengono decine di ingredienti: questo perché diversi principi attivi messi insieme lavorano in sinergia e permettono di ottenere risultati decisamente migliori se paragonati ad integratori alimentari monoingrediente.

Gli integratori alimentari per la perdita di peso possono essere dannosi?

Gli integratori per la perdita di peso, come tutti gli integratori dietetici, sono sempre piuttosto sicuri ma possono avere effetti collaterali e possono interagire negativamente con farmaci da prescrizione e da banco. Molti integratori per la perdita di peso hanno ingredienti che non sono stati testati in combinazione tra loro, e i loro effetti combinati sono sconosciuti. Racconta al tuo medico di tutti gli integratori dimagranti o di altri integratori che prendi. Queste informazioni lo aiuteranno a capire come prevenire interazioni tra integratori e farmaci, effetti collaterali dannosi e altri rischi.

Efedra, un ingrediente vietato dagli integratori alimentari

L’efedra (chiamata anche má huáng) è una pianta contenente sostanze che possono stimolare il sistema nervoso, aumentare la quantità di energia che si brucia, aumentare la perdita di peso e sopprimere l’appetito. Negli anni ’90, l’efedra era un ingrediente molto diffuso negli integratori alimentari venduti per il dimagrimento e per migliorare le prestazioni atletiche. Nel 2004, la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha vietato l’efedra negli integratori alimentari, arrivando alla conclusione che non fosse un ingrediente sicuro. L’efedra può causare nausea, vomito, ansia, cambiamenti di umore, pressione alta, battito cardiaco anormale, ictus, convulsioni, attacco cardiaco e morte.

Prodotti fraudolenti e adulterati

Sii molto cauto quando vedi integratori per la perdita di peso con affermazioni allettanti, come “pillola magica per la dieta”, “scioglie il grasso” e “perdi peso senza dieta o esercizio”. Se l’affermazione sembra troppo bella per essere vera, probabilmente lo è. Questi prodotti potrebbero non aiutarti a perdere peso e al contrario potrebbero essere pericolosi. I prodotti per la perdita di peso commercializzati come integratori alimentari sono a volte adulterati con farmaci da prescrizione o altre sostanze. Questi ingredienti non sono elencati sull’etichetta del prodotto e potrebbero causare seri danni.

Interazioni con i farmaci

Come la maggior parte degli integratori dietetici, alcuni integratori per la perdita di peso possono interagire o interferire con altre medicine o integratori che stai assumendo. Se prendi integratori alimentari e farmaci in contemporanea regolarmente, assicurati di parlarne prima con il tuo medico.

Scegli sempre un approccio sensato

Gli integratori dimagranti o bruciagrassi, tranne in rari casi, possono essere costosi e potrebbero non funzionare. Il modo migliore per perdere peso e mantenerlo è quello di seguire un modello alimentare sano, ridurre le calorie e fare regolarmente esercizio fisico sotto la supervisione del tuo medico. In più, i cambiamenti nello stile di vita che ti aiutano a perdere peso potrebbero anche migliorare il tuo umore e il tuo livello di energia e abbassare il rischio di malattie cardiache, diabete e alcuni tipi di cancro.

Sindrome del tunnel carpale: tutto ciò che c’è da sapere

Avrai sicuramente sentito parlare almeno una volta di problemi al tunnel carpale. Ma sai di preciso di cosa si tratti? Vediamolo insieme.

Tunnel carpale: info utili

Quando si parla di tunnel carpale si fa riferimento ad un passaggio molto stretto che è costituito dal legamento e dalle ossa della base della mano: nel tunnel carpale passano sia i tendini che il nervo mediano. Può succedere, per cause che andremo ad analizzare successivamente, che si verifichi un gonfiore (dei tendini per esempio) che restringe il tunnel e porta a comprimere il nervo mediano.

Ciò provoca un dolore, in alcuni casi davvero acuto, e una sensazione di intorpidimento della mano e del polso. Alle volte questa sensazione può protrarsi per tutto il braccio. La sindrome del tunnel carpale è probabilmente la più nota neuropatia, ovvero una malattia che riguarda i nervi periferici del corpo.

Generalmente, i sintomi si manifestano gradualmente: all’inizio può comparire un formicolio, alle volte invece un bruciore insistente, o magari una sensazione di addormentamento della mano e del polso, che si può irradiare anche fino alle dita. Soprattutto pollice ed indice sono spesso soggetti.

Se i sintomi peggiorano, però, può anche comparire un dolore che si irradia all’avambraccio e si può perdere parzialmente sensibilità e forza nelle dita.

Cura e terapia

La cura e la terapia per la sindrome del tunnel carpale va cominciata non appena lo consiglia il medico. Ovviamente ci sono cause più importanti, come il diabete o l’artrite, che andrebbero curate a dovere fin da subito. Generalmente, la riduzione di attività per mano e polso è la prima cosa su cui agire. È necessario evitare tutte le attività che potrebbero peggiorare i sintomi.  Se necessario, bloccare il polso per evitare ulteriori danni può essere la mossa giusta. È fondamentale evitare flessioni o torsioni, anche quando si dorme.

Tra i farmaci antinfiammatori che possiamo trovare in commercio e che risultano molto utili troviamo il Normast: questo grazie alla sua formulazione garantisce l’azione della molecola di Palmitoiletanolamide (PEA) la quale svolge varie attività utili, in particolare per quanto concerne il contrasto al dolore cronico e nevralgico. D’altronde, l’efficacia del trattamento con PEA è ormai consolidata ed è particolarmente utile contro dolori cronici: maggiormente utile rispetto a trattamenti analgesici tradizionali.

Tunnel carpale: possibili cause

Tra le possibili cause della sindrome del tunnel carpale troviamo una compressione o una irritazione del nervo mediano. Questa può essere dovuto a diverse cause, le quali richiedono una serie di indagini precise. Tra queste troviamo:

  • un ispessimento del legamento trasverso;
  • diabete;
  • insufficienza renale;
  • ipotiroidismo;
  • infiammazione dei tendini e delle guaine dei muscoli flessori (generalmente causata da un utilizzo eccessivo della mano durante attività lavorative manuali);
  • fratture del polso o del carpo;
  • predisposizione ereditaria;
  • neoformazioni (lipomi o cisti, per esempio).

Queste sono solo alcune delle possibili cause. Come detto, Va effettuata una diagnosi accurata. Tra gli esami più importanti troviamo l’esame elettromiografico-elettroneurografico (EMG/ENG). Questo è utile a comprendere la forza e i riflessi osteotendinei, nonché la sensibilità degli stessi.

Otto motivi validi per imparare a giocare a calcio

Ci sono veramente tanti validi motivi per imparare a giocare a calcio ma è chiaro, è uno sport che deve piacere proprio come la pallavolo, il tennis e la pallacanestro. Tutte discipline che richiedono l’abilità di saper controllare la palla ed essere più bravi degli altri e, in più, collaborando con gli altri componenti della squadra che hanno ognuno un compito preciso.

Avete capito perché, in questo modo, il calcio diventa lo sport più amato, seguito e proposto? Perché le abilità che sviluppa e migliora sono molte ma chiaramente per poterne trarne vantaggio deve piacere, altrimenti ci sono tantissime altre attività ad esempio il nuoto, la corsa, le attività dell’atletica, il pattinaggio, la danza, eccetera.

Una nota positiva su chi segue, tifa, va allo stadio ma non gioca a calcio

Molte persone seguono il calcio non sanno giocare a calcio e non vogliono per forza imparare a giocare a pallone.

Sapete che anche seguire una partita di calcio con passione fa bene alla salute? Infatti, mette in moto tantissime facoltà intellettive, psicologiche e sociali, l’adrenalina che produce una squadra che vince o che perde è tale da mettere in allerta i medici per persone anziane e cardiopatiche.

Per fortuna di casi ce ne sono stati pochissimi ma è una curiosità spesso riportata dai media e dagli esperti per far anche capire quanto tutti quei piedi d’oro che corrono siano importanti non solo perché è un’abilità ma per le emozioni e i sentimenti popolari che smuovono. Bè, se entrate qui, invece, è tutt’altra storia, non ha scommesse ma alcuni giochi basati sul pallone: Wild Tornado Casino

1 – Fa bene al cuore e alla circolazione cardio vascolare

Il calcio è uno sport molto faticoso e impegnativo, richiede molto dispendio energetico e l’impegno massimo di tutto il sistema cardiovscolare. Dal riscaldamento alla partita si praticano attività aerobiche, di resistenza e abilità tecnica.

2 – Si apprendono o si migliorano le abilità motorie

Correre, saper controllare bene i piedi per controllare la palla, imparare degli esercizi di riscaldamento e resistenza su corsa e fiato, saper controllare bene la postura e anche le braccia mentre si gioca. Insomma, se si hanno già delle abilità motore si migliorano, se non si hanno si acquisiscono. Non sono rari i giocatori di calcio di Serie A che partecipano alle olimpiadi per altre discipline.

3 – Fa bene alla linea e ai muscoli

Anche se non si frequenta una scuola di calcio tantissimi ragazzi e ragazze, donne e uomini si impegnano al massimo in una partita che dura più di mezz’ora. Anche solo una partita al parco o qualche tiro di pallone consuma calorie e rafforza i muscoli delle gambe, della schiena e gli addominali. Se poi si gioca per agonismo e professione, tra riscaldamento ed esercizi si ha beneficio su tutto il tono muscolare.

4 – Migliora la resistenza fisica e mentale

È una delle qualità fondamentali del calcio, è un gioco impegnativo e faticoso, più si gioca e più ci si rafforza nel resistere a tanti minuti di movimento, ragionamento tecnico.

5 – Potenziamento cognitivo importante: il ragionamento in velocità, la riflessione tecnica

Da tutto quello che abbiamo scritto ne consegue l’importante potenziamento cognitivo, pensate alla capacità di affrontare più avversari per tenere la palla oppure per recuperarla dagli altri giocatori, pensare sul secondo ad una strategia di gioco senza perdere la concentrazione sulle indicazioni dell’allenatore e dei compagni di squadra.

6 – Importanti benefici psicologici e sociali

Tutto ciò che si vive nel campo sportivo, durante la partita o in allenamento viene portato fuori nella vita e nella società. La collaborazione, il rispetto del mister, dei compagni e degli avversari, la responsabilità di un comportamento scorretto. Insomma, un gioco che aiuta a migliorarsi e per questo viene anche proposto come sport nelle scuole.

7 – Si imparano valori importanti per la vita, si parla anche di skills sfruttabili nel mondo professionale

Sapete che saper stare in squadra, collaborare, saper valutare gli avversari rispettandoli, avere rispetto e saper collaborare con allenatore sono qualità fondamentali nella vita. L’esperienza sportiva può essere inserita nel curriculum europeo, una voce da valorizzare per far comprendere che “si sa stare nel campo” anche nella vita.

8 – Si impara a non discriminare e anche a denunciare il razzismo

Il calcio è uno sport amato dai bambini e sempre di più dalle ragazze, le squadre femminili crescono, giocatrici donna entrano a far parte di squadre di Serie A o Serie B maschili. Partite maschili vengono arbitrate da donne. Squadre maschili possono essere allentate da donne. Abbiamo inserito il paradigma più importante del momento visto che siamo abituati a vedere le squadre femminili allenate da uomini e da donne e pochissimo ancora il contrario. Vorremmo dire che con lo sport si impara a giocare e contrastare il razzismo, è vero ma l’attualità di adesso è che si impara a denunciare chi discrimina o compie atti di razzismo in campo o dagli spalti verso il campo. Lo sport unisce e insegna a denunciare… Lo racconta la Uefa con questo recente documentario dal titolo Outraged (https://it.uefa.com/insideuefa/mediaservices/mediareleases/news/0264-1128365909d5-9511fe80a9da-1000–outraged-il-nuovo-documentario-uefa-affronta-la-discriminazione/)

Che cosa sono adrenalina, emozioni e felicità

Perché secondo voi è importante conoscere e definire termini come emozione, felicità e adrenalina in un sito che affronta tanti temi di attualità e salute? Ebbene, perché sono al centro di tante cose belle ma anche tanti argomenti difficili che trattiamo.

Pensiamo ad esempio alla dipendenza da gioco d’azzardo che abbiamo affrontato nell’ultimo articolo. Quando si vince una partita di poker o quando si è nel gioco si scatenano tutta una serie di emozioni e la competizione stessa crea uno stato emotivo legato all’adrenalina che è importante ma allo stesso tempo è così potente e positivo da non poterci più rinunciare.

La felicità è uno stato emotivo che tutti cerchiamo ma dovete sapere che ci sono felicità reali e felicità illusorie, come fare a riconoscerle? Noi qui facciamo solo un piccolo passo di consapevolezza emotiva definendo questi tre termini.

Che cos’è l’adrenalina

L’adrenalina venne isolata per la prima volta nel 1901 da un chimico ma studi su questo ormone e neurotrasmettitore già esistevano nel 1800. L’adrenalina conosciuta anche con il nome tecnico di epinefrina è un mediatore chimico tipico della classe dei vertebrati e ha una struttura chimica legata a diverse sostanze chimiche.

L’adrenalina viene liberata nella parte midollare del surrene e anche a livello di sinapsi del sistema nervoso centrale, il suo ruolo è di neurotrasmettitore. Ha una funzione importantissima nello stimolo delle capacità di reazione del corpo di fronte a diverse difficoltà.

Produce rilassamento gastrointestinale, dilatazione dei bronchi, aumento della frequenza cardiaca e del volume sistolico, deviazione del flusso sanguigno verso i muscoli, il fegato, il miocardio e il cervello e aumento della glicemia. L’adrenalina viene rilasciata quando si vivono forti emozioni, come paura, combattimento e attività fisica. Nel gioco l’adrenalina è legata allo stato di attesa emotiva sull’esito di una o più partite. L’adrenalina si vive e si percepisce molto quando si fa sport e nelle competizioni.

Che cosa sono le emozioni e cos’è la felicità

La felicità è uno stato d’animo positivo che si vive quando si è soddisfatti e perché ci sono dei desideri che vengono realizzati in abbondanza, ricchezza e prosperità. L’uomo è portato a rendersi felice e soddisfatto partendo dalla soddisfazione di bisogni primari come mangiare, dormire, ripararsi avere attorno a sé un nucleo sociale positivo e non pericoloso. Ciò che contrasta questi bisogni fondamentali e porta ad eliminare anche un solo componente della vita che produce felicità viene in genere contrastato.

Dietro al concetto di felicità ci sono tantissime riflessioni da fare perché nell’epoca dell’abbondanza ci si è abituati ad avere tutto e niente di veramente importante. Insomma, se ci fosse una catastrofe naturale la prima cosa che si rimpiangerà sarà la perdita del telefonino o della macchina invece di ringraziare di avere salva la vita o la famiglia. Oppure, sarà il momento in cui si scopre cosa è veramente importante e per che cosa bisogna provare felicità vera e senso di appagamento e soddisfazione legato ad una condizione sociale di benessere solo temporanea, spesso è la salute (lo stare bene e lo stare male) a riportarci spesso con i piedi per terra dal consumismo eccessivo e superficiale.

Sulle emozioni non possiamo aprire riflessioni filosofiche o mentali, perché sono degli stati mentali, fisiologici e psicologici da poter analizzare anche con il microscopio o con dei macchinari tecnici in grado di studiare la reazione di neuroni di fronte agli stimoli. Quindi, per emozioni intediamo reazioni psicofisiologiche che possono essere positive e negative, imparare a riconoscerle e definirle è importante per saper vivere bene con consapevolezza.

Come non diventare dipendenti al gioco da casinò e come non diventare dipendenti a nulla?

Le Slot machine su Zet Casinò dimostrano come questi giochi con i loro colori, musiche e semplicità di utilizzano possano diventare un potente fattore di dipendenza e distrazione dal mondo e da sé stessi. Negli articoli precedenti abbiamo parlato di giochi d’azzardo, responsabilità e anche i rischi e le conseguenze della ludopatia.

Per non diventare dipendenti ai giochi da casinò si possono usare diversi stratagemmi, il primo è evitare in assoluto il gioco nei locali pubblici dove ci sono le macchinette e su Internet. Altri stratagemmi sono impostare orologio e anche budget consentito al vizio a quest’attività ludica, pochi soldi che potete permettervi e basta.

Inoltre praticare il senso della consapevolezza emotiva, già leggere l’articolo che abbiamo scritto e frequentare il nostro sito per leggere altre cose di cultura e salute è un buon inizio.

La stanchezza ci ha in ostaggio? Ritroviamo carica e vitalità

Come ritrovare la consueta energia durante un periodo di stanchezza? Tutti noi possiamo sperimentare periodi di stanchezza fisica e mentale. Integratori per stanchezza e alcune buone abitudini possono aiutarci a ritrovare carica e vigore. Vediamo in che modo.

Come si manifesta la stanchezza e quali sono le cause?

Non è raro accusare stanchezza, affaticamento, mancanza di concentrazione e cali di energia. Ciò avviene quando la quantità di energia richiesta dal nostro organismo supera le riserve energetiche a disposizione. Escludendo cause di natura patologica, questa generale condizione di stanchezza è riconducibile a una serie di motivi, tra i quali:

  • Periodi molto impegnativi e stressanti: lavoro, sessioni di studio intense, problemi personali, impegni che si accumulano, scadenze da rispettare e aspettative da soddisfare;

  • Attività sportiva intensa: svolgere attività fisiche molto intense o prolungate può esaurire velocemente le riserve energetiche dell’organismo, causando stanchezza e affaticamento;

  • Variazioni stagionali: il nostro organismo ha bisogno di tempo per adattarsi ai cambi di stagione e reagisce con stanchezza, debolezza, irritabilità.

  • Periodi di convalescenza: in seguito a malattia, il nostro organismo si ritrova debilitato anche per alcune settimane;

  • Stile di vita non regolare: cattive abitudini (fumo, alcool), dieta poco bilanciata, insufficiente riposo notturno possono causare spossatezza, sonnolenza diurna e senso di affaticamento.

  • Condizioni climatiche: soprattutto d’estate, le elevate temperature esterne favoriscono una sudorazione abbondante, con una conseguente perdita di sali minerali e sensazione di stanchezza. Anche l’arrivo del freddo può mettere a dura prova la nostra risposta immunitaria.

La stanchezza può manifestarsi in vari modi. Ecco alcuni sintomi:

  • Affaticamento e ridotta forza muscolare;

  • Rallentata capacità di recupero;

  • Mancanza di concentrazione e di attenzione;

  • Vuoti di memoria e mal di testa;

  • Spossatezza e svogliatezza;

  • Sonnolenza diurna.

Contrastiamo la stanchezza e ritroviamo la nostra energia

Per contrastare la stanchezza iniziamo da alcuni accorgimenti quotidiani. Una buona quantità di energia è fondamentale per affrontare al meglio tutte le nostre sfide quotidiane. Ecco cosa fare.

Utilizziamo un integratore alimentare specifico

In associazione alla dieta, possiamo utilizzare un integratore alimentare. Scegliamo un prodotto indicato per contribuire al normale metabolismo energetico necessario nei momenti di stanchezza fisica e mentale. Il prodotto verso il quale ci orienteremo avrà una formulazione equilibrata di vitamine e minerali, nutrienti coinvolti in diversi processi biologici che sostengono l’organismo.

Inoltre, in caso di stanchezza fisica e di intensa sudorazione, associata al caldo o all’attività fisica intensa, può essere utile un integratore con formulazione a base di sali minerali e vitamine per bilanciare i nutrienti fondamentali per il metabolismo energetico e mantenere un corretto equilibrio idrosalino.

Impariamo a dire di no

Non possiamo accontentare tutti ed essere sempre accondiscendenti, né sul lavoro né nella sfera privata. Non siamo supereroi: dire qualche “no” e prenderci i nostri spazi non farà di noi persone peggiori, ma ci aiuterà ad affrontare le giornate con maggiore sicurezza e motivazione.

Sciogliamo i muscoli

Se ne abbiamo la possibilità, sgranchirci le gambe durante una breve pausa ci aiuterà a rilassarci, ad allentare lo stress e a riattivare la circolazione.

Riduciamo le fonti di disturbo

Evitiamo di indugiare e perdere tempo di chat, social network o altri stimoli. Cerchiamo di rimanere focalizzati sul nostro lavoro e non disperdiamo la nostra attenzione.

Rendiamo confortevole l’ambiente di lavoro o di studio

Se ci è possibile, facciamo in modo di lavorare o studiare in un ambiente che favorisca la nostra concentrazione. Liberiamo la scrivania da oggetti superflui, teniamo solo ciò che ci occorre. Ciò aiuterà la nostra mente a fare ordine e concentrarci meglio.

Seguiamo un regime alimentare vario, completo e bilanciato

Evitiamo di saltare i pasti. Seguire un’alimentazione completa di tutti i nutrienti è fondamentale per fornire al nostro organismo un apporto energetico adeguato. Evitiamo dolciumi e snack confezionati. Sì a frutta secca e frutta fresca come spuntino o merenda.

Beviamo acqua con regolarità

Non tutti lo sanno, ma la disidratazione può causare senso di stanchezza e difficoltà di concentrazione. Un apporto idrico ideale prevede almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. Non per tutti è facile abituarsi a bere acqua con frequenza. Soprattutto in estate, andranno benissimo anche succhi di frutta, frullati, estratti o centrifugati, per compensare la perdita di liquidi dovuta alla sudorazione.

Viaggiare in sicurezza

In un periodo come quello attuale, in cui viviamo durante una pandemia mondiale e siamo costretti a rispettare numerose regole per evitare di ammalarci, è necessario essere molto attenti anche quando si viaggia. Perciò, questo articolo ti darà dei consigli su come viaggiare in sicurezza nonostante il Coronavirus, sia per piacere che per necessità.

Al momento è probabilmente consigliabile optare per soluzioni last-minute, che danno la possibilità di cancellare o spostare la partenza a seconda dell’evolversi della soluzione. Esistono dei comodi siti web per trovare le offerte ideali per le esigenze di ciascuno, sia per quanto riguarda i luoghi dove dormire che i mezzi di trasporto, e se avete dei dubbi su quale utilizzare potete leggere le recensioni degli utenti in merito su ReviewsBird.it.

 

Scegliere la destinazione

Innanzitutto, bisogna guardarsi intorno e capire quali sono le destinazioni accessibili dal proprio paese e dalla propria regione: le norme in merito cambiano spesso, quindi è bene restare informati anche a ridosso della partenza. Ad esempio, in Italia ci si può spostare solo in alcune regioni, mentre all’estero alcuni paesi hanno chiuso le frontiere per un certo periodo di tempo. In più, in certi casi è richiesto un periodo di quarantena all’arrivo nel paese di destinazione, cosa sicuramente da considerare quando si vuole passare qualche giorno di vacanza tranquillo.

 

I mezzi di trasporto sono sicuri?

Ovviamente, in una situazione dove è meglio evitare il contatto con numerose persone, utilizzare l’automobile (o mezzi meno inquinanti come la bicicletta) può essere la soluzione migliore, ma non sempre è fattibile. Tra i mezzi pubblici, si deve optare per quelli meno pieni, evitando dunque le ore di punta. In ogni caso, sia bus che treni hanno una capacità ridotta e vengono disinfettati spesso, così da evitare l’accumularsi di virus.

Per quanto riguarda gli aerei, che sono inevitabili in certi casi, anche qui si rispettano norme di distanziamento e di sicurezza stringenti, e i filtri HEPA installati al loro interno permettono di bloccare la maggior parte delle particelle nocive.

 

Accorgimenti da seguire

Per riuscire a godersi al meglio un bel viaggio anche in una situazione dove bisogna in primo luogo pensare a tutelare la propria salute, è necessario seguire alcune accortezze:

  •       Rispettare tutte le regole che vengono stabilite dal proprio governo, e informarsi su quelle presenti nel paese che si vuole visitare.
  •       Mantenere una distanza di sicurezza di almeno un metro dalle altre persone, cercando di evitare luoghi troppo affollati.
  •       Indossare sempre (e correttamente) la mascherina, che può essere quella chirurgica o quella FFP2 o equivalente (N95 e KN95).
  •       Igienizzarsi spesso le mani, soprattutto quando si sale e si scende dai mezzi pubblici, ed evitare di toccarsi bocca e occhi.

 

Seguendo queste regole si potrà comunque organizzare un bel viaggio per sé e per la propria famiglia o amici senza rischi, aiutando anche il settore turistico a risollevarsi. Per trovare le offerte più convenienti, spesso è utile rivolgersi ai siti web che lo fanno in automatico, cercando tra le recensioni il più adatto a sé.

Quindi, per adesso organizziamo viaggi con la massima attenzione… Aspettando un futuro in cui potremo di nuovo viaggiare in tutta tranquillità!

 

Invecchiamento e nuove strutture socio-assistenziali

Invecchiamento e nuove strutture socio-assistenziali

Secondo il 53° Rapporto del Censis l’Italia appare un paese sempre più vecchio. L’indagine mostra dati demografici che confermano i trend già osservati negli ultimi anni: calo delle nascite, forte crescita degli over 65, e ridimensionamento della popolazione italiana, nonostante i flussi migratori in entrata. Il quadro complessivo evidenzia inoltre che gli italiani, quando devono accedere ai servizi sanitari, scelgono in misura crescente di rivolgersi ad enti privati. Le ragioni sono diverse e variegate: liste di attesa troppo lunghe per il SSN, servizi più attenti per gli enti privati, e maggiore facilità di accesso e prenotazione delle prestazioni sanitarie richieste.

Per la parte più fragile della società, gli anziani, si delinea una situazione critica. Considerato il progressivo invecchiamento della popolazione lo Stato fatica ad offrire servizi assistenziali adeguati ed in linea con la crescente domanda. Una parte rilevante di anziani versa in uno stato di ridotta mobilità e mostra la necessità di ricevere un costante supporto da parte della famiglia o di personale addetto all’assistenza (badanti, operatori sanitari, strutture dedicate agli anziani, ecc).

L’indisponibilità di un numero adeguato di strutture pubbliche ha portato lo Stato ad aprire progressivamente alla nascita ed allo sviluppo di residenze private. Oltre alle tipologie di strutture già presenti (RSA, Case di riposo, Centri diurni, ecc) sono state create nuove strutture denominate C.A.S.A. (Comunità Alloggio Sociale Anziani), dedicate agli anziani in condizioni di autosufficienza.

Questa nuova tipologia di struttura si sta velocemente diffondendo in diverse zone d’Italia. Tra le aree territoriali che hanno colto questa opportunità spicca la provincia di Pavia, capace di rispondere sia alle esigenze locali, sia a quelle di Milano e provincia.

Per comprendere meglio la situazione abbiamo intervistato Alessandro Bonafiglia, titolare di Borgo Virginia, residenza anziani situata nella splendida cornice dell’Oltrepò Pavese. “Queste nuove strutture attraggono molti ospiti da Milano per diverse ragioni. Le rette mensili tendono ad essere significativamente più basse di quelle di strutture analoghe presenti in città, in secondo luogo la posizione geografica della provincia di Pavia è particolarmente favorevole per via di collegamenti autostradali efficienti. Ciò consente alle famiglie di fare visita a i propri cari senza doversi confrontare con il traffico di Milano senza dover fare lunghi viaggi. Un ulteriore aspetto che gioca un ruolo rilevante è la qualità delle strutture, spesso sono state rese moderne e funzionali a seguito di recenti ristrutturazioni.”

Le Comunità Alloggio Sociale Anziani si sono rivelate una grossa risorsa per tutte le parti coinvolte. Da un lato permettono all’anziano di trovare un’atmosfera calorosa e famigliare ed essere seguito costantemente da uno staff qualificato e premuroso, dall’altro le famiglie sono sgravate dalle operazioni di supporto quotidiane e acquistano serenità quando l’anziano si inserisce senza difficoltà nella residenza per anziani.

Inoltre, da un punto di vista economico, rappresentano una grossa opportunità per aree simili a quella della provincia di Pavia. Lo sviluppo di queste strutture per anziani ha permesso di creare nuovi posti di lavoro sul territorio e suggerisce un potenziamento di diversi servizi accessori (trasporto, assistenza medica ed infermieristica, servizi per la cura della persona, ecc). Lo sviluppo di questo ramo di servizi può rappresentare un volano per l’economia locale ed innescare nuovi percorsi di crescita.

Concludendo, queste strutture, oltre a rispondere concretamente alla crescente domanda di servizi socio-assistenziali, offrono una soluzione efficace per creare il benessere degli anziani, costantemente seguiti e stimolati alla socialità. Questo permette agli ospiti delle strutture di non isolarsi e continuare a prendersi cura di sé, mantenendo vice le interazioni con il prossimo in un ambiente protetto.

 

Come migliorare l’autostima e la qualità delle relazioni

Ognuno di noi deve avere stima di sé stesso ma coltivarla può risultare difficile. Lo psicologo Guy Winch ha eseguito uno studio nel quale riesce a dimostrare il perché e descrive alcuni modi grazie ai quali è possibile migliorare l’autostima.

Quando la tua autostima è alta, non solo ti senti meglio con te stesso ma aumenta anche la tua tempra e la resistenza agli eventi intorno a te. Attraverso studi nei quali sono state eseguite delle scansioni cerebrali, è risultato che chi possiede una maggiore autostima, sperimenta meno dolore emotivo in situazioni di fallimento o rifiuto, mostrando un recupero più rapido.

Una maggiore autostima comporta anche minore vulnerabilità all’ansia. L’organismo rilascia meno cortisolo nel sangue durante i momenti di stress, facendolo permanere di meno nel sistema.

Tuttavia, migliorare la tua qualità della vita e raggiungere una certa crescita personale non è un compito facile. Esistono un’infinità di articoli, programmi e prodotti che promettono un miglioramento della propria stima ma la verità è che alcuni di questi possono addirittura peggiorare la situazione.

Il problema nasce dal fatto che l’autostima è instabile e durante il giorno subisce delle fluttuazioni, anche a distanza di poche ore. L’autostima coinvolge anche i sentimenti personali e questo vuol dire che non regola solo la percezione di te stesso ma anche delle altre persone intorno a te. Ciò significa che una scarsa autostima comporta una serie di problemi nel relazionarsi con gli altri e intrattenere rapporti interpersonali di bassa qualità.

Migliorare l’autostima significa quindi migliorare la qualità delle relazioni. Tuttavia, anche un eccesso può avere risultati negativi, quindi, è bene saper moderare la stima che hai in te.

Basti pensare per esempio all’autostima dei narcisisti che è in realtà molto fragile. Questi infatti stanno molto bene con sé stessi ma soffrono fortemente le critiche e i feedback negativi e la loro risposta a questi stimoli è un ostacolo alla propria crescita personale. Spesso questi comportamenti sono così evidenti e incontrollabili che necessitano di un supporto psicologico adeguato per correggere le situazioni più gravi.

Aumentare l’autostima è quindi possibile ma deve essere fatto nel modo giusto. Per aiutarti a capire come fare, migliorando anche la qualità delle relazioni con le persone intorno a te, ecco alcuni consigli da mettere in pratica:

Fai un corretto uso di affermazioni positive

Affermazioni come ‘avrò un grande successo’ sono molto diffuse ma nascondo un problema, ossia tendono a far stare peggio le persone che soffrono di scarsa autostima.

Questo perché quanto la stima in sé stessi è bassa, certe affermazioni sono semplicemente in antitesi con le reali convinzioni di sé. È un vero e proprio paradosso che le affermazioni positive possano addirittura peggiorare la concezione di sé stessi.

Queste andrebbero usate però da una tipologia di soggetti in cui l’autostima è già a un certo livello. Quando invece questa è davvero bassa, tali affermazioni devono semplicemente essere modificate, per esempio in ‘ho intenzione di avere successo’ oppure ‘proverò finché non avrò raggiunto il mio obiettivo’.

Identifica le tue competenze e sviluppale

A volte, chi si avvale dell’aiuto di uno psicoterapeuta, dietro suo consiglio si ritrova a dover valutare le proprie capacità. Se vai fiero del modo in cui cucini, prepara delle cene, se sei bravo a correre, allenati per gareggiare e partecipa alle competizioni. Insomma, scopri quali sono i tuoi punti di forza e lavora per migliorarli.

 Impara ad accettare i complimenti

Uno degli aspetti più difficili in cui ci si imbatte durante un processo di miglioramento dell’autostima è che nei momenti di maggiore debolezza si tende a essere resistenti ai complimenti, anche laddove ce n’è più bisogno.

Poniti l’obiettivo di essere tollerante verso i complimenti quando li ricevi, anche se questi ti mettono a disagio. Il modo migliore per eliminare le reazioni riflessive ai complimenti è quello di preparare delle risposte semplici e abituarti a usarle rapidamente ogni volta che ne ricevi uno. Basta anche un semplice ‘grazie’. Col tempo, l’impulso di respingere i complimenti sparirà e questo sarà già un indicatore del fatto che la tua autostima è cresciuta ancora un po’.

Elimina l’autocritica e introduci auto compassione

Purtroppo, quando la tua autostima è bassa, è facile che la danneggi ulteriormente con l’autocritica. Poiché il tuo obiettivo è quello di migliorarla, devi sostituire l’autocritica, quasi sempre del tutto inutile anche se può sembrare il contrario, con l’auto compassione.

Nello specifico, ogni volta che il tuo monologo interiore comincia a essere autocritico, chiediti cosa diresti a un tuo amico se si trovasse nella tua stessa situazione. Questo perché tendiamo a essere più rigidi con noi stessi ma molto più compassionevoli verso gli altri. Ciò non solo evita di danneggiare ulteriormente la tua autostima ma è anche un allenamento per migliorare la qualità delle relazioni con altri soggetti.

Afferma il tuo vero valore

È stato dimostrato che questo metodo aiuta a ravvivare la tua autostima anche quando hai subito un duro colpo. Fai un elenco delle tue qualità coerenti col contesto dell’accaduto. Per esempio, se sei stato rifiutato a un appuntamento, valuta quali possono essere le qualità che possono aiutarti nel prossimo. Se non hai ricevuto la promozione che ti aspettavi, valuta quali sono le capacità che possono fartela guadagnare in futuro.

Seguendo questi consigli la linea della tua autostima salirà e migliorerà anche la qualità delle tue relazioni.

Le nuove frontiere della somministrazione parentale

La sanità è uno dei settori in continuo mutamento, con i nuovi mezzi tecnologici a disposizione si continua nella costante lotta alle malattie. In campo medico la somministrazione parenterale è altamente diffusa visti i suoi numerosi vantaggi. In medicina ci sono diverse metodologie per somministrare i farmaci ai malati. La via parenterale si utilizza quando l’ingresso delle sostanze nell’organismo avvengono tramite l’assorbimento intestinale: in altre parole, si tratta di preparazioni che sono destinate alle iniezioni, infusioni o impianti sia nel corpo umano che in quello animale. La somministrazione parenterale però ha numerosi meccanismi di ingresso nell’organismo, come per esempio l’assorbimento di farmaci tramite cerotti e la somministrazione endovenosa e intramuscolare. Chi lavora nello sport professionale o amatoriale sa bene che anche prima di partecipare ad eventi esclusivi è necessario sottoporsi ad analisi ed assumere farmaci seguendo determinati protocolli.

L’entrata di una sostanza per via parenterale in un organismo può dividersi in due punti: quella intenzionale e accidentale. Nel primo caso si parla precisamente della somministrazione parenterale, mentre nel secondo ci si riferisce per lo più alle numerose infezioni a cui il nostro corpo può andare incontro. La via parenterale è abbastanza diffusa ed utilizzata in medicina poiché i farmaci in questa maniera riescono a raggiungere rapidamente il circolo sanguigno, in modo da fare effetto più velocemente. Così facendo tutti i farmaci che devono essere presi per via enterale (ovvero in via orale, via sublinguale o via rettale) possono essere più efficaci e non incontrare problemi una volta arrivati al tratto gastrointestinale.

La somministrazione in via parenterale si divide in tre principali metodologie:
Endovenosa o endovascolare: è quella più comune e anche più efficiente, visto che il farmaco entra direttamente in circolo e si evitano possibili problematiche nel tratto gastrointestinale. Spesso si utilizzano anche per l’iniezione di diversi farmaci che risultano pericolosi se somministrati in un’altra maniera. La vena più utilizzata è quella dell’avanbraccio e la somministrazione deve essere sempre eseguita da un personale medico.
Intramuscolare: i muscoli hanno più irrorazione di sangue e sono sicuramente meno sensibili della pelle, in questo modo i farmaci possono arrivare in circolo in breve tempo. Naturalmente le medicine devono essere iniettate in soluzioni acquose od oleose, in modo che il farmaco rimanga nel muscolo in modo da scatenare un lento rilascio del principio attivo nel sangue. Le parti più interessate per l’iniezione sono il gluteo e il deltoide del braccio.
Sottocutanea: questa somministrazione è più lenta di quella endovenosa e meno rischiosa dell’iniezione intramuscolo. Diversi farmaci vengono utilizzati in questo modo e sono somministrati nella zona vicino l’ombelico, la parte anteriore delle cosce e la parte superiore esterna delle braccia.

Le certificazioni dei farmaci somministrati in questa maniera vengono offerte dall’AIFA. L’AIFA è un punto di riferimento per la medicina in Italia, infatti collabora strettamente con le Regioni, con gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, i medici, le società scientifiche e l’istituto superiore della sanità (abbreviato in ISS). L’Agenzia Italiana del Farmaco svolge diverse funzioni, come tenere informato il governo sulla spesa farmaceutica tenendo in considerazione aspetti economici, garantisce le semplificazioni di procedure, come l’ottenimento di farmaci innovativi per malattie rare. Proprio in questo ambito l’ente è molto sensibile, infatti dialoga continuamente con le associazioni dei malati, per cercare di andare incontro ai loro bisogni nella maniera migliore. L’AIFA si occupa anche di organizzare seminari pubblici per sensibilizzare gli operatori del settore sanitario.

L’AIFA non è un ente di riferimento solo nel nostro Stato, infatti essa è in continuo contatto con gli altri Paesi per monitorare ed analizzare possibili problemi sanitari. L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e altri organismi internazionali, collaborano da tempo con l’AIFA, come dimostra quest’ultimo periodo con la diffusione del Coronavirus. Il continuo dialogo tra le imprese scientifiche, che comprendono aziende distributive e produttive, e l’AIFA, aiuta notevolmente ad alleggerire la burocrazia e le possibili problematiche per la messa in commercio di farmaci.

Scommesse e giochi d’azzardo online, parliamone!!!

Scommesse e giochi d’azzardo sono due argomenti di attualità che possono finire nella cronaca nera quando si parla di imbrogli, truffe e criminalità.

Possono finire nella pagina dedicata alla salute e psicologia quando si tratta il tema della ludopatia o del coinvolgimento di minorenni.

Possono finire argomentati in articoli dedicati ad esempio nelle pagine sportive o di settore.

Ebbene, bisognerebbe partire sempre da queste ultime per cercare di capire perché scommesse e casinò senza controllo e responsabilità, da divertimento alla fine si trasformano in un problema.

Scommesse e giochi da casinò: controlli, leggi e responsabilità

È importante non demonizzare del tutto il mondo delle scommesse generali e dei giochi di casinò.

Non solo perché c’è la presenza permanente dello Stato con i suoi uffici di controllo, il che dovrebbe rendere le cose molto sicure e garantite, ma perché le leggi e le attenzioni su questo settore sono davvero tante e internazionali.

Le società che offrono scommesse sportive e giochi da casinò stanno crescendo e si sono evolute sul piano della sicurezza e della responsabilità.

Addirittura collaborano con importanti associazioni internazionali che contrastano ludopatia e gioco dei minori.

Inoltre strutture mediche, sanitarie, sociali e anche scolastiche si occupano da molto tempo di ludopatia e gioco minorile, in tutti gli Stati sono attivi controlli e campagne di sensibilizzazioni.

Ci sono anche delle nuove leggi (le ultime qui in Italia sono tra il 2018 e 2019) e alcune decisioni discusse, ad esempio, l’esclusione degli sponsor da società di scommesse durante partite sportive seguite da adolescenti e giovanissimi

Giocare poco e responsabilmente fa male alla salute?

Scommettere in gare sportive o atletiche, puntare soldi veri in giochi come dadi, carte o simili alla roulette è divertimento antico, precedente addirittura all’epoca romana.

In pochi sanno che il Poker è stato importato negli Stati Uniti con le navi francesi ma le sue origini sono persiane e forse molto antiche.

Le scommesse sportive così come le conosciamo oggi sono nate in Inghilterra, bookmaker è una parola di origine inglese ed era applicata al mondo dei cavalli.

Il gioco d’azzardo si è evoluto e si è sviluppato prima in Francia e poi in tutte le grandi monarchie europee. Visto che come oggi anche allora c’erano ragazzini che si impoverivano o si mettevano nei guai, nobili che spendevano e rovinavano interi patrimoni (e non era una bella figura per le monarchie) vennero promulgate delle leggi di controllo e per moderare gli eccessi.

Da allora le cose sono cambiate le leggi sul gioco d’azzardo e sulle scommesse sono cresciute, lo Stato controlla la raccolta dei soldi e chi organizza scommesse e giochi da casinò, sono migliorati e cresciuti anche gli strumenti per combattere e affrontare la ludopatia e il gioco minorile.

Concludiamo dicendo che fare scommesse sportive e giocare nei casinò spendendo soldi veri è un divertimento e deve rimanere tale. Qualcuno vede nel gioco anche la possibilità di arricchirsi, l’importante è non illudersi e sapersi fermare quando le cose non vanno bene e quando il divertimento non è più tale.

Le piattaforme di gioco online, se le conosci e le usi bene non sono pericolose

Le scommesse sportive e i giochi da casinò vengono cercati soprattutto online. Il Web offre tantissime piattaforme italiane con licenza ADM/AAMS o estere che vengono rilasciate da uffici regolatori di altri stati come Malta e Curacao.

Un esempio è 18bet.info che se voi visitate bene non è ricca solo di giochi e quote sportive da scegliere, ha anche tantissime guide, informazioni e delle pagine che spiegano come funzionano le scommesse, i giochi da casinò e le regole da rispettare.

L’accesso è consentito solo ai maggiorenni e a chi entra ricorda più volte le condizioni da rispettare per non vedersi cancellato all’improvviso l’account.