Logorrea cos’è?

Cos’è la logorrea? La logorrea è quando si parla in eccesso. Il soggetto affetto da questa patologia parla senza fermarsi, esprime rapidamente le sue parole con una verbosità che non ha freni.

Logorrea cos’è? È una patologia?

La logorrea prevede un grado di produzione delle parole eccessivo. Questo potrebbe essere considerato alla stregua di un disturbo anche se ancora oggi non vede una chiara definizione.

Secondo una ricerca che ha visto convolti 60 soggetti tra i 20 e gli 80 anni, quantificando cinque discorsi nei pazienti logorroici è stato verificato come fossero tutti dotati di un alto livello d’istruzione e affetti da una degenerazione frontotemporale. Questa patologia dunque potrebbe portare a manifestare stati di eccessivo eccitamento, umore molto esuberante e iperattività. Quindi da un punto di vista patologico la logorrea può associarsi a disturbi di tipo neurologico o psichiatrico.

La logorrea può essere accompagnata anche da un’accelerazione del proprio pensiero. Il soggetto dunque pronuncia delle frasi che sono organizzate su lunghi periodi che in alcune occasioni sono sconnessi e incoerenti. In quanto, il soggetto logorroico viene distratto anche molto spesso dalle sollecitazioni esterne, e quindi possono sovvenire persino discorsi deliranti.

Le principali cause della logorrea

La logorrea in genere è un segno della mania o della crisi maniacale, questa può essere associata alla psicosi di tipo maniaco-depressiva o al disturbo bipolare. Le principali cause della logorrea si possono riscontrare anche in alcune forme della schizofrenia e della ciclotimia.

La logorrea si associa anche ad altre cause come ad esempio l’afasia di Wernicke, una patologia che colpisce l’apparato neurologico che si traduce anche in una perdita del senso delle parole e della comprensione del linguaggio. Il paziente che soffre di questa patologia di solito storpia le frasi oppure ne confonde il loro utilizzo. Questa patologia potrebbe derivare anche da delle lesioni celebrali localizzate, come in caso di tumori, processi degenerativi e infettivi, ischemie o emorragie celebrali.

La logorrea può essere causata anche da altre patologie(puoi approfondire su https://medicinasiena.it/ ). Ad esempio, si nota spesso in coloro che hanno fatto uso di sostanze che stimolano la psiche oppure in caso di stato d’ebrezza. Essa in genere, può essere causata anche da disturbi neurologici e psichiatrici come succede nei disturbi d’ansia, nelle demenze, nella depressione e nel disturbo schizo affettivo.

La logorrea infine, può essere dovuta all’eccessivo impiego di sostanze stupefacenti e di alcol.

Come combattere la logorrea

Come combattere la logorrea? Non è affatto semplice aiutare le persone che sono affette da questa “patologia”. Infatti, spesso anche se si cerca di fermare il monologo in cui è impegnato il logorroico non si riesce a bloccare il flusso di parole. Alcuni studi suggeriscono di usare la psicologia, quindi lasciare sola la persona logorroica nel momento in cui parla in eccesso. In questo modo, si può rendere conto che non c’è più nessuno disposto ad ascoltare i suoi discorsi. Questa però non è una strategia che si può adottare sempre. Se l’essere logorroici è un problema serio la cosa migliore è affidarsi ad uno psicologo oppure a uno specialista.

La vacanza in Salento con i bambini. Qualche consiglio

Organizzare una vacanza in Salento con bambini

Una delle mete più gettonate per le vacanze estive è sicuramente il Salento. Il posto ideale per gli amanti del mare, che in questa zona assume delle colorazioni che vanno dal verde smeraldo al turchese chiaro. Andare in vacanza al mare con i bambini potrebbe comunque essere una prova di pazienza piuttosto che una vacanza relax. In questo articolo forniremo pertanto degli utili consigli per rendere questo periodo di ferie il più piacevole possibile, sia per noi che per i nostri piccoli.

Quando andare in vacanza?

Questo è un primo aspetto che dovremo prendere in considerazione. In Salento le spiagge tendono ad essere estremamente affollate, se non invivibili nel periodo clou, che coincide con i mesi di luglio ed agosto. Se abbiamo la possibilità di prenotare nel mese di giugno o di settembre potremo goderci meglio le nostre vacanze, visto che di solito in questi periodi il tempo si mantiene caldo e le spiagge sono molto meno frequentate.

Potremo così gestire al meglio i nostri piccoli e limitare le situazioni stressanti legati al traffico, alla difficoltà di trovare parcheggio o di trovare un posto libero al ristorante.

Dove andare in vacanza

Le spiagge del Salento alternano litorali rocciosi ad altri fatti di sabbia. Probabilmente sarà meglio preferire le spiagge sabbiose ampie e comode. Tra queste vi è quella di Punta Prosciutto, ritenuta una delle più belle d’Italia e rinomata per i litorali bassi e le dune che si insinuano nell’acqua turchese, ma anche Torre Lapillo, Marina di Pescoluse o la zona dei Laghi Alimini.

Scegliere una spiaggia con pineta

Il sole può essere piacevole nelle prime ore del mattino, ma dopo una certa ora diventa davvero aggressivo, rendendo impossibile godersi la bellezza del paesaggio. Una caratteristica molto apprezzate delle spiagge del Salento da parte di chi non sopporta il caldo asfissiante è la presenza di pinete abbastanza alte a ridosso della spiaggia. Grazie ad esse i nostri bambini potranno giocare tranquillamente o riposare quando sono stanchi senza paura che prendano un’insolazione. La zona conosciuta come Padula Bianca, a nord di Gallipoli, ha una pineta molto molto comoda vicino al mare. Stesso discorso anche per Torre dell’Orso e per i Laghi Alimini.

Scegliere delle attività per tutta la famiglia

I bambini tendono ad annoiarsi facilmente. Ecco perché dovremo fare uno sforzo maggiore per rendere la loro vacanza qualcosa di indimenticabile. Potremo, ad esempio, decidere di trascorrere una giornata allo Splash, un parco acquatico non lontano da Gallipoli. Nel caso in cui parliamo di ragazzini un po’ più grandi, potremmo valutare la possibilità di fare un’escursione a cavallo con istruttore per il litorale. Informiamoci anche sulle feste di paese che si organizzano regolarmente per tutto il periodo estivo. Molto spesso vengono montate delle giostre adatte per tutta la famiglia, perfette anche per i più piccoli.

Consigliamo infine di optare per una zona dove si possono trovare facilmente pizzerie, ristoranti ed altri servizi di cui pensiamo potremmo aver bisogno, piuttosto che andare alloggiare in un punto nell’entroterra.

 

Cosa sono gli integratori alimentari per la perdita di peso e cosa fanno?

Tra i metodi provati per perdere peso ci sono mangiare cibi sani, ridurre le calorie ed essere fisicamente attivi. Ma attuare tutti questi cambiamenti nel proprio stile di vita non è sempre facile, quindi in molti si chiedono se prendere integratori dimagranti o bruciagrassi, come quelli che trovi sul sito Sempre in Salute, potrebbe aiutare a raggiungere i risultati che desideri più facilmente ed in un minor tempo. In questo articolo è riportato ciò che si sa sulla sicurezza e l’efficacia di molti ingredienti che sono comunemente usati negli integratori dimagranti. Questi prodotti aiutano a perdere peso bloccando l’assorbimento di grassi o carboidrati, frenando l’appetito o accelerando il metabolismo. Se stai pensando di prendere un integratore alimentare per perdere peso, parla con il tuo medico. Questo è particolarmente importante se hai la pressione alta, diabete, malattie cardiache, malattie del fegato o altre particolari condizioni mediche.

Come sono formulati gli integratori dimagranti?

Gli integratori per la perdita di peso contengono molti ingredienti – come erbe, fibre e minerali – in diverse quantità e in molte combinazioni. Sono venduti in diverse forme come capsule, compresse, liquidi e polveri: raramente sono composti da un singolo ingrediente. Spesso infatti contengono decine di ingredienti: questo perché diversi principi attivi messi insieme lavorano in sinergia e permettono di ottenere risultati decisamente migliori se paragonati ad integratori alimentari monoingrediente.

Gli integratori alimentari per la perdita di peso possono essere dannosi?

Gli integratori per la perdita di peso, come tutti gli integratori dietetici, sono sempre piuttosto sicuri ma possono avere effetti collaterali e possono interagire negativamente con farmaci da prescrizione e da banco. Molti integratori per la perdita di peso hanno ingredienti che non sono stati testati in combinazione tra loro, e i loro effetti combinati sono sconosciuti. Racconta al tuo medico di tutti gli integratori dimagranti o di altri integratori che prendi. Queste informazioni lo aiuteranno a capire come prevenire interazioni tra integratori e farmaci, effetti collaterali dannosi e altri rischi.

Efedra, un ingrediente vietato dagli integratori alimentari

L’efedra (chiamata anche má huáng) è una pianta contenente sostanze che possono stimolare il sistema nervoso, aumentare la quantità di energia che si brucia, aumentare la perdita di peso e sopprimere l’appetito. Negli anni ’90, l’efedra era un ingrediente molto diffuso negli integratori alimentari venduti per il dimagrimento e per migliorare le prestazioni atletiche. Nel 2004, la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha vietato l’efedra negli integratori alimentari, arrivando alla conclusione che non fosse un ingrediente sicuro. L’efedra può causare nausea, vomito, ansia, cambiamenti di umore, pressione alta, battito cardiaco anormale, ictus, convulsioni, attacco cardiaco e morte.

Prodotti fraudolenti e adulterati

Sii molto cauto quando vedi integratori per la perdita di peso con affermazioni allettanti, come “pillola magica per la dieta”, “scioglie il grasso” e “perdi peso senza dieta o esercizio”. Se l’affermazione sembra troppo bella per essere vera, probabilmente lo è. Questi prodotti potrebbero non aiutarti a perdere peso e al contrario potrebbero essere pericolosi. I prodotti per la perdita di peso commercializzati come integratori alimentari sono a volte adulterati con farmaci da prescrizione o altre sostanze. Questi ingredienti non sono elencati sull’etichetta del prodotto e potrebbero causare seri danni.

Interazioni con i farmaci

Come la maggior parte degli integratori dietetici, alcuni integratori per la perdita di peso possono interagire o interferire con altre medicine o integratori che stai assumendo. Se prendi integratori alimentari e farmaci in contemporanea regolarmente, assicurati di parlarne prima con il tuo medico.

Scegli sempre un approccio sensato

Gli integratori dimagranti o bruciagrassi, tranne in rari casi, possono essere costosi e potrebbero non funzionare. Il modo migliore per perdere peso e mantenerlo è quello di seguire un modello alimentare sano, ridurre le calorie e fare regolarmente esercizio fisico sotto la supervisione del tuo medico. In più, i cambiamenti nello stile di vita che ti aiutano a perdere peso potrebbero anche migliorare il tuo umore e il tuo livello di energia e abbassare il rischio di malattie cardiache, diabete e alcuni tipi di cancro.

Sindrome del tunnel carpale: tutto ciò che c’è da sapere

Avrai sicuramente sentito parlare almeno una volta di problemi al tunnel carpale. Ma sai di preciso di cosa si tratti? Vediamolo insieme.

Tunnel carpale: info utili

Quando si parla di tunnel carpale si fa riferimento ad un passaggio molto stretto che è costituito dal legamento e dalle ossa della base della mano: nel tunnel carpale passano sia i tendini che il nervo mediano. Può succedere, per cause che andremo ad analizzare successivamente, che si verifichi un gonfiore (dei tendini per esempio) che restringe il tunnel e porta a comprimere il nervo mediano.

Ciò provoca un dolore, in alcuni casi davvero acuto, e una sensazione di intorpidimento della mano e del polso. Alle volte questa sensazione può protrarsi per tutto il braccio. La sindrome del tunnel carpale è probabilmente la più nota neuropatia, ovvero una malattia che riguarda i nervi periferici del corpo.

Generalmente, i sintomi si manifestano gradualmente: all’inizio può comparire un formicolio, alle volte invece un bruciore insistente, o magari una sensazione di addormentamento della mano e del polso, che si può irradiare anche fino alle dita. Soprattutto pollice ed indice sono spesso soggetti.

Se i sintomi peggiorano, però, può anche comparire un dolore che si irradia all’avambraccio e si può perdere parzialmente sensibilità e forza nelle dita.

Cura e terapia

La cura e la terapia per la sindrome del tunnel carpale va cominciata non appena lo consiglia il medico. Ovviamente ci sono cause più importanti, come il diabete o l’artrite, che andrebbero curate a dovere fin da subito. Generalmente, la riduzione di attività per mano e polso è la prima cosa su cui agire. È necessario evitare tutte le attività che potrebbero peggiorare i sintomi.  Se necessario, bloccare il polso per evitare ulteriori danni può essere la mossa giusta. È fondamentale evitare flessioni o torsioni, anche quando si dorme.

Tra i farmaci antinfiammatori che possiamo trovare in commercio e che risultano molto utili troviamo il Normast: questo grazie alla sua formulazione garantisce l’azione della molecola di Palmitoiletanolamide (PEA) la quale svolge varie attività utili, in particolare per quanto concerne il contrasto al dolore cronico e nevralgico. D’altronde, l’efficacia del trattamento con PEA è ormai consolidata ed è particolarmente utile contro dolori cronici: maggiormente utile rispetto a trattamenti analgesici tradizionali.

Tunnel carpale: possibili cause

Tra le possibili cause della sindrome del tunnel carpale troviamo una compressione o una irritazione del nervo mediano. Questa può essere dovuto a diverse cause, le quali richiedono una serie di indagini precise. Tra queste troviamo:

  • un ispessimento del legamento trasverso;
  • diabete;
  • insufficienza renale;
  • ipotiroidismo;
  • infiammazione dei tendini e delle guaine dei muscoli flessori (generalmente causata da un utilizzo eccessivo della mano durante attività lavorative manuali);
  • fratture del polso o del carpo;
  • predisposizione ereditaria;
  • neoformazioni (lipomi o cisti, per esempio).

Queste sono solo alcune delle possibili cause. Come detto, Va effettuata una diagnosi accurata. Tra gli esami più importanti troviamo l’esame elettromiografico-elettroneurografico (EMG/ENG). Questo è utile a comprendere la forza e i riflessi osteotendinei, nonché la sensibilità degli stessi.

Tenere-a-freno-appetito

Tenere a freno l’appetito

Come controllare la fame e avere meno appetito durante il giorno

Per frenare l’appetito e controllare lo stimolo della fame diventa fondamentale conoscere il potere saziante degli alimenti. Si tratta di una variante influenzata da diversi fattori di natura sensoriale, meccanica ed ormonale. Tra questi fattori i principali sono la vista del cibo, la masticazione, la deglutizione, la ripienezza e lo svuotamento gastrico e i fattori post-assorbitivi.

Come resistere alle tentazioni

Riuscire a controllare l’appetito permette di tenere a freno le tentazioni. Per fare questo, però, è necessario:

  • ricercare gli alimenti a più alto indice di sazietà;
  • distribuirli con razionalità durante l’arco della giornata;
  • fare una distinzione tra aspetto del cibo e appetibilità.

Questi ultimi due fattori sono davvero molto importanti: assumere cibo per noi poco appetibile solo perché fa dimagrire, è praticamente inutile. Con molta probabilità ne assumeremo meno del previsto e di lì a poco ci ritroveremo non solo affamati, ma anche con quel rimorso che ci porterà a svuotare il frigo.

Cos’è il senso di sazietà?

Si tratta di una risposta neurologica controllata da alcune specifiche regioni dell’ipotalamo, un’importante struttura dell’encefalo che dirige le attività dell’ipofisi, la ghiandola endocrina maggiore, fondamentale alla vita e al benessere dell’essere umano.

Tornando alla sazietà, è una sensazione che può essere condizionata senza dubbio anche da fattori genetici: in questi casi il soggetto sarà più o meno predisposto a mangiare di più. Non meno influenti sono il volume dello stomaco e la quantità dei succhi gastrici, che intervengono sul senso di pienezza.

Al di là di questi fattori soggettivi, esistono anche fattori obiettivi in grado di essere controllati grazie a una sana alimentazione. Vediamoli insieme:

  • la quantità di proteine: secondo studi scientifici sono un ingrediente utilissimo per sopprimere l’appetito e promuovere il senso di sazietà;
  • la qualità dei carboidrati: il tipo di carboidrati assunti influenza direttamente il senso di sazietà, grazie all’indice glicemico che è il responsabile di questa caratteristica;
  • il volume del cibo: maggiore è il volume degli alimenti e più diventa rapido lo stato di pienezza gastrica;
  • la masticazione: affinché al cervello arrivino i primi segnali di sazietà devono passare circa 20 minuti dal momento in cui si inizia a mangiare.

Rilevo, nutrire e saziare senza appesantire

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3 ore senza fame arancia bio

Rilevo nasce come azienda dedicata all’educazione alimentare: grazie ad una lunga esperienza ha messo a punto una gamma di prodotti unici per le loro caratteristiche. Si tratta di barrette spezzafame prodotte artigianalmente, prive di sciroppi e addensanti e con ingredienti 100% naturali.

Alla base della filosofia di Rilevo c’è un’accurata selezione degli ingredienti: il brand ha scelto, per esempio, di non inserire il frumento nei suoi prodotti perché contiene un eccessivo quantitativo di glutine. La scelta è andata piuttosto sui cereali antichi come il farro, il miglio, il kamut, la quinoa tutti non raffinati.

Il prodotto finale è una barretta spezza-fame naturale in grado di saziare senza appesantire, un “cibo vero” come l’azienda preferisce chiamarlo, che non ha bisogno di zuccheri per essere gustoso, né di sali minerali e/o vitamine per essere nutriente. È un cibo che coniuga tabella nutrizionale, ingredienti sani e gusto semplice e naturale.

Come rimanere a lungo senza fame

Uno dei prodotti “premium quality” del brand Rilevo è la barretta “3 Ore senza Fame all’Arancia Bio”, tra l’altro approvata dalla Federazione Nutrizionisti Professionisti Italiani. Pochi ingredienti semplici e salutari, tra cui spiccano il cioccolato fondente, il miele 100% italiano, l’arancia candita e i cereali antichi.

“3 Ore senza Fame all’Arancia Bio”, inoltre, non contiene additivi, conservanti, dolcificanti chimici, grassi idrogenati e coloranti. Ha un gusto incredibilmente delicato e sazia senza appesantire grazie a una perfetta digeribilità. Ogni singolo ingrediente è stato approvato da rigidi controlli che sono una garanzia della loro genuinità.

Se l’obiettivo è aumentare il senso di sazietà “3 Ore senza Fame all’Arancia Bio” è la barretta giusta perché controlla la fame e consente di arrivare in tutta tranquillità ai pasti principali. Per scoprire di più:
https://www.rilevo.com/3-ore-senza-fame-allarancia/

Quanto è importante l’alimentazione per chi pratica sport?

Sappiamo tutti che un’alimentazione sana e corretta giova alla salute e al benessere di chiunque, ma in alcuni casi, bisogna fare particolarmente attenzione, soprattutto quando si pratica regolarmente sport.

Quando si fa regolarmente attività fisica, infatti, si bruciano più velocemente calorie, quindi è necessario nutrirsi correttamente, fornendo al nostro corpo tutte le energie di cui ha bisogno.

È importantissimo conoscere le proprietà nutrizionali di ogni cibo e sapere in quali dosi e percentuali integrarli nella nostra alimentazione quotidiana. In questo modo, si evita il rischio di esagerare con alcuni alimenti, riducendone altri ugualmente importanti per l’apporto proteico e calorico che ci serve.

In generale, si consiglia un’alimentazione equilibrata come quella mediterranea, che comprende tutti gli alimenti base di cui necessita il nostro organismo.

Cosa serve ad uno sportivo?

Una persona che pratica regolarmente sport ha bisogno di una quantità di calorie differente rispetto ad un individuo che invece conduce una vita più sedentaria e non è solito dedicarsi a nessuna attività sportiva.

Uno sportivo infatti, ha bisogno di un forte carico energetico, che gli serve per il faticoso lavoro che farà sui propri muscoli durante l’allenamento.

In generale, uno sportivo necessita di un apporto calorico che va dalle 2000 alle 5000 calorie al giorno, ecco perché per loro, i carboidrati hanno la funzione energetica primaria. Ovviamente, nell’alimentazione corretta di uno sportivo non possono mancare anche le proteine, che servono a riparare i tessuti muscolari; una percentuale di grassi; vitamine, minerali e fibre e infine, l’acqua.

In percentuale, possiamo affermare che per uno sportivo è importante consumare al giorno circa il 55-60% di carboidrati, 25-30% di grassi e 12-15% di proteine; si consiglia, inoltre, di bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno. Per una persona che pratica sport inoltre, è fondamentale rispettare anche delle tempistiche precise per consumare i vari pasti giornalieri, ad esempio, è necessario mangiare almeno tre ore prima dell’allenamento. Dopo aver svolto la propria attività sportiva è importante anche idratarsi con acqua ed altre bevande ricche di minerali, integrando magari degli zuccheri con frutta fresca o secca.

Conoscere i cibi e scoprire i benefici per il corpo

Da sempre, la qualità e la quantità del cibo sono considerati due aspetti importantissimi per la nostra salute, ecco perché è necessario studiare bene le diverse proprietà e soprattutto saper riconoscere la genuinità del prodotto.

A questo proposito, consigliamo l’iscrizione ad un Corso Haccp Online, per chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni in merito all’argomento. Ci sono alcuni alimenti che devono entrare a far parte necessariamente della nostra alimentazione quotidiana, quindi, visto che dobbiamo mangiarli regolarmente e costantemente, è importante sapere se si tratta di prodotti sani e genuini, per evitare il rischio di danneggiare il nostro organismo.

Col passare del tempo infatti, se i cibi che mangiamo regolarmente ogni giorno non sono di ottima qualità, rischiamo di creare problemi seri al nostro organismo, alla nostra forma fisica e soprattutto alla nostra salute. Con degli studi specifici in merito, è anche possibile conoscere i metodi migliori per poter conservare al meglio i nostri cibi.

Otto motivi validi per imparare a giocare a calcio

Ci sono veramente tanti validi motivi per imparare a giocare a calcio ma è chiaro, è uno sport che deve piacere proprio come la pallavolo, il tennis e la pallacanestro. Tutte discipline che richiedono l’abilità di saper controllare la palla ed essere più bravi degli altri e, in più, collaborando con gli altri componenti della squadra che hanno ognuno un compito preciso.

Avete capito perché, in questo modo, il calcio diventa lo sport più amato, seguito e proposto? Perché le abilità che sviluppa e migliora sono molte ma chiaramente per poterne trarne vantaggio deve piacere, altrimenti ci sono tantissime altre attività ad esempio il nuoto, la corsa, le attività dell’atletica, il pattinaggio, la danza, eccetera.

Una nota positiva su chi segue, tifa, va allo stadio ma non gioca a calcio

Molte persone seguono il calcio non sanno giocare a calcio e non vogliono per forza imparare a giocare a pallone.

Sapete che anche seguire una partita di calcio con passione fa bene alla salute? Infatti, mette in moto tantissime facoltà intellettive, psicologiche e sociali, l’adrenalina che produce una squadra che vince o che perde è tale da mettere in allerta i medici per persone anziane e cardiopatiche.

Per fortuna di casi ce ne sono stati pochissimi ma è una curiosità spesso riportata dai media e dagli esperti per far anche capire quanto tutti quei piedi d’oro che corrono siano importanti non solo perché è un’abilità ma per le emozioni e i sentimenti popolari che smuovono. Bè, se entrate qui, invece, è tutt’altra storia, non ha scommesse ma alcuni giochi basati sul pallone: Wild Tornado Casino

1 – Fa bene al cuore e alla circolazione cardio vascolare

Il calcio è uno sport molto faticoso e impegnativo, richiede molto dispendio energetico e l’impegno massimo di tutto il sistema cardiovscolare. Dal riscaldamento alla partita si praticano attività aerobiche, di resistenza e abilità tecnica.

2 – Si apprendono o si migliorano le abilità motorie

Correre, saper controllare bene i piedi per controllare la palla, imparare degli esercizi di riscaldamento e resistenza su corsa e fiato, saper controllare bene la postura e anche le braccia mentre si gioca. Insomma, se si hanno già delle abilità motore si migliorano, se non si hanno si acquisiscono. Non sono rari i giocatori di calcio di Serie A che partecipano alle olimpiadi per altre discipline.

3 – Fa bene alla linea e ai muscoli

Anche se non si frequenta una scuola di calcio tantissimi ragazzi e ragazze, donne e uomini si impegnano al massimo in una partita che dura più di mezz’ora. Anche solo una partita al parco o qualche tiro di pallone consuma calorie e rafforza i muscoli delle gambe, della schiena e gli addominali. Se poi si gioca per agonismo e professione, tra riscaldamento ed esercizi si ha beneficio su tutto il tono muscolare.

4 – Migliora la resistenza fisica e mentale

È una delle qualità fondamentali del calcio, è un gioco impegnativo e faticoso, più si gioca e più ci si rafforza nel resistere a tanti minuti di movimento, ragionamento tecnico.

5 – Potenziamento cognitivo importante: il ragionamento in velocità, la riflessione tecnica

Da tutto quello che abbiamo scritto ne consegue l’importante potenziamento cognitivo, pensate alla capacità di affrontare più avversari per tenere la palla oppure per recuperarla dagli altri giocatori, pensare sul secondo ad una strategia di gioco senza perdere la concentrazione sulle indicazioni dell’allenatore e dei compagni di squadra.

6 – Importanti benefici psicologici e sociali

Tutto ciò che si vive nel campo sportivo, durante la partita o in allenamento viene portato fuori nella vita e nella società. La collaborazione, il rispetto del mister, dei compagni e degli avversari, la responsabilità di un comportamento scorretto. Insomma, un gioco che aiuta a migliorarsi e per questo viene anche proposto come sport nelle scuole.

7 – Si imparano valori importanti per la vita, si parla anche di skills sfruttabili nel mondo professionale

Sapete che saper stare in squadra, collaborare, saper valutare gli avversari rispettandoli, avere rispetto e saper collaborare con allenatore sono qualità fondamentali nella vita. L’esperienza sportiva può essere inserita nel curriculum europeo, una voce da valorizzare per far comprendere che “si sa stare nel campo” anche nella vita.

8 – Si impara a non discriminare e anche a denunciare il razzismo

Il calcio è uno sport amato dai bambini e sempre di più dalle ragazze, le squadre femminili crescono, giocatrici donna entrano a far parte di squadre di Serie A o Serie B maschili. Partite maschili vengono arbitrate da donne. Squadre maschili possono essere allentate da donne. Abbiamo inserito il paradigma più importante del momento visto che siamo abituati a vedere le squadre femminili allenate da uomini e da donne e pochissimo ancora il contrario. Vorremmo dire che con lo sport si impara a giocare e contrastare il razzismo, è vero ma l’attualità di adesso è che si impara a denunciare chi discrimina o compie atti di razzismo in campo o dagli spalti verso il campo. Lo sport unisce e insegna a denunciare… Lo racconta la Uefa con questo recente documentario dal titolo Outraged (https://it.uefa.com/insideuefa/mediaservices/mediareleases/news/0264-1128365909d5-9511fe80a9da-1000–outraged-il-nuovo-documentario-uefa-affronta-la-discriminazione/)

Che cosa sono adrenalina, emozioni e felicità

Perché secondo voi è importante conoscere e definire termini come emozione, felicità e adrenalina in un sito che affronta tanti temi di attualità e salute? Ebbene, perché sono al centro di tante cose belle ma anche tanti argomenti difficili che trattiamo.

Pensiamo ad esempio alla dipendenza da gioco d’azzardo che abbiamo affrontato nell’ultimo articolo. Quando si vince una partita di poker o quando si è nel gioco si scatenano tutta una serie di emozioni e la competizione stessa crea uno stato emotivo legato all’adrenalina che è importante ma allo stesso tempo è così potente e positivo da non poterci più rinunciare.

La felicità è uno stato emotivo che tutti cerchiamo ma dovete sapere che ci sono felicità reali e felicità illusorie, come fare a riconoscerle? Noi qui facciamo solo un piccolo passo di consapevolezza emotiva definendo questi tre termini.

Che cos’è l’adrenalina

L’adrenalina venne isolata per la prima volta nel 1901 da un chimico ma studi su questo ormone e neurotrasmettitore già esistevano nel 1800. L’adrenalina conosciuta anche con il nome tecnico di epinefrina è un mediatore chimico tipico della classe dei vertebrati e ha una struttura chimica legata a diverse sostanze chimiche.

L’adrenalina viene liberata nella parte midollare del surrene e anche a livello di sinapsi del sistema nervoso centrale, il suo ruolo è di neurotrasmettitore. Ha una funzione importantissima nello stimolo delle capacità di reazione del corpo di fronte a diverse difficoltà.

Produce rilassamento gastrointestinale, dilatazione dei bronchi, aumento della frequenza cardiaca e del volume sistolico, deviazione del flusso sanguigno verso i muscoli, il fegato, il miocardio e il cervello e aumento della glicemia. L’adrenalina viene rilasciata quando si vivono forti emozioni, come paura, combattimento e attività fisica. Nel gioco l’adrenalina è legata allo stato di attesa emotiva sull’esito di una o più partite. L’adrenalina si vive e si percepisce molto quando si fa sport e nelle competizioni.

Che cosa sono le emozioni e cos’è la felicità

La felicità è uno stato d’animo positivo che si vive quando si è soddisfatti e perché ci sono dei desideri che vengono realizzati in abbondanza, ricchezza e prosperità. L’uomo è portato a rendersi felice e soddisfatto partendo dalla soddisfazione di bisogni primari come mangiare, dormire, ripararsi avere attorno a sé un nucleo sociale positivo e non pericoloso. Ciò che contrasta questi bisogni fondamentali e porta ad eliminare anche un solo componente della vita che produce felicità viene in genere contrastato.

Dietro al concetto di felicità ci sono tantissime riflessioni da fare perché nell’epoca dell’abbondanza ci si è abituati ad avere tutto e niente di veramente importante. Insomma, se ci fosse una catastrofe naturale la prima cosa che si rimpiangerà sarà la perdita del telefonino o della macchina invece di ringraziare di avere salva la vita o la famiglia. Oppure, sarà il momento in cui si scopre cosa è veramente importante e per che cosa bisogna provare felicità vera e senso di appagamento e soddisfazione legato ad una condizione sociale di benessere solo temporanea, spesso è la salute (lo stare bene e lo stare male) a riportarci spesso con i piedi per terra dal consumismo eccessivo e superficiale.

Sulle emozioni non possiamo aprire riflessioni filosofiche o mentali, perché sono degli stati mentali, fisiologici e psicologici da poter analizzare anche con il microscopio o con dei macchinari tecnici in grado di studiare la reazione di neuroni di fronte agli stimoli. Quindi, per emozioni intediamo reazioni psicofisiologiche che possono essere positive e negative, imparare a riconoscerle e definirle è importante per saper vivere bene con consapevolezza.

Come non diventare dipendenti al gioco da casinò e come non diventare dipendenti a nulla?

Le Slot machine su Zet Casinò dimostrano come questi giochi con i loro colori, musiche e semplicità di utilizzano possano diventare un potente fattore di dipendenza e distrazione dal mondo e da sé stessi. Negli articoli precedenti abbiamo parlato di giochi d’azzardo, responsabilità e anche i rischi e le conseguenze della ludopatia.

Per non diventare dipendenti ai giochi da casinò si possono usare diversi stratagemmi, il primo è evitare in assoluto il gioco nei locali pubblici dove ci sono le macchinette e su Internet. Altri stratagemmi sono impostare orologio e anche budget consentito al vizio a quest’attività ludica, pochi soldi che potete permettervi e basta.

Inoltre praticare il senso della consapevolezza emotiva, già leggere l’articolo che abbiamo scritto e frequentare il nostro sito per leggere altre cose di cultura e salute è un buon inizio.

La stanchezza ci ha in ostaggio? Ritroviamo carica e vitalità

Come ritrovare la consueta energia durante un periodo di stanchezza? Tutti noi possiamo sperimentare periodi di stanchezza fisica e mentale. Integratori per stanchezza e alcune buone abitudini possono aiutarci a ritrovare carica e vigore. Vediamo in che modo.

Come si manifesta la stanchezza e quali sono le cause?

Non è raro accusare stanchezza, affaticamento, mancanza di concentrazione e cali di energia. Ciò avviene quando la quantità di energia richiesta dal nostro organismo supera le riserve energetiche a disposizione. Escludendo cause di natura patologica, questa generale condizione di stanchezza è riconducibile a una serie di motivi, tra i quali:

  • Periodi molto impegnativi e stressanti: lavoro, sessioni di studio intense, problemi personali, impegni che si accumulano, scadenze da rispettare e aspettative da soddisfare;

  • Attività sportiva intensa: svolgere attività fisiche molto intense o prolungate può esaurire velocemente le riserve energetiche dell’organismo, causando stanchezza e affaticamento;

  • Variazioni stagionali: il nostro organismo ha bisogno di tempo per adattarsi ai cambi di stagione e reagisce con stanchezza, debolezza, irritabilità.

  • Periodi di convalescenza: in seguito a malattia, il nostro organismo si ritrova debilitato anche per alcune settimane;

  • Stile di vita non regolare: cattive abitudini (fumo, alcool), dieta poco bilanciata, insufficiente riposo notturno possono causare spossatezza, sonnolenza diurna e senso di affaticamento.

  • Condizioni climatiche: soprattutto d’estate, le elevate temperature esterne favoriscono una sudorazione abbondante, con una conseguente perdita di sali minerali e sensazione di stanchezza. Anche l’arrivo del freddo può mettere a dura prova la nostra risposta immunitaria.

La stanchezza può manifestarsi in vari modi. Ecco alcuni sintomi:

  • Affaticamento e ridotta forza muscolare;

  • Rallentata capacità di recupero;

  • Mancanza di concentrazione e di attenzione;

  • Vuoti di memoria e mal di testa;

  • Spossatezza e svogliatezza;

  • Sonnolenza diurna.

Contrastiamo la stanchezza e ritroviamo la nostra energia

Per contrastare la stanchezza iniziamo da alcuni accorgimenti quotidiani. Una buona quantità di energia è fondamentale per affrontare al meglio tutte le nostre sfide quotidiane. Ecco cosa fare.

Utilizziamo un integratore alimentare specifico

In associazione alla dieta, possiamo utilizzare un integratore alimentare. Scegliamo un prodotto indicato per contribuire al normale metabolismo energetico necessario nei momenti di stanchezza fisica e mentale. Il prodotto verso il quale ci orienteremo avrà una formulazione equilibrata di vitamine e minerali, nutrienti coinvolti in diversi processi biologici che sostengono l’organismo.

Inoltre, in caso di stanchezza fisica e di intensa sudorazione, associata al caldo o all’attività fisica intensa, può essere utile un integratore con formulazione a base di sali minerali e vitamine per bilanciare i nutrienti fondamentali per il metabolismo energetico e mantenere un corretto equilibrio idrosalino.

Impariamo a dire di no

Non possiamo accontentare tutti ed essere sempre accondiscendenti, né sul lavoro né nella sfera privata. Non siamo supereroi: dire qualche “no” e prenderci i nostri spazi non farà di noi persone peggiori, ma ci aiuterà ad affrontare le giornate con maggiore sicurezza e motivazione.

Sciogliamo i muscoli

Se ne abbiamo la possibilità, sgranchirci le gambe durante una breve pausa ci aiuterà a rilassarci, ad allentare lo stress e a riattivare la circolazione.

Riduciamo le fonti di disturbo

Evitiamo di indugiare e perdere tempo di chat, social network o altri stimoli. Cerchiamo di rimanere focalizzati sul nostro lavoro e non disperdiamo la nostra attenzione.

Rendiamo confortevole l’ambiente di lavoro o di studio

Se ci è possibile, facciamo in modo di lavorare o studiare in un ambiente che favorisca la nostra concentrazione. Liberiamo la scrivania da oggetti superflui, teniamo solo ciò che ci occorre. Ciò aiuterà la nostra mente a fare ordine e concentrarci meglio.

Seguiamo un regime alimentare vario, completo e bilanciato

Evitiamo di saltare i pasti. Seguire un’alimentazione completa di tutti i nutrienti è fondamentale per fornire al nostro organismo un apporto energetico adeguato. Evitiamo dolciumi e snack confezionati. Sì a frutta secca e frutta fresca come spuntino o merenda.

Beviamo acqua con regolarità

Non tutti lo sanno, ma la disidratazione può causare senso di stanchezza e difficoltà di concentrazione. Un apporto idrico ideale prevede almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. Non per tutti è facile abituarsi a bere acqua con frequenza. Soprattutto in estate, andranno benissimo anche succhi di frutta, frullati, estratti o centrifugati, per compensare la perdita di liquidi dovuta alla sudorazione.

Viaggiare in sicurezza

In un periodo come quello attuale, in cui viviamo durante una pandemia mondiale e siamo costretti a rispettare numerose regole per evitare di ammalarci, è necessario essere molto attenti anche quando si viaggia. Perciò, questo articolo ti darà dei consigli su come viaggiare in sicurezza nonostante il Coronavirus, sia per piacere che per necessità.

Al momento è probabilmente consigliabile optare per soluzioni last-minute, che danno la possibilità di cancellare o spostare la partenza a seconda dell’evolversi della soluzione. Esistono dei comodi siti web per trovare le offerte ideali per le esigenze di ciascuno, sia per quanto riguarda i luoghi dove dormire che i mezzi di trasporto, e se avete dei dubbi su quale utilizzare potete leggere le recensioni degli utenti in merito su ReviewsBird.it.

 

Scegliere la destinazione

Innanzitutto, bisogna guardarsi intorno e capire quali sono le destinazioni accessibili dal proprio paese e dalla propria regione: le norme in merito cambiano spesso, quindi è bene restare informati anche a ridosso della partenza. Ad esempio, in Italia ci si può spostare solo in alcune regioni, mentre all’estero alcuni paesi hanno chiuso le frontiere per un certo periodo di tempo. In più, in certi casi è richiesto un periodo di quarantena all’arrivo nel paese di destinazione, cosa sicuramente da considerare quando si vuole passare qualche giorno di vacanza tranquillo.

 

I mezzi di trasporto sono sicuri?

Ovviamente, in una situazione dove è meglio evitare il contatto con numerose persone, utilizzare l’automobile (o mezzi meno inquinanti come la bicicletta) può essere la soluzione migliore, ma non sempre è fattibile. Tra i mezzi pubblici, si deve optare per quelli meno pieni, evitando dunque le ore di punta. In ogni caso, sia bus che treni hanno una capacità ridotta e vengono disinfettati spesso, così da evitare l’accumularsi di virus.

Per quanto riguarda gli aerei, che sono inevitabili in certi casi, anche qui si rispettano norme di distanziamento e di sicurezza stringenti, e i filtri HEPA installati al loro interno permettono di bloccare la maggior parte delle particelle nocive.

 

Accorgimenti da seguire

Per riuscire a godersi al meglio un bel viaggio anche in una situazione dove bisogna in primo luogo pensare a tutelare la propria salute, è necessario seguire alcune accortezze:

  •       Rispettare tutte le regole che vengono stabilite dal proprio governo, e informarsi su quelle presenti nel paese che si vuole visitare.
  •       Mantenere una distanza di sicurezza di almeno un metro dalle altre persone, cercando di evitare luoghi troppo affollati.
  •       Indossare sempre (e correttamente) la mascherina, che può essere quella chirurgica o quella FFP2 o equivalente (N95 e KN95).
  •       Igienizzarsi spesso le mani, soprattutto quando si sale e si scende dai mezzi pubblici, ed evitare di toccarsi bocca e occhi.

 

Seguendo queste regole si potrà comunque organizzare un bel viaggio per sé e per la propria famiglia o amici senza rischi, aiutando anche il settore turistico a risollevarsi. Per trovare le offerte più convenienti, spesso è utile rivolgersi ai siti web che lo fanno in automatico, cercando tra le recensioni il più adatto a sé.

Quindi, per adesso organizziamo viaggi con la massima attenzione… Aspettando un futuro in cui potremo di nuovo viaggiare in tutta tranquillità!