Netent, un produttore importante di slot machine online

Nel nostro sito web abbiamo parlato o accennato anche di giochi da casinò online, abbiamo descritto i pericoli e le conseguenze della ludopatia e anche alcuni cenni di psicologia del gioco e delle emozioni.

Oltre all’attualità è importante analizzare questo settore ludico che nel web si sta espandendo includendo tecnologie importanti.

In effetti, è un ambito che muove imprese, professionisti e lavoratori. La collaborazione tra associazioni, enti e le stesse aziende è fondamentale perché se da una parte bisogna tutelare minori, famiglie e persone fragili dal rischio della ludopatia, è bene supportare o cumunque vigilare su un settore che al suo interno ha molti lavoratori e anche professionisti appassionati a ciò che producono e distribuiscono.

Chi è e cosa produce Netent

Trova le migliori slot netent su jackmillion casino, la recensione tratta un casino online (Jackmillion) che offre anche slot machine di Netent. Ma che cosa significa questa parola, ovvero chi è?

 

Netent, si legge nella pagina about, è un fornitore leader di soluzioni gioco premium per operatori di casinò online. Creano quindi giochi elettronici online tra cui slot machine e soluzione premium per l’intrattenimento digitale online.

Facendo una ricerca veloce nella pagina di ricerca lavoro si nota come vengano cercati professionisti con grandi competenze tecniche e informatiche: ingegneria, scienza del suono, matematica, grafica, tester, eccetera. Insomma, dietro una slot machine o una roulette elettronica c’è una squadra di professionisti che lavoro. Netent è presente in più paesi e ha pubblicato in fondo, i loghi di diversi uffici mondiali regolatori e dedicati al gioco d’azzardo generale.

Netent fa parte poi di un’altra grande realtà che si chiama Evolution, un altro importante provider che crea giochi da casino online per tante piattaforme.

Alcuni esempi giochi di Netent

Netent collabora con casinò online o bookamers italiani ed esteri, 888 ad esempio è un noto portale di gioco ADM, nomi esterni famosi sono Ze Casino, Cobra, Rizk, eccetera. Usa tecnologia Megaways e per questo nell vetrina iniziale dedicata ai giochi troviamo banner gigante di Dazzle Me Megaways, basato sulla ricerca di diamanti e pepite nella creazione delle combinazioni fortunate.

Tra le novità troviamo Partenon Quest For Immortality: l’Antica Grecia e soprattutto la Grecia Olimpica è il tema di una nuova slot machine. A fianco troviamo Gordon Ramsay protagonista di Hell’s Kitchen Video Slot: il famoso chef televisivo affianca il giocatore che tenta la fortuna combinando alimenti e accessori da cucina. Infine, tema thriller e western troviamo Dead Or Live, una slot sempre megaway di grande schermata e basat su tre personaggi forse buoni o forse cattivi. Infine, un gioco ricercatissimo è Starburst che ha personaggi, ambientazioni fantasy o cinematrografiche ma un tema slot machine molto classico, diamanti e pepite da combinare. Solo che lo fa in una dimensione molto dinamica e vivace, gioco tutt’altro che facile da giocare per vincere.

Evolution Gaming: giochi, servizi, about

Evolution Games non produce soltano giochi elettronici ma anche dal vivo e TV.

Nei giochi elettronici come slot machine, videoroulette, poker eccetera, il giocatore è solo e il banco è rappresentato dal computer o dal software di base.

Nei giochi da vivo o TV interagisce un professionista che funge da banco, croupier o, addirittura, conduttore di gioco o televisivo. L’esperienza del casinò online si avvicina così tanto alla realtà che verrà ancor più migliorata quando si unirà la realtà virtuale o aumentata (VR).

Ronaldo, Pogba, Lukaku: i calciatori che tornano in Italia o potrebbero tornare

Nella giornata di oggi, a pochi di distanza dall’uscita del calendario ufficiali di Serie A, si parla del ritorno di Cristiano Ronaldo. Sembra che tutto parta dai siti di scommesse sportive (bookmakers non aams) ma anche da notizie certe di incontri tra l’AS Roma e l’agente di Cr7. Intanto, anche Lukaku firma un anno in prestito all’Inter e corrono le notizie probabili sul ritorno di Pogba alla Juventus.

Cristiano Ronaldo

Il contratto di Cristiano Ronaldo con il Manchester United si concluderà a giugno 2024. Nonostante rapporti alcune tesi e momenti di sfiducia del giocatore notizie di passaggi ufficiali non ce ne sono ma se ne parla. Attualmente, il giocatore percepisce ben 23 milioni di euro annui, uno degli ingaggi più alti in Europa. Cristiano Ronaldo è un giocatore costoso sia nei passaggi che nello stipendio e si arriva a parlare di un Mourinho che lo potrebbe sicuramente volere in formazione. Intanto la rosa giallorossa è già costruita e, con la conclusione del calciomercato estivo sarà ancor più ricca e formata.

Romelu Lukaku

Lungo è il contratto di Romelu Lukaku con il Chelsea, fino al 30 giugno 2026. Ingresso dopo lo scudetto dell’Inter ad agosto 2021, le cose sono andate bene ma alcune notizie avevano riportato anche lì momenti di sfiducia e voglia di ritornare in Italia, forse c’è riuscito davvero. La prossima partita del Chelsea è in casa dell’Everton, il campionato inglese inizia prima della Serie A, il 6 agosto. Lukaku forse sarà già in preparazione per la prima partita dell’Inter.

Sportmediaset racconta le prossime giornate del calciatore, il Lukaku-day al 19 giugno. Volo a Milano, visite mediche e firma di contratto per prestito annuale senza diritto di riscatto. Intanto, vacanze in Sardegna, allenamenti personalizzati e relax in preparazione di un anno importante affianco di Inzaghi. Il Chelsea incasserà otto milioni di euro.

Paul Pogba

Paul Pogba sta per diventare ex compagno di squadra di Ronaldo, di fatti gioca nel Manchester United che lo acquistò nel 2016 dalla Juventus che ora lo rivuole. Grande giocatore, grande centrocampista e l’ulteriore esperienza inglese lo ha fatto crescere. Pogba gioca anche nella nazionale francese. Pogba a differenza di Lukaku e Ronaldo è alla fine del suo contratto, il suo valore di mercato è di 48 milioni di euro. La Juventus ha fatto di tutto per far rientrare il giocatore francese nella sua rosa e c’è riuscito. In fondo, sono usciti Dybala, è in dismissione Arthur, è in arrivo Di Maria. Come scrive ilbianconero.com la Juventus rivoluziona il centrocampo. Qui altri articoli dedicati al calcio e allo sport.

Come si diventa portieri di calcio

Uno dei ruoli più ambiti nel calcio è quello del portiere, forse è anche uno dei primi ruoli che si sperimentano nelle partite pensando che la vita del calciatore in porta sia semplice.

In reatà, l’occhio dell’allenatore valuta le qualità personali e fisiche del singolo giocatore agli inizi e lo posiziona dove meglio crede che possa crescere, così nascono i difensori, i terzini, le prime e seconde linee e i portieri.

Il portiere ha l’obiettivo di proteggere da palloni rapidissimi ad arrivare, anche a due passi dalla sua area una porta che è immensa. Deve saper saltare senza rompersi una spalla, saper parare in alto, in basso, prevedere l’imprevedibilità, reggere la tensione e lo stress di una responsabilità importate. Donnarumma e Buffon sono esempi di portieri di Serie A importantissimi, la loro storia e non solo la loro chiarisco come il loro ruolo e capacità determini la capacità di resistere in campionato.

Il Milan di Pioli è stata una squadra che quest’anno nei momenti più duri del campionato, ha perso il primo posto ma si è mantenuto il secondo, ha rafforzato soprattutto la difesa. Bookmakers come www.melbet-italia.com con le loro quote hanno seguito tutte le evoluzioni delle prime squadre in classifica e presenti anche in Champions.

Diventare portieri di calcio, alcuni consigli.

  • Il portiere è un ruolo che richiede buona vista, concentrazione, agilità e capacità di prevedere l’imprevedibile. Si tratta di un ruolo che richiede coraggio perché deve interrompere un’azione della squadra avversaria con forza e determinazione.
  • Fare il portiere significa giocare un ruolo nella partita importante, studia bene le regole che per te saranno importantissime visto che parerai rigori e punizioni, ti sarà utile per prepararti mentalmente osservando anche il comportamento dell’arbistro.
  • Un buon allenatore ti farà fare esercizi specifici per diventare un portiere forte e ti consiglierà anche l’attrezzatura tecnica adatta per non farti male, la vita in porta non è per niente semplice.
  • Il portiere non è una figura completamente estranea al gioco, non sta solo in porta quindi saper fermare un contropiede, intervenire in una situazione a rischio anche con i piedi è fondamentale.
  • Grande visione del campo e del gioco, sei tra i pochi che può vedere da una posizione più fissa delle altre il gioco di tutti i compagni di squadre de degli avversari, ciò però non deve distrarti.
  • Movimenti laterali e indietro con il corpo, slanci, salti, allungamenti. Si tratta di movimenti che nel calcio si affrontano continuamente ma nel portiere si richiedono determinate capacità, per questo il suo allenamento può esser specifico. L’allenatore qualche volta ti darà esercizi specifici altre volte ti unirà alla squadra. Riscaldamento, stretching, pesi, meditazione o yoga, allungamenti, corse sul posto o di agilità faranno parte della tua vita di calciatore come per tutti.
  • Impara a tuffarti, allenati a non avere mi paura, alcuni calciatori per questo sfruttano anche materassi in disuso o ancora meglio quelli di palestre attrezzate. Gli esercizi per questo sono tanti e il sostegno dell’allenatore sarà determinante.
  • Impara a medicarti e a fare la lavatrice… ebbene sì… buona partita e buon allenamento!

Gnonto, Donnarumma e Barella: parliamo dell’Italia impegnata nella Nations League

Gnonto, Donnarumma che nonostante un infortunio ad un dito della mano si rende disponibile contro l’Ungheria, Barella. Questi sono solo tre dei nomi che hanno partecipato alla partita contro la Germania nella Nations League.

Nuova sfida per l’Italia, terza edizione, nella seconda era arrivata terza. Posizione che l’ha portata al terzo gruppo (C) della Lega A, la Nations League ha un sistema di promozione e retrocessione un po’ come la Serie A e la Serie B.

La prima partita Nations League contro la Germania finisce con un pareggio uno a uno. Invece, l’Ungheria vince uno a zero contro l’Inghilterra. Di fatto, il prossimo avversario che incontriamo per la 34 volta in tutta la storia della maglia azzurra, è la prima ad aver vinto nel nostro gruppo. Infatti la troviamo con tre punti e al primo posto, noi terzi, Germania al secondo posto. Vediamo che cosa ha detto Mancini dopo la prima partita.

Mancini su Gnonto e Donnarumma.

Tante le domande fatte a Roberto Mancini, prima della partita ha affrontato il nodo dei nove giocatori che non hanno potuto giocare contro la Germania e anche la sconfitta contro l’Argentina. Questa prima partita anche se finita con un pareggio apre molti punti positivi per gli azzurri, tanti spunti sul futuro, sulla tattica e riflessioni sulla presenza di giocatori giovani, nuovi, poco conosciuti.

Si parte dai cambi, sono previsti, speriamo non troppi e controproducenti. Parla di Locatelli e poi dell’accoppiata strategica Cristante Esposito, insieme per un gioco da regista. Donnarumma, il mister non ha dubbi “Gigio per me è il miglior portiere d’Europa”, sull’infortunio dice che giocherà ma sarà da valutare in mattinata, quindi nonostante la positività di mister e giocatore bisogna vedere al momento della creazione della squadra.

Scamacca, diventerà un bravo centravanti, anzi ha tutto per esserlo già. Deve migliorare nello stacco ma è veloce, potente e tecnico. Gnonto, diciottenne che ha rinunciato ad entrare nell’Inter come giocatore professionista per entrare nello Zurigo. L’assistman della prima partita che ha permesso il goal del pareggio. Mancini dice ha 18 anni, nessuna pressione “per l’età che ha sa giocare a calcio come pochi altri giocatori, è molto veloce”. Dopo questa partita si è svegliato il calciomercato di Serie A, lo vogliono Sassuolo, Fiorentina e anche il Monza. Per ora il Sassuolo ha contatti con la squadra di provenienza.

Pronostici e potenziale formazione contro l’Ungheria

Italia Ungheria si giocherà martedì 7 giugno alle 20.45. Poi il ritorno a settembre, il 26, alle 20.45. La prima partita si giocherà presso lo stadio Dino Manuzzi. In attesa della conferma per la seconda sede di gioco. Abbiamo giocato contro l’Ungheria ben 34 volte, abbiamo vinto sedici volte, perso nove e pareggiato nove. E’ la prima squadra vincitrice del gruppo e nella prima giornata, ma abbiamo la superiorità di vittorie degli anni precedenti. Ultima vittoria molto tempo fa, nel 2001, ultima sconfitta nel 2007. Come squadra di casa secondo i bookmakers siamo favoriti. Analizzando 1 Win Scommesse è possibile vedere le quote 1×2, doppia chance di Italia Ungheria ma anche delle altre partite. Vediamo ora le potenziali formazioni.

  • Italia (4-3-3): Donnarumma; Florenzi, Acerbi, Bastoni, Dimarco; Frattesi, Cristante, Tonali; Gnonto, Scamacca, Pellegrini. CT: Mancini.
  • Ungheria (5-4-1): Gulacsi; Nego, Lang, Orban, At. Szalai, Z. Nagy; Schafer, Szoboszlai, A. Nagy, Sallai; Ad. Szalai. CT: Rossi.

F1, Ferrari: Leclerc si ritira a Montecarlo

Dopo il ritiro a Montecarlo il monegasco cerca di rifarsi “ho dato il massimo e la delusione è tanta, difficoltà nei rettilinei”. Per quanto riguarda Sainz “con il nuovo team mi sono adattato bene svolgendo molto lavoro senza altri fattori”. Siamo in pieno campionato di Formula 1 e scommettere su piazzamenti e vittorie si può fare visitando 22betApp.it .

Leclerc si trova costretto a buttare dietro le spalle quello è successo a Monaco e a guardare avanti. A Baku dovrà togliersi l’amaro in bocca che il brutto week end gli ha lasciato ed affrontare con spirito diverso la gara.

Nella sua mente se ripensa a Montecarlo rivive l’altalena di emozioni positive e negative vissute, miglior tempo sabato, l’incidente, pole, ritiro. Quest’ultimo è stato causato da un problema del semiasse la domenica durante il giro di allineamento. Ora in Azerbaigian altra vita altra corsa.

Dichiarazioni del pilota in conferenza stampa

ho sempre cercato di dimenticare le situazioni negative ma le ho sempre sfruttate per migliorare. Ho dato il massimo e non mi rimprovero nulla ma ora devo pensare a Baku. A Monaco sabato sera, dopo l’incidente, abbiamo controllato tutto ed eravamo convinti di poter correre un’ottima gara.

Prima del tunnel durante l’allineamento ho avuto problemi con il posteriore ed ho capito che c’era un problema. Tutto il team è rimasto contento per il risultato di Carlos che ha eseguito una bella gara2.

Ricordi di Baku e primi punti in F1

I ricordi che il pilota ha risalgono al 2018 con la Sauber e se gli si chiede se Montecarlo e Baku sono simili lui risponde “Monaco è unica mentre qui abbiamo dei rettilinei non certo facili. I cittadini sono i miei preferiti e proprio qui in F1 ho ottenuto i miei primi punti.

Per quanto riguarda la macchina dichiara che il circuito dove può rendere bene come a Monaco è Singapore. Certo lì ci sono altri fattori che andranno attenzionati come l’umidità e il fatto che si corra di notte e per il momento non possiamo fare pronostici”.

La Ferrari nelle curve lente è andata veloce e per il pilota è un insieme di fattori che vanno dalla qualità del telaio all’aerodinamica ma ancora le idee non sono chiare.

Carlos Sainz adattamento al team Ferrari

Il pilota contento del risultato a Montecarlo ha intensione di continuare così. Secondo posto e primo podio della Ferrari quest’anno. A Baku lo spagnolo spera di continuare e di ottenere ottimi risultati considerando anche l’ottimo rapporto che si è instaurato con il team del Cavallino.

Intervistato sull’argomento del suo adattamento ha dichiarato “non c’è nessun segreto sto lavorando tanto perché c’è ancora da migliorare. Per quanto riguarda l’integrazione al team lo stare molto con gli ingegneri aiuta perché la F1 di oggi è molto complessa e bisogna dedicargli molto tempo”.

Le cose non sono di certo semplici quando si cambia auto “da McLaren a Ferrari mi è piaciuto molto ma meno bello è stato essere dietro al tuo compagno di squadra di 2-3 decimi. Appena arrivato non potevo sapere cosa aspettarmi ma non sono lontano dal mio compagno.

Ho cambiato diversi team e questo mi è stato sicuramente di aiuto anche se avevo tanti punti interrogativi da definire. L’adattamento ai team e alle macchine si imparano con anni di esperienza e circuiti diversi ma piano piano ci arriverò”.

Giocare a tennis, uno sport da giocare o da seguire

Dopo aver parlato del calcio e del basket vediamo un altro sport molto seguito e apprezzato in tutto il mondo. Parliamo del tennis dove non società, proprietari di impianti sportivi, città, quartieri, aziende di produzione dedicata alla sport non risparmiano energie e risorse per creare eventi e tornei.

A livello mondiale, europeo e nazionale ci sono tantissime competizioni importanti, vengono seguite anche dagli scommettitori (su siti italiani o esteri come 20bet). In questo articolo però non ci occupiamo della parte agonistica ma dello sport in quanto sport e vediamo tutti i benefici e le caratteristiche del tennis.

Il tennis, sport sicuro anche per il Covid grazie alle distanze

Il tennis, sport sicuro anche a tempi di Covid, si può giocare mantenendo le distanze. Le gaffe con le racchette sono uno scaccia noia incredibile che divertono tutti, grandi e piccini, come avviene in tutti i giochi con le racchette le risate non mancano mai.

 

Imparare a giocare a tennis richiede pazienza, agilità, attenzione e ascolto degli istruttori perché è uno sport individuale ma è anche di coppia, soprattutto in allenamento. Con il tennis si teme il famoso braccio da tennista, in realtà questo gioco allena tutto il corpo e stimola l’attenzione.

 

I piccoli giochi di palleggio al muro o a terra richiedono tantissima concentrazione un po’ come avviene quando si palleggia nel calcio o si tira al canestro, insomma un altro sport scaccia stress e pensieri.

 

Volete andare al mare magri, snelli, agili e con addominali da paura? Il tennis aiuta a mantenere la linea e rafforza molte parti del corpo, un’attività atletica completa dove si allena lo scatto e il movimento laterale veloce, quindi grande consapevolezza dello spazio.

 

L’attrezzatura e il vestiario, il tennis non è uno sport dove si improvvisa

Il tennis viene considerato uno sport per ricchi, richiede attrezzatura, scarpe e abbigliamento tecnico, sicuramente le grandi società di moda sportiva investono molto nei tessuti ma anche nei colori, nelle rifiniture e nelle racchette.

Sempre meglio chiedere all’istruttore con quale racchetta iniziare.

 

Attenzione se soffrite di mal di schiena o se avete muscoli che si infiammano, una partita potrebbe essere letale, quindi come per tutti gli sport sempre meglio chiedere consiglio a medico di base o medico sportivo, quest’ultimo vi aiuterà a trovare lo sport adatto a voi.

 

Se non potete praticare tennis, cercate la sua versione più piccola ma attenzione a non confondere mai il tennis con il ping pong altro sport che richiede molta agilità e abilità, i bambibi si divertono sempre un sacco.

 

Giocare a tennis, qualche consiglio dall’allenamento all’alimentazione

Per chi può praticare questo sport ecco alcuno consigli scritti da esperti. Si può giocare a tennis anche fino tre volte a settimana ma attenzione è importante arrivare a tante ore settimanali gradualmente.

Mai iniziare a giocare senza fare riscaldamento e mai concludere lezioni e partite senza esercizi di rilassamento muscolare.

Se non giocate di frequente oppure se tra una lezione e l’altra passa molto tempo sicuramente l’istruttore vi darà degli esercizi.

Per mantersi in allenamento è importante imparare a correre anche due volte a settimana se non tutti i giorni con i tempi e le caratteristiche di ognuno, imparare esercizi per addominal e braccia. Inoltre, ogni tanto allenatevi nei pallegghi con la racchetta.

Ricordate di seguire un’alimentazione sana tutti i giorni, ne trarrete davvero beneficio in questo sport, bevete spesso e soprattutto consumate tanta frutta fresca soprattutto dopo l’allenamento. Non rinunciate agli alimenti importanti come carne e anche i carboidrati, non dovete dire no ai dolci ma limitarne e mangiare quelli da cui potete trarre beneficio.

Superlega: Infantino contro ma no sanzioni

In un’intervista all’Equipe il presidente della Fifa boccia a nuovi progetti il piano della Superlega. Nell’intervista va contro Ceferin dicendo: “Un leader deve domandarsi perché siamo arrivati a questo”. Notizie ed approfondimenti sul sito betmaster.

Punizioni e Infantino

Contro il piano delle 12 va Infantino ma rimane restio ad effettuare eventuali sanzioni ai club. Nella dichiarazione rilasciata all’Equipe ha detto: “si fa presto a decidere che bisogna punire”. Con questa affermazione si ritrova in contrapposizione con Alexander Ceferin presidente dell’Uefa. Quest’ultimo in alcune affermazioni ha dichiarato di voler applicare delle penali alle squadre coinvolte.

Ad un certo punto dell’intervista fa una riflessione “Si dice che bisogna punire ma bisogna anche pensare alle conseguenze del gesto. Se si punisce un club ne fanno le spese anche i giocatori, allenatori e tifosi che non ne hanno colpa”.

Non nomina Ceferin ma l’allusione è palese “Un leader si deve porre una domanda importante ed è perché siamo arrivati a questo”. Da ora dobbiamo pensare a costruire un futuro insieme e quindi dobbiamo ascoltare tutti. Oltre a giocatori e allenatori sono da tenere in considerazione i tifosi che rappresentano il vero cuore del calcio”.

Infantino tiene aperta la porta alle nuove idee e nuovi progetti della Fifa. Non bisogna però dimenticarsi di portare rispetto alle istituzioni e mantenendo alti i valori. Non ci dimentichiamo che sono stati proprio questi valori a rendere questo sport il più popolare nel mondo.

Aleksander Ceferin

Ceferin torna a parlare della Superlega e per i 6 club inglesi utilizza toni pacati: “dobbiamo trattarli con più indulgenza perché sono stati i primi a modificare le loro idee”. Parole diverse ma soprattutto toni diversi sono stati utilizzati nei confronti del Barcellona, Juventus e Real Madrid. “terrapiattisti che ancora pensano che esista la Super League”.

Questi club potrebbero correre il rischio di essere espulsi dalle gare europee della prossima stagione. Sempre dalla sua bocca un’altra dichiarazione “Questi 12 club si dividono in tre gruppi, i sei inglesi che per primi sono usciti, e subito Atletico Madrid, Milan e Inter. Poi abbiamo un ultimo gruppo che ancora crede che la terra sia piatta e che la Super League esista”.

Tra questi gruppi c’è un’enorme differenza ma tutti verranno ritenuti responsabili. Vedremo poi in quale maniera ma non sto parlando di provvedimenti disciplinari. Ognuno deve prendersi le sue responsabilità e saranno sicuramente diverse tra loro.

Per quanto riguarda la decisione del comitato esecutivo ancora è troppo presto per definire la cosa.

F1, Roland Ratzenberger

Pilota tragicamente deceduto a Imola in un maledetto fine settimana del 1994. Il pilota è arrivato da solo in F1 impegnandosi con tanta dedizione e tanto sacrificio. Roland non era un campionissimo ma comunque è stato un esempio per molti. Visitando il sito https://www.bet2u.info/  altre importanti notizie.

La voglia di essere tra i piloti di F1 lo ha portato a superare le difficoltà economiche che può avere un uomo che si addentra in questo mondo. Ratzenberger merita un pensiero particolare perché l’amore per le corse lo aveva portato a fare di questo amore la sua ragione di vita.

Il suo debutto in F1 è stato il coronamento del suo sogno e il premio peer tutte le rinunce sopportate. Guidava una macchina Simtek modesta ma per lui non era importante, l’importante era stare li perché lui si era meritato quel posto.

Roland Ratzenberger

Nato a Salisburgo nel 1960 sin da bambino appassionato di gare automobilistiche. Già da ragazzo aveva iniziato a correre in campionati locali di F.Ford e tra l’83 e l’85 ebbe anche delle belle vittorie.

Partecipò al prestigioso Brands Hatch Formula Ford Festival in Gran Bretagna ed arrivò secondo nel 1985 e 1 l’anno dopo. Questo però non bastava per riuscire ad entrare nel mondo che conta e quindi passò alla F3 inglese. Qui ottenne dei buoni risultati ma ancora niente da fare per la F1. Nessuna scuderia era interessata a lui e nessuno vedeva in lui il talento.

Dopo aver fatto altre esperienze negli anni ’90 provò con il campionato di Formule Nippon in Giappone. Qui ottenne qualche vincita e suscitò l’attenzione del pubblico e dei media. Nel ’92 tornò in F3 europea ma visti gli scarsi mezzi tecnici i piazzamenti subivano un andamento altalenante.

La svolta ci fu nel ’94 quando la scuderia Simtek neonata gli offrì la possibilità di debuttare in F1. Nel primo gran premio non riuscì a qualificarsi. Poi ci fu il Giappone e qui riuscì ad arrivare undicesimo. Dopo qualche settimana ci fu il Gran Premio di San Marino a Imola e qui avvenne la sua tragica fine.

Imola 1994

Durante la seconda sessione di prove ufficiali del sabato Roland compì un errore alla chicane ed uscì leggermente di pista. La cosa importante è che non si accorse di aver danneggiato l’ala anteriore. Il pilota pensò che la macchina non avesse subito danni e continuò la sua corsa.

Nel giro successivo, mentre percorreva a 300 km/h la curva Villeneuve, a causa della rottura dell’alettone si schiantò all’esterno della curva. Subì ben 6 testacoda e si schiantò contro il muro di contenimento. Da subito le sue situazioni apparvero critiche. Appena la macchina si fermò, la testa di Roland era appoggiata alla macchina in maniera innaturale.

Solo all’ospedale Maggiore di Bologna venne dichiarato il decesso del pilota per frattura alla base del cranio. L’autopsia effettuata su di lui fece sapere che era già morto sul colpo all’interno della sua auto. Con questo espediente la F1 riuscì a terminare la gara e non perdere il business.

Solo all’ospedale Maggiore di Bologna venne dichiarato il decesso del pilota per frattura alla base del cranio. L’autopsia effettuata su di lui fece sapere che era già morto sul colpo all’interno della sua auto. Con questo espediente la F1 riuscì a terminare la gara e non perdere il business.

Aromaterapia e diffusori per oli essenziali

Che cos’è l’aromaterapia e come scegliere un buon diffusore

L’aromaterapia comprende la cura di sintomi organici e problematiche psico-emotive attraverso un impiego ben studiato di essenze naturali estratte dalle piante e poi somministrate al paziente sia per via olfattiva, che per via topica, attraverso un massaggio, ed anche orale. La via olfattiva è quella predominante: uno dei metodi migliori è quello di diffondere nell’ambiente dove soggiorniamo l’essenza curativa atta a risolvere il nostro problema. È fondamentela considerare la qualità dell’olio essenziale che impieghiamo. Ma è altrettanto importante la modalità di diffusione nel luogo che si desidera “purificare”; a tal proprosito, ci sono i “diffusori per ambienti”, realizzati apposta per svolgere al meglio questo compito. Se volete, potete utilizzarli anche nella cucina: a proposito, ecco alcuni tra i piatti più buoni della cucina toscana tradizionale.

I principali tipi di diffusori ambientali

Esistono diversi tipi di diffusori ambientali, come i diffusori spray, i quali, grazie ad un pulsante, diffondono l’essenza ogni qual volta che vogliamo. Ci sono anche i diffusori a candela o brucia essenza, generalmente realizzati in ceramica o in terracotta, dove sulla cima è posizionato un piccolo recipiente concavo; è un buon metodo per diffondere l’essenza per brevi periodi. Abbiamo poi i diffusori di oli essenziali ad ultrasuoni per ambienti, apparecchi che diffondono la fragranza attraverso il vapore, scaturito dalla nebulizzazione dell’acqua colpita da onde ad ultrasuoni, senza alcuna fonte di calore che “rischi” di carbonizzare l’olio. Spesso sono dotati di apposite luci per associare all’aromaterapia anche la cromoterapia.

Fattori da considerare quando si sceglie un diffore di oli essenziali per ambiente

Il consumo rappresenta il primo fattore da considerare nella scelta di un diffusore ambientale. Generalmente, questi apparecchi sono a consumo ridotto, ma se li prendiamo a wattaggio troppo ridotto rischiamo che si surriscaldino, rovinandosi dopo pochi utilizzi. 15Watt è un valore che constente un buon compromesso tra funzionalità e risparmio energetico. Altro fattore da considerare è la capienza del serbatoio: se vogliamo utilizzare il diffusore per 1 o 2 ore al giorno, sarà sufficiente un serbatoio da 100ml. Alcune funzioni accessorie potrebbero migliorare il nostro diffusore: è bene andare a leggere sulla confezione del prodotto da noi scelto se prevede tali funzionalità; ad esempio, lampade per cromoterapia, ad una o più tonalità di colore, spegnimento automatico quando il livello dell’acqua è troppo basso, velocità di diffusione dell’essenza impiegata, timer di funzionamento programmabile per determinati momenti di quando si vorrà diffondere l’essenza. Questo andrà ad impattare su eventuali sprechi anche dell’olio essenziale, dato che i loro costi non sono del tutto economici, riferendoci ovviamente a oli essenziali puri e di qualità, quelli consigliati. Considerando tutti questi aspetti elencati, l’acquisto del diffusore per oli essenziali risulterà certamente più consapevole e avrete modo di acquistare quello che veramente vi occorre, ideato per le vostre esigenze.

Se state pensando di acquistare un diffusore per oli essenziali, potete trovare un diffure adatto alle vostre esigenze cercando su questo sito le recensioni dei migliori diffusori oli essenziali

Rugby, Enrico Mantovani eletto dalla Liguria

Il Comitato Ligure di rugby elegge alla guida l’ex presidente della Sampdoria. “il mondo del pallone può insegnarci molto e di può avere una collaborazione anche dalle due Nazionali femminili”. Consultate il sito 22bet-italia.eu.

Enrico Mantovani è stato alla guida della Sampdoria dal 1993 al 2000 ed è stato eletto presidente del Comitato ligure di Rugby. In famiglia già il padre Paolo aveva fatto la storia del club blucerchiato portando la squadra allo scudetto.

L’elezione ha suscitato scalpore in quanto il nome di Enrico è stato votato all’unanimità in un comitato piccolo e da sempre diviso. Il 58enne imprenditore scherza dicendo: ”Siamo un Paese feudale e in Liguria il rugby lo è sempre stato particolarmente. Cerchiamo di sfruttare la testardaggine per raggiungere obiettivi comuni”.

L’ingresso nel mondo ovale di una personalità così grande supererà di sicuro i club presenti tra Ventimiglia e La Spezia. Marco Bollesan, colui che rappresenta l’incarnazione del rugby in Italia per decenni, era genovese non mancano di sicuro in massima serie giocatori liguri.

Abbiamo Tommaso Castello capitano delle zebre, Pierre Bruno ala dei bianconeri, Zini Luca e Leveratto Gabriele.

Infranta la promessa

A noi abituati a collegare il nume di Mantovani al calcio sorge spontanea una domanda: ma lui cosa c’entra con il rugby? A detta dei più esperti c’entra ed anche molto. A 15 anni mentre era in collegio in Svizzera si innamorò di questo sport.

Per tanti anni non ha giocato ma da dieci anni è tornato a giocare. Ha giocato con gli “Old” del Cus Genova, i Cavalieri di San Giorgio. “Volevo essere uno dei 15 in campo o almeno uno dei 40 che la sera si allenavano. Niente di più ha dichiarato dopo la sua elezione. Volevo evitare qualsiasi ruolo di dirigenza. Ci sono riuscito per dieci anni ma all’undicesimo sono arrivato qui. Questa mia scelta è stata anche decisa dopo l’elezione di Marzio Innocenti come nuovo presidente federale”.

Rugby e pallone

L’esperienza di Mantovani in ambito calcistico può dare un grande aiuto. Innocenti vuole rafforzare i rapporti con il mondo del calcio. Contrapposizione dei due sport da una quindicina di anni. Questo da quando il rugby italiano è riuscito a riempire il Flaminio e l’Olimpico.

In questa contrapposizione troviamo da un lato i valori mentre dall’altro la corruzione. Scontri negli stadi, mancanza di rispetto sia per l’arbitro che per gli avversari. “se non ci riesco io ad aprire un varco in questo dialogo… afferma Mantovani, la mia famiglia ha vissuto il calcio per 30 anni. Ludovica mia sorella è presidente della divisione femminile della Figc. Il calcio è il primo sport italiano da secoli e non può essere contrastato. Dal calcio abbiamo tutto da imparare sia come organizzazione che come struttura. Di contro il rugby con i suoi valori ti insegna cose belle ed utili nella vita.”

Superleghe

Altro punto da non sottovalutare è la creazione e la gestione dei club di alto livello. Una proposta di Innocenti è quella di far diventare il campionato italiano in una “superlega”. Questo poco prima che Milan, Inter e Juve facessero diventare questo termine il trend topic sui social.