Livelli di ferro troppo alti: cause e conseguenze

Il ferro è un elemento fondamentale per il nostro organismo. Esso, infatti, svolge una serie di funzioni di vitale importanza: contribuisce al trasporto dell’ossigeno agli organi, alla costruzione dei tessuti, alla moltiplicazione cellulare e alla sintesi di alcuni ormoni. Il ferro, inoltre, necessita di due proteine chiamate transferrina e ferritina, rispettivamente per essere veicolato nel sangue e per formare depositi. La ferritina, in particolare, possiede una struttura specifica, poiché una parte rilascia il ferro, l’altra lo assimila per depositarlo in seguito.
Alla luce di ciò, si capisce perché le analisi del sangue che riguardano il ferro comprendono tre esami. Ne parliamo insieme allo staff di Farmacia Pelizzo, farmacia specializzata in
esami del sangue a Udine. Oltre alla sideremia, ovvero il calcolo della concentrazione di ferro nel sangue, si effettua il dosaggio della ferritina e della transferrina. Nel primo caso si valuta il deposito dell’elemento in oggetto nell’organismo; nel secondo si sottopone a verifica la quantità di ferro legato alla transferrina che circola nel plasma.

Quali sono i valori normali del ferro?

Per quanto riguarda la sideremia, i valori oscillano notevolmente in base a diversi fattori: tra questi bisogna ricordare l’età, il sesso, le abitudini alimentari, lo stile di vita, eventuali malattie e così via. È quindi essenziale non eseguire solo questo esame, ma associare il calcolo del ferro nel sangue anche alle altre due analisi prima citate. I valori normali della sideremia sono di circa 50-120 µg/dL per i bambini, 60-140 µg/dL per le donne e 80-170 µg/dL per gli uomini. Quelli di un anziano variano tra 40 e 80 µg/dL, mentre un neonato alla nascita dovrebbe avere dei valori compresi tra 170 e 190 µg/dL. 

Prendendo invece in considerazione il dosaggio della ferritina, esso se è nella norma corrisponde a 20-200 ng/mL per gli uomini; una donna, invece, deve possedere un valore compreso tra 20 e 120 ng/mL. Per la transferrina, infine, la quantità ideale oscilla tra 200 e 400 mg/dL.

Le cause di un livello troppo alto di ferro

Dalle analisi, talvolta, possono emergere dei valori del ferro troppo bassi o troppo alti. Quest’ultima condizione è rischiosa tanto quanto la prima: un sovraccarico di ferro, infatti, può provocare l’insorgere di disfunzionalità e malattie più o meno gravi che interessano diversi organi del corpo. Un livello di ferro poco più alto del normale può dipendere, ad esempio, dall’utilizzo di integratori, da un’intensa attività sportiva o dall’ora del giorno in cui gli esami sono stati effettuati. In questo caso non si corre un vero e proprio pericolo e non si manifestano particolari sintomi. Se, invece, i valori sono estremamente alterati, è possibile che siano in atto patologie del fegato, dei reni, della tiroide, del sangue e del midollo. Altre cause da considerare sono le trasfusioni prolungate, eventuali dialisi, le malattie infiammatorie degenerative e le intossicazioni da piombo. In tutti questi casi è necessario intervenire quanto prima. Una situazione a parte è l’emocromatosi ereditaria, un disturbo genetico che può presentarsi in età sia adulta sia giovanile. Più rare sono patologie come la neoplasia e la porfiria.

Valori elevati del ferro: le conseguenze

Un dosaggio eccessivo di ferro nell’organismo può determinare sintomi diversi a seconda dell’entità del problema. Se la situazione è mediamente grave si riscontrano irritabilità, nervosismo, ansia, mancanza di forze, riduzione della libido negli uomini e un ciclo irregolare nelle donne. Nelle circostanze peggiori, invece, si può incorrere in insufficienza cardiaca o anomalie del muscolo del cuore, cirrosi epatica e in generale malattie del fegato, dolori alle articolazioni. Talvolta si verifica una ridotta produzione di insulina, il che porta all’insorgere del diabete. Si tratta, quindi, di una problematica che investe numerose aree del corpo. Un sovraccarico di ferro può avvenire anche durante la gravidanza e, in tal caso, è potenzialmente all’origine del diabete mellito gestazionale.

 

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