F1, Ferrari: Leclerc si ritira a Montecarlo

Dopo il ritiro a Montecarlo il monegasco cerca di rifarsi “ho dato il massimo e la delusione è tanta, difficoltà nei rettilinei”. Per quanto riguarda Sainz “con il nuovo team mi sono adattato bene svolgendo molto lavoro senza altri fattori”. Siamo in pieno campionato di Formula 1 e scommettere su piazzamenti e vittorie si può fare visitando 22betApp.it .

Leclerc si trova costretto a buttare dietro le spalle quello è successo a Monaco e a guardare avanti. A Baku dovrà togliersi l’amaro in bocca che il brutto week end gli ha lasciato ed affrontare con spirito diverso la gara.

Nella sua mente se ripensa a Montecarlo rivive l’altalena di emozioni positive e negative vissute, miglior tempo sabato, l’incidente, pole, ritiro. Quest’ultimo è stato causato da un problema del semiasse la domenica durante il giro di allineamento. Ora in Azerbaigian altra vita altra corsa.

Dichiarazioni del pilota in conferenza stampa

ho sempre cercato di dimenticare le situazioni negative ma le ho sempre sfruttate per migliorare. Ho dato il massimo e non mi rimprovero nulla ma ora devo pensare a Baku. A Monaco sabato sera, dopo l’incidente, abbiamo controllato tutto ed eravamo convinti di poter correre un’ottima gara.

Prima del tunnel durante l’allineamento ho avuto problemi con il posteriore ed ho capito che c’era un problema. Tutto il team è rimasto contento per il risultato di Carlos che ha eseguito una bella gara2.

Ricordi di Baku e primi punti in F1

I ricordi che il pilota ha risalgono al 2018 con la Sauber e se gli si chiede se Montecarlo e Baku sono simili lui risponde “Monaco è unica mentre qui abbiamo dei rettilinei non certo facili. I cittadini sono i miei preferiti e proprio qui in F1 ho ottenuto i miei primi punti.

Per quanto riguarda la macchina dichiara che il circuito dove può rendere bene come a Monaco è Singapore. Certo lì ci sono altri fattori che andranno attenzionati come l’umidità e il fatto che si corra di notte e per il momento non possiamo fare pronostici”.

La Ferrari nelle curve lente è andata veloce e per il pilota è un insieme di fattori che vanno dalla qualità del telaio all’aerodinamica ma ancora le idee non sono chiare.

Carlos Sainz adattamento al team Ferrari

Il pilota contento del risultato a Montecarlo ha intensione di continuare così. Secondo posto e primo podio della Ferrari quest’anno. A Baku lo spagnolo spera di continuare e di ottenere ottimi risultati considerando anche l’ottimo rapporto che si è instaurato con il team del Cavallino.

Intervistato sull’argomento del suo adattamento ha dichiarato “non c’è nessun segreto sto lavorando tanto perché c’è ancora da migliorare. Per quanto riguarda l’integrazione al team lo stare molto con gli ingegneri aiuta perché la F1 di oggi è molto complessa e bisogna dedicargli molto tempo”.

Le cose non sono di certo semplici quando si cambia auto “da McLaren a Ferrari mi è piaciuto molto ma meno bello è stato essere dietro al tuo compagno di squadra di 2-3 decimi. Appena arrivato non potevo sapere cosa aspettarmi ma non sono lontano dal mio compagno.

Ho cambiato diversi team e questo mi è stato sicuramente di aiuto anche se avevo tanti punti interrogativi da definire. L’adattamento ai team e alle macchine si imparano con anni di esperienza e circuiti diversi ma piano piano ci arriverò”.

Giocare a tennis, uno sport da giocare o da seguire

Dopo aver parlato del calcio e del basket vediamo un altro sport molto seguito e apprezzato in tutto il mondo. Parliamo del tennis dove non società, proprietari di impianti sportivi, città, quartieri, aziende di produzione dedicata alla sport non risparmiano energie e risorse per creare eventi e tornei.

A livello mondiale, europeo e nazionale ci sono tantissime competizioni importanti, vengono seguite anche dagli scommettitori (su siti italiani o esteri come 20bet). In questo articolo però non ci occupiamo della parte agonistica ma dello sport in quanto sport e vediamo tutti i benefici e le caratteristiche del tennis.

Il tennis, sport sicuro anche per il Covid grazie alle distanze

Il tennis, sport sicuro anche a tempi di Covid, si può giocare mantenendo le distanze. Le gaffe con le racchette sono uno scaccia noia incredibile che divertono tutti, grandi e piccini, come avviene in tutti i giochi con le racchette le risate non mancano mai.

 

Imparare a giocare a tennis richiede pazienza, agilità, attenzione e ascolto degli istruttori perché è uno sport individuale ma è anche di coppia, soprattutto in allenamento. Con il tennis si teme il famoso braccio da tennista, in realtà questo gioco allena tutto il corpo e stimola l’attenzione.

 

I piccoli giochi di palleggio al muro o a terra richiedono tantissima concentrazione un po’ come avviene quando si palleggia nel calcio o si tira al canestro, insomma un altro sport scaccia stress e pensieri.

 

Volete andare al mare magri, snelli, agili e con addominali da paura? Il tennis aiuta a mantenere la linea e rafforza molte parti del corpo, un’attività atletica completa dove si allena lo scatto e il movimento laterale veloce, quindi grande consapevolezza dello spazio.

 

L’attrezzatura e il vestiario, il tennis non è uno sport dove si improvvisa

Il tennis viene considerato uno sport per ricchi, richiede attrezzatura, scarpe e abbigliamento tecnico, sicuramente le grandi società di moda sportiva investono molto nei tessuti ma anche nei colori, nelle rifiniture e nelle racchette.

Sempre meglio chiedere all’istruttore con quale racchetta iniziare.

 

Attenzione se soffrite di mal di schiena o se avete muscoli che si infiammano, una partita potrebbe essere letale, quindi come per tutti gli sport sempre meglio chiedere consiglio a medico di base o medico sportivo, quest’ultimo vi aiuterà a trovare lo sport adatto a voi.

 

Se non potete praticare tennis, cercate la sua versione più piccola ma attenzione a non confondere mai il tennis con il ping pong altro sport che richiede molta agilità e abilità, i bambibi si divertono sempre un sacco.

 

Giocare a tennis, qualche consiglio dall’allenamento all’alimentazione

Per chi può praticare questo sport ecco alcuno consigli scritti da esperti. Si può giocare a tennis anche fino tre volte a settimana ma attenzione è importante arrivare a tante ore settimanali gradualmente.

Mai iniziare a giocare senza fare riscaldamento e mai concludere lezioni e partite senza esercizi di rilassamento muscolare.

Se non giocate di frequente oppure se tra una lezione e l’altra passa molto tempo sicuramente l’istruttore vi darà degli esercizi.

Per mantersi in allenamento è importante imparare a correre anche due volte a settimana se non tutti i giorni con i tempi e le caratteristiche di ognuno, imparare esercizi per addominal e braccia. Inoltre, ogni tanto allenatevi nei pallegghi con la racchetta.

Ricordate di seguire un’alimentazione sana tutti i giorni, ne trarrete davvero beneficio in questo sport, bevete spesso e soprattutto consumate tanta frutta fresca soprattutto dopo l’allenamento. Non rinunciate agli alimenti importanti come carne e anche i carboidrati, non dovete dire no ai dolci ma limitarne e mangiare quelli da cui potete trarre beneficio.

Superlega: Infantino contro ma no sanzioni

In un’intervista all’Equipe il presidente della Fifa boccia a nuovi progetti il piano della Superlega. Nell’intervista va contro Ceferin dicendo: “Un leader deve domandarsi perché siamo arrivati a questo”. Notizie ed approfondimenti sul sito betmaster.

Punizioni e Infantino

Contro il piano delle 12 va Infantino ma rimane restio ad effettuare eventuali sanzioni ai club. Nella dichiarazione rilasciata all’Equipe ha detto: “si fa presto a decidere che bisogna punire”. Con questa affermazione si ritrova in contrapposizione con Alexander Ceferin presidente dell’Uefa. Quest’ultimo in alcune affermazioni ha dichiarato di voler applicare delle penali alle squadre coinvolte.

Ad un certo punto dell’intervista fa una riflessione “Si dice che bisogna punire ma bisogna anche pensare alle conseguenze del gesto. Se si punisce un club ne fanno le spese anche i giocatori, allenatori e tifosi che non ne hanno colpa”.

Non nomina Ceferin ma l’allusione è palese “Un leader si deve porre una domanda importante ed è perché siamo arrivati a questo”. Da ora dobbiamo pensare a costruire un futuro insieme e quindi dobbiamo ascoltare tutti. Oltre a giocatori e allenatori sono da tenere in considerazione i tifosi che rappresentano il vero cuore del calcio”.

Infantino tiene aperta la porta alle nuove idee e nuovi progetti della Fifa. Non bisogna però dimenticarsi di portare rispetto alle istituzioni e mantenendo alti i valori. Non ci dimentichiamo che sono stati proprio questi valori a rendere questo sport il più popolare nel mondo.

Aleksander Ceferin

Ceferin torna a parlare della Superlega e per i 6 club inglesi utilizza toni pacati: “dobbiamo trattarli con più indulgenza perché sono stati i primi a modificare le loro idee”. Parole diverse ma soprattutto toni diversi sono stati utilizzati nei confronti del Barcellona, Juventus e Real Madrid. “terrapiattisti che ancora pensano che esista la Super League”.

Questi club potrebbero correre il rischio di essere espulsi dalle gare europee della prossima stagione. Sempre dalla sua bocca un’altra dichiarazione “Questi 12 club si dividono in tre gruppi, i sei inglesi che per primi sono usciti, e subito Atletico Madrid, Milan e Inter. Poi abbiamo un ultimo gruppo che ancora crede che la terra sia piatta e che la Super League esista”.

Tra questi gruppi c’è un’enorme differenza ma tutti verranno ritenuti responsabili. Vedremo poi in quale maniera ma non sto parlando di provvedimenti disciplinari. Ognuno deve prendersi le sue responsabilità e saranno sicuramente diverse tra loro.

Per quanto riguarda la decisione del comitato esecutivo ancora è troppo presto per definire la cosa.

F1, Roland Ratzenberger

Pilota tragicamente deceduto a Imola in un maledetto fine settimana del 1994. Il pilota è arrivato da solo in F1 impegnandosi con tanta dedizione e tanto sacrificio. Roland non era un campionissimo ma comunque è stato un esempio per molti. Visitando il sito https://www.bet2u.info/  altre importanti notizie.

La voglia di essere tra i piloti di F1 lo ha portato a superare le difficoltà economiche che può avere un uomo che si addentra in questo mondo. Ratzenberger merita un pensiero particolare perché l’amore per le corse lo aveva portato a fare di questo amore la sua ragione di vita.

Il suo debutto in F1 è stato il coronamento del suo sogno e il premio peer tutte le rinunce sopportate. Guidava una macchina Simtek modesta ma per lui non era importante, l’importante era stare li perché lui si era meritato quel posto.

Roland Ratzenberger

Nato a Salisburgo nel 1960 sin da bambino appassionato di gare automobilistiche. Già da ragazzo aveva iniziato a correre in campionati locali di F.Ford e tra l’83 e l’85 ebbe anche delle belle vittorie.

Partecipò al prestigioso Brands Hatch Formula Ford Festival in Gran Bretagna ed arrivò secondo nel 1985 e 1 l’anno dopo. Questo però non bastava per riuscire ad entrare nel mondo che conta e quindi passò alla F3 inglese. Qui ottenne dei buoni risultati ma ancora niente da fare per la F1. Nessuna scuderia era interessata a lui e nessuno vedeva in lui il talento.

Dopo aver fatto altre esperienze negli anni ’90 provò con il campionato di Formule Nippon in Giappone. Qui ottenne qualche vincita e suscitò l’attenzione del pubblico e dei media. Nel ’92 tornò in F3 europea ma visti gli scarsi mezzi tecnici i piazzamenti subivano un andamento altalenante.

La svolta ci fu nel ’94 quando la scuderia Simtek neonata gli offrì la possibilità di debuttare in F1. Nel primo gran premio non riuscì a qualificarsi. Poi ci fu il Giappone e qui riuscì ad arrivare undicesimo. Dopo qualche settimana ci fu il Gran Premio di San Marino a Imola e qui avvenne la sua tragica fine.

Imola 1994

Durante la seconda sessione di prove ufficiali del sabato Roland compì un errore alla chicane ed uscì leggermente di pista. La cosa importante è che non si accorse di aver danneggiato l’ala anteriore. Il pilota pensò che la macchina non avesse subito danni e continuò la sua corsa.

Nel giro successivo, mentre percorreva a 300 km/h la curva Villeneuve, a causa della rottura dell’alettone si schiantò all’esterno della curva. Subì ben 6 testacoda e si schiantò contro il muro di contenimento. Da subito le sue situazioni apparvero critiche. Appena la macchina si fermò, la testa di Roland era appoggiata alla macchina in maniera innaturale.

Solo all’ospedale Maggiore di Bologna venne dichiarato il decesso del pilota per frattura alla base del cranio. L’autopsia effettuata su di lui fece sapere che era già morto sul colpo all’interno della sua auto. Con questo espediente la F1 riuscì a terminare la gara e non perdere il business.

Solo all’ospedale Maggiore di Bologna venne dichiarato il decesso del pilota per frattura alla base del cranio. L’autopsia effettuata su di lui fece sapere che era già morto sul colpo all’interno della sua auto. Con questo espediente la F1 riuscì a terminare la gara e non perdere il business.

Rugby, Enrico Mantovani eletto dalla Liguria

Il Comitato Ligure di rugby elegge alla guida l’ex presidente della Sampdoria. “il mondo del pallone può insegnarci molto e di può avere una collaborazione anche dalle due Nazionali femminili”. Consultate il sito 22bet-italia.eu.

Enrico Mantovani è stato alla guida della Sampdoria dal 1993 al 2000 ed è stato eletto presidente del Comitato ligure di Rugby. In famiglia già il padre Paolo aveva fatto la storia del club blucerchiato portando la squadra allo scudetto.

L’elezione ha suscitato scalpore in quanto il nome di Enrico è stato votato all’unanimità in un comitato piccolo e da sempre diviso. Il 58enne imprenditore scherza dicendo: ”Siamo un Paese feudale e in Liguria il rugby lo è sempre stato particolarmente. Cerchiamo di sfruttare la testardaggine per raggiungere obiettivi comuni”.

L’ingresso nel mondo ovale di una personalità così grande supererà di sicuro i club presenti tra Ventimiglia e La Spezia. Marco Bollesan, colui che rappresenta l’incarnazione del rugby in Italia per decenni, era genovese non mancano di sicuro in massima serie giocatori liguri.

Abbiamo Tommaso Castello capitano delle zebre, Pierre Bruno ala dei bianconeri, Zini Luca e Leveratto Gabriele.

Infranta la promessa

A noi abituati a collegare il nume di Mantovani al calcio sorge spontanea una domanda: ma lui cosa c’entra con il rugby? A detta dei più esperti c’entra ed anche molto. A 15 anni mentre era in collegio in Svizzera si innamorò di questo sport.

Per tanti anni non ha giocato ma da dieci anni è tornato a giocare. Ha giocato con gli “Old” del Cus Genova, i Cavalieri di San Giorgio. “Volevo essere uno dei 15 in campo o almeno uno dei 40 che la sera si allenavano. Niente di più ha dichiarato dopo la sua elezione. Volevo evitare qualsiasi ruolo di dirigenza. Ci sono riuscito per dieci anni ma all’undicesimo sono arrivato qui. Questa mia scelta è stata anche decisa dopo l’elezione di Marzio Innocenti come nuovo presidente federale”.

Rugby e pallone

L’esperienza di Mantovani in ambito calcistico può dare un grande aiuto. Innocenti vuole rafforzare i rapporti con il mondo del calcio. Contrapposizione dei due sport da una quindicina di anni. Questo da quando il rugby italiano è riuscito a riempire il Flaminio e l’Olimpico.

In questa contrapposizione troviamo da un lato i valori mentre dall’altro la corruzione. Scontri negli stadi, mancanza di rispetto sia per l’arbitro che per gli avversari. “se non ci riesco io ad aprire un varco in questo dialogo… afferma Mantovani, la mia famiglia ha vissuto il calcio per 30 anni. Ludovica mia sorella è presidente della divisione femminile della Figc. Il calcio è il primo sport italiano da secoli e non può essere contrastato. Dal calcio abbiamo tutto da imparare sia come organizzazione che come struttura. Di contro il rugby con i suoi valori ti insegna cose belle ed utili nella vita.”

Superleghe

Altro punto da non sottovalutare è la creazione e la gestione dei club di alto livello. Una proposta di Innocenti è quella di far diventare il campionato italiano in una “superlega”. Questo poco prima che Milan, Inter e Juve facessero diventare questo termine il trend topic sui social.

I giocatori più forti della Serie A nel 2021

Dopo aver parlato del calcio come sport da praticare parliamo di Serie A e dei giocatori più forti di questi due anni ma in particolare del 2021.

Iniziamo da Cristiano Ronaldo

Quest’anno di Covid vede protagonisti cinque fuoriclasse, iniziando da Cristiano Ronaldo, CR7 che compete con Messi il titolo di miglior calciatore o marcatore del mondo o dell’Europa, quesito che interessa anche i bookmaker come 1bet con grafica specializzata sulle scommesse a schema asiatico.

Il suo ruolo è così importante nella Juventus da determinare il futuro bianconero di Pirlo. Prima dello scontro con il Napoli, una partita nuovamente in forse per voci di positività tra i bianconeri, si parla della sostituzione dell’allenatore con Massimiliano Allegri. Sport Mediaset scrive “ritorno che, stando a Don Balon, avrebbe già inraccato anche il via libera di Cristiano Ronaldo.” Il giocatore ex Real Madrid costa molto alla Juventus, dall’acquisto al mantenimento del contratto firmato per arrivare vincenti ai prossimi europei. Si ha più fiducia di Cr7 che di Pirlo?

Romelu Lukaku, secondo giocatore nel Club dei 7

Romelu Lukaku dell’Inter ha realizzato ben 20 reti, è il secondo giocatore migliore della Serie A e dell’Inter ad un passo dallo scudetto ma con ancora il fiato sul collo del Milan. L’ultima rete segnata dal belga è contro il Bologna e per il secondo anno successivo è nella top ten dei migliori calciatori. Fcinter1908 ha dedicato un articolo dedicato a sette calciatori neroazzurri che hanno fatto la storia della squadra e del calcio italiano.

Il buon anno dell’Atalanta, parliamo di Luis Muriel e Gasperini

Il 2020 è l’anno migliore dell’Atalanta, tra i primi in classifica in area europeo, con Luis Muriel tra i migliori calciatori grazie a 18 reti e anche l’allenatore dell’anno Gian Piero Gasperini premiato durante il Gran Galà del calcio. Peccato il malessere alla schiena nella partica contro la Fiorentina, la sua ex squadra che è andato a salutare poco prima della partita. Muriel ha iniziato a giocare con l’Atlético Junior, la prima squadra di club è stato il Deportivo Cal e poil il Granada, in Italia è entrato con il Lecce tra il 2011 il 2012. Centroavanti ambidestro dotato di tecnico e velocità, ha problemi di peso che sembra limitino il potenziale atletico, tuttavia è al terzo posto con 18 reti.

Simeon Tochukwu Nwako

L’ultima squadra di campionato ha anche il quarto calciatore migliore della Serie 2020, ha realizzato 15 reti come Zlatan Ibrahimovic all’ultimo posto. Simy nasce in Nigeria a Onitsha, oltre ad essere il migliore attaccante del Crotone (squadra in fascia di recessione dalla Serie A), è primo giocatore africano nel campionato professionistico italiano. Simy si è fatto notare nella Serie B del 2019/2020 e finora ha realizzato 61 reti dalla Serie A alla Coppa Italia

Zlatan Ibrahimovic, da poco il rinnovo rossonero

Zlatan Ibrahimovic mantiene il quinto posto tra primi giocatori di Serie A, quelli che hanno fatto più gol. Il fuoriclasse svedese a ottobre compirà 40 anni, festeggerà con la famiglia anche la firma del nuovo contratto. Ciò conferma una presenza importante tra i rossoneri guidati da Stefano Pioli, nessuna delusione sull’allenatore a differenza della Juventus. Nonostante il numero di vittore d record, per Milan non è stato un anno facile tra assenze che hanno determinato la perdita del primo posto e anche degli europei. Ha inciso anche il nervosismo a pelle? Oltre alla vicenda di Zlatan contro Lukaku ci sono state diverse espulsioni durante l’anno. Il giocatore svedese costerà al Milan 6,5 milioni di euro più bonus, punta alla Champions con maglia rossonera.

Imparare a tirare a canestro: benefici tanti ma attenzione!

Nel 1891 un insegnante di educazione fisica canadese, James Naismith, inventò un gioco a Springfield, città degli Stati Uniti d’America. James Naismith inventò un gioco di squadra dalle mille qualità ma anche molto difficile che piacque subito agli americani e anche agli europei. Tirare la palla dentro un cerchio e magari tra squadre non era del tutto una novità, gli archeologi direbbero che già lo facevano Maya, Aztechi e Incas ma il tiro dentro un canestro divenne attività divertente molto praticata anche dalle donne.

La foto dell’inventore del gioco che chiede a una donna anziana di provare a tirare una palla dentro una “basket” di legno è immagine storica. Il nostro articolo si concentra sui benefici di questo sport ma anche su alcune note critiche da conoscere per evitare di farsi male.

Tutti i benefici possibili e immaginabili del gioco del Basket

Quando abbiamo scritto del calcio abbiamo detto che il controllo della palla produce un effetto di concentrazione e meditazione importante, la mente si calma e si allena ad un’abilità. Ciò che avviene per il calcio nel basket viene raddoppiato e non c’è bisogno di fare salti altissimi per tirare una palla verso il canestro.

Quindi, un esercizio base divertente, alla portata di tutti, anche se la palla è abbastanza pesante quindi le braccia devono essere ben preparate, chiariremo questo aspetto parlando anche delle controindicazioni. C’è chi senza l’intenzione di voler giocare per forza in squadra si concentra sul palleggio e qualche tiro, chi simula dei passaggi e aggiunge dei salti mentre tira al canestro. Ecco quindi nove punti positivi per chi pratica questo sport anche qualche volta a settimana o al mese.

1) Se ti alleni in palestra o se giocano i più piccoli seguiti da allenatori e medici sportivi ti verrà sfatato un mito popolare: giocare a basket fa allungare le ossa e aumenta automaticamente l’altezza. No, non è così ed è spiegato da numerosi medici e scienziati, spiegheranno come funziona la produzione di GH, l’ormone della crescita.

2) Giocare a basket è un’attività fisica completa: aerobica, anaerobica, mentale e sociale. Già stare all’aria aperta a palleggiare fa bene!

3) Vengono sollecitati i muscoli di tutto il corpo: gambe corrono e saltano, braccia devono controllare e coordinare il pallone.

4) Si sviluppano riflessi e coordinazione corpo mente, si prendono decisioni all’ultimo minuto o in tempi brevi proprio come succede nel campo.

5) Un allenamento sociale importantissimo per bambini, ragazzi ma anche adulti: si impara lo spirito di gruppo, il senso dei ruoli, si socializza, si impara a prendere consapevolezza di successi ed errori, di vincite e sconfitte.

6) La pallacanestro come abbiamo detto si può giocare all’aria aperta, il semplice palleggio della palla e il tiro nel canestro distrae la mente dai problemi quotidiani, rilassa il pensiero e il corpo, produce adrenalina positiva ogni volta che si centra il canestro.

7) Si apprendono esercizi di riscaldamento e defaticamento importantissimi per preparare e rilassare la muscolatura dopo allenamento e partite.

8) Si migliora la reistenza, la capacità di recupero, le capacità cardio circolatorie.

9) Si apprendono le basi di un gioco di squadra seguitissimo in tutto il mondo quanto il calcio, lo abbiamo scoperto anche nel betting Analizzando il bonus di 1bet Italia e le quote dedicate anche alle partite di pallacanestro.

10) La Pallacanestro è lo sport di squadra più insegnato nelle scuole dopo la pallavolo, il calcio e anche il tennis ed è anche quello più scelto per bambini e bambine, adolescenti. Possono giocare anche le persone basse a Basket, il playmaker è uno dei ruoli che predilige la statura media o bassa, gli altri sono la Guardia tiratrice, l’ala piccola, l’ala grande e il Pivot al centro per la difesa.

Chi può praticare questo sport? Controindicazione per qualcuno

Il Basket se è vero che ha tante qualità è anche uno sport complesso che in alcuni casi non si può praticare per tanto tempo e soprattutto da adulto. Ad esempio è controindicato per chi ha patologie articolari, problemi alle ginocchia o alle caviglie, anche quando sono sane bisogna tenere conto che sono sollecitate quanto la schiena. Prima di praticare questo sport come per tutte le attività fisiche è meglio chiedere il parere di un medico sportivo. Il Basket non è per chi non ama e non è predisposto agli sport di contatto che richiedono la capacità di accettare e soprattutto saper sopportare le marcature in campo per prendere, difendere e controllare la palla. Da considerare anche che la palla da canestro è molto pesante e rigida, può creare se presa male o lanciata male dolori o anche danni ai polsi e alle mani.