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::Le allergie alimentari::
Le allergie rappresentano un’entità clinica molto ben studiata, sui cui meccanismi immunologici vi è un’ampia letteratura scientifica. In questa sede, tuttavia, verranno del tutto tralasciati gli aspetti legati alla fisiopatologia del sistema immunitario in relazione al fenomeno delle allergie, così come non verranno trattati se non in modo marginale gli aspetti clinici e terapeutici. L’obiettivo primario di questa rassegna è quello di accennare ai meccanismi ed agli aspetti diagnostici delle allergie agli alimenti.
Va innanzitutto detto che, per l’oggettiva difficoltà di effettuare una diagnosi utilizzando test di laboratorio e per l’effettiva natura talora sfuggente dei sintomi, è necessario, in primo luogo, individuare i soggetti con sospetta allergia alimentare su base clinica e cioè sulla base dei sintomi che essi riferiscono. I sintomi delle allergie alimentari possono essere di tipo gastrointestinale (ipersensibilità immediata, crampi, nausea, vomito, colica addominale, reflusso gastroesofageo, colite, proctite, enteropatia eosinofila) di tipo cutaneo (orticaria, angioedema, dermatite atopica, rash cutanei da contatto, dermatite erpetiforme), generalizzati (anafilassi sistemica o indotta da esercizio fisico). Non è infrequente riscontrare una familiarità, con uno o più parenti affetti da varie forme di allergia, anche non necessariamente alimentare. Naturalmente vanno escluse tutte le altre cause che possono determinare i sintomi sopra descritti, come le intolleranze alimentari ed altre patologie come l’ernia iatale, l’ulcera peptica, la stenosi del piloro, varie forme tumorali, l’insufficienza pancreatica. Se si sospetta quindi un’allergia alimentare è possibile intraprendere il percorso utile a diagnosticare quale sia l’alimento che provoca l’allergia.
Le allergie alimentari, come gli altri tipi di allergia, possono essere evocate da uno dei quattro classici meccanismi immunologici: reazione di tipo I, di tipo II, di tipo III e di tipo IV. Di questi meccanismi solo il primo riconosce un coinvolgimento di anticorpi della classe IgE [leggi tutto]
Il test di provocazione orale (anche detto “challenge”) rappresenta la seconda e decisiva fase per la diagnosi di un’allergia alimentare. Naturalmente nel caso si sospetti una reazione allergica che può sfociare in anafilassi questa fase deve essere eseguita dietro stretto controllo medico... [leggi tutto]
I test di laboratorio per la determinazione delle allergie IgE mediate sono SPT (Skin Prick Test) e RAST (Radio Allergo Sorbent Test) o equivalenti.
Skin Prick Test. Questo test consiste nel mettere a contatto una serie di estratti di alimenti con la pelle del paziente ed osservare l’eventuale reazione (pomfo). Bisogna innanzitutto dire che la serie di estratti presenti nei test in commercio... [leggi tutto]
RAST o equivalenti. La ricerca di anticorpi IgE specifici per un determinato alimento può essere effettuato direttamente sul sangue del paziente. A seconda delle varie tecniche di ricerca il test può essere chiamato RAST (Radio Allergo Sorbent Test) o ELISA (Enzyme Linked Immuno Sorbent Assay). La sensibilità analitica ed il valore predittivo negativo di questi test... [leggi tutto]
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per citare questa rassegna:
Buonsanti G. (2008) Le allergie e le intolleranze alimentari, [http://www.biomedit.it/speciali/reazioniavverse]
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