Conclusioni
Omeostasi energetica
La ricerca scientifica, forte di un potente supporto tecnologico e capace in questi ultimi decenni di comprendere nell’intimo dettaglio il funzionamento di innumerevoli meccanismi molecolari alla base della fisiologia di sistemi ed apparati complessi dell’organismo umano, comincia solo ora a levare i primi veli dal meccanismo che regola l’omeostasi energetica del nostro corpo.
I primi passi lasciano immaginare un sistema estremamente complesso, di una complessità che riassume probabilmente il risultato stesso dell’intero processo evolutivo umano frutto di oltre 4 milioni di anni di pressione selettiva.
La grande complessità del sistema di regolazione energetica nel nostro corpo da un lato ha stimolato i ricercatori a trovare conferme sperimentali ai modelli biologici teorizzati in laboratorio, dall’altro lascia immaginare che la comprensione definitiva del sistema è ancora piuttosto lontana nel tempo.
La corsa al farmaco
La spinta alla scoperta dei sistemi che regolano il metabolismo nell’uomo è grande ed è finalizzata sostanzialmente alla messa a punto di strumenti di diagnosi e soprattutto di terapia per l’obesità, condizione che sempre di più appare come causa scatenante della pletora di patologie che caratterizzano la sindrome metabolica. Queste condizioni hanno un grande costo sociale in termini di sanità pubblica, considerando la spesa sostenuta per curare pazienti affetti da diabete, da cardiopatie e da molte forme di tumore che sembrano essere legate all’obesità. Lo stimolo alla ricerca di soluzioni terapeutiche proviene quindi sia dall’ambito pubblico (con l’obiettivo di ridurre la spesa sanitaria) che dall’ambito privato (con l’obiettivo di brevettare farmaci che avrebbero una diffusione planetaria). Questa “corsa” alla ricerca della soluzione farmacologica ha i suoi aspetti positivi (qualora si dovesse trovare in effetti una molecola in grado di curare l’obesità si migliorerebbe la salute di milioni di persone) e negativi, questi ultimi collegati al rischio che molti individui obesi possano affidarsi a farmaci immessi sul mercato utilizzando strategie commerciali aggressive ma non validati dalla comunità scientifica.
Lo stile di vita
In questo scenario è utile mantenere la dovuta cautela, intervenendo con ampi programmi pubblici finalizzati al cambiamento dello stile di vita che al momento è l’unica strategia che si è dimostrata scientificamente efficace nella terapia dell’obesità e della sindrome metabolica. Programmi che richiedono tuttavia l’investimento di ingenti risorse economiche oggi per ottenere benefici tra 20-30 anni: si tratta quindi di investimenti che solo le classi politiche più evolute e lungimiranti saranno in grado di programmare.
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per citare questa rassegna:
Buonsanti G. (2008) Obesità: un'epidemia silenziosa, [http://www.biomedit.it/speciali/obesita]
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