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::L'alimentazione e la prevenzione del diabete::
Sebbene sia dimostrata una componente genetica in grado di determinare una suscettibilità all'insorgenza del diabete di tipo 2, l'andamento epidemico di tale patologia riflette sostanzialmente il cambiamento nello stile di vita che si osserva negli ultimi decenni. Tale cambiamento di stile di vita, rappresentato dalla riduzione dell'attività motoria e dalle scorrette abitudini alimentari è strettamente legato all'insorgenza di obesità, che a sua volta rappresenta il principale fattore di rischio per il diabete di tipo 2, sia nei soggetti geneticamente predisposti che in quelli non predisposti.
Diversi studi hanno dimostrato l'efficacia di trattamenti finalizzati alla riduzione del peso corporeo in eccesso nel ridurre il rischio di insorgenza del diabete di tipo 2. E' stato anche dimostrato che programmi che agiscono sia sulla riduzione dell'apporto calorico sia sull'incremento dell'attività fisica garantiscono un calo ponderale più duraturo nel tempo e, di conseguenza, una effettiva e permanente diminuzione del rischio. Anche la riduzione del consumo di grassi saturi ed un adeguato apporto di fibra determinano abbassamento del rischio di diabete, a prescindere dalle calorie totali ingerite. Il rischio di diabete di tipo 2 non sembra aumentato nei soggetti che consumano moderate quantità di vino; in alcuni studi se ne dimostra al contrario un effetto positivo sul miglioramento della sensibilità all'insulina.
Per quanto riguarda invece la prevenzione del diabete di tipo 1 non vi sono raccomandazioni nutrizionali, tranne quella di allattare al seno il bambino con un potenziale rischio genetico.
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Alcune definizioni utili:
diabete di tipo 1: è il diabete insulino-dipendente, solitamente insorge in età giovanile in soggetti con una predisposizione genetica. La base della malattia è rappresentata dall'incapacità del pancreas di produrre l'insulina.
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diabete di tipo 2: è il diabete insulino-resistente, solitamente insorge in età adulta in soggetti in sovrappeso. E' documentata l'insorgenza sulla base di una predisposizione genetica, ma i fattori scatenanti sono spesso ambientali (obesità). Anche i giovani possono risultarne affetti, soprattutto se obesi. Nel diabete di tipo 2 l'insulina viene prodotta ma risultano alterati i meccanismi molecolari che ne determinano il funzionamento. La terapia, quando necessaria, si basa sull'uso degli ipoglicemizzanti orali, anche se in una certa percentuale di soggetti può essere ritenuto opportuno il ricorso all'insulina.
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grassi: per grassi saturi si intendono quelli tipicamente di origine animale (burro, grasso della carne, dei salumi, dei formaggi); per grassi monoinsaturi si intende ad esempio l'olio di oliva; per grassi poliinsaturi si intendono gli olii di pesce, come ad esempio gli omega-3. I fitosteroli sono invece steroli di origine vegetale.
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colesterolo: il colesterolo è prodotto in larga misura dall'organismo ed in piccola parte ingerito con l'alimentazione; eccessi di colesterolo sono associati all'insorgenza di malattie cardiovascolari. Il colesterolo HDL (High Density Lipoprotein), comunemente indicato come “colesterolo buono”, svolge un ruolo protettivo nei confronti dei vasi: livelli elevati determinano un abbassamento del rischio cardiovascolare. Il colesterolo LDL (Low Density Lipoprotein), comunemente indicato come “colesterolo cattivo” svolge invece un ruolo opposto a quello del colesterolo HDL, per cui elevati livelli determinano un incremento del rischio cardiovascolare.
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saccarosio: è il dolcificante comunemente chiamato “zucchero”
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per citare questa rassegna:
Buonsanti G. (2009) Alimentazione e diabete, [http://www.biomedit.it/speciali/alimentazionediabete] |