Notizie dal mondo della ricerca | indice | e-alerts |


Nuove prospettive nella diagnosi e nella terapia della preeclampsia.

La preeclampsia è una complicanza che si manifesta con ipertensione e comparsa di albumina nelle urine nel 5% delle donne gravide, soprattutto primipare ed in particolare in quelle con precedente ipertensione o altre forme di affezioni circolatorie. La preeclampsia si manifesta generalmente intorno alla 20a settimana di gravidanza e resta stazionaria per un certo periodo di tempo per poi evolversi, in un caso su 200 circa di pazienti con preeclamsia, in eclampsia, la forma grave caratterizzata da crisi epilettiche che può avere un esito fatale per la gestante.

Le caratteristiche cliniche della preeclampsia sono date dall'ipertensione, dalla presenza di elevate quantità di proteine nelle urine (elevata proteinuria, a sua volta segno di una sofferenza renale), e rischio di distacco della placenta. Negli stati avanzati i sintomi includono emorragie cerebrali, insufficienza renale, e la cosiddetta sindrome HELLP (hemolysis, elevated liver enzymes and low platelets) caratterizzata da rottura dei globuli rossi, incremento delle transaminasi e delle piastrine. Ad oggi non si conoscono rimedi per la preeclampsia e ciò riflette in definitiva la scarsa conoscenza delle cause di questa malattia.

Diversi studi sperimentali hanno mostrato che donne gravide affette da preeclampsia mostrano elevati livelli di autoanticorpi (chiamati AT1-AAs) che legano ed attivano il recettore 1a dell'angiotensina II. Il legame dell'angiotensina al suo recettore, come è noto già da tempo, svolge un ruolo positivo nello sviluppo di ipertensione ed in generale di difetti della circolazione sanguigna (gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina sono da tempo utilizzati nella terapia di affezioni cardiocircolatorie).

Un gruppo di ricercatori del dipartimento di Biochimica e Bologia Molecolare dell'Università del Texas pubblica su Nature Genetics i risultati di una studio sperimentale che getta una solida base nella comprensione e nella terapia della preeclampsia. I ricercatori hanno osservato la comparsa in cavie gravide di tutti i sintomi della preeclampsia (ipertensione, proteinuria, sofferenza renale, anomalie della placenta) nelle quali era stata somministrata una miscela di anticorpi totali della classe IgG prelevati da donne gravide con preeclampsia e dopo somministrazione di una soluzione di anticorpi AT1-AAs purificati. Questa prima fase della sperimentazione conferma in modo definitivo che la presenza di anticorpi AT1-AAs osservata nelle gravide affette da preeclampsia rappresenta effettivamente la causa della preeclampsia stessa.

In una seconda fase sperimentale gli autori hanno osservato che tutti i segni clinici della preeclampsia possono essere contrastati attraverso la contemporanea iniezione di losartan, una molecola antagonista del recettore 1a dell'angiotensina II, oltre che da un anticorpo in grado di inibire gli anticorpi AT1-AAs.

Questi studi indicano quindi che la preeclamsia è una malattia causata dalla presenza di autoanticorpi AT1-AAs il cui ruolo è quello di attivare il recettore per l'angiotensina II e che l'inibizione di tali autoanticorpi contrasta nell'animale da esperimento i segni della malattia. Si aprono quindi nuove prospettive nella diagnosi e nella terapia della preeclampsia.

 

Bibliografia:
Zhou C.C. et al Angiotensin receptor agonistic autoantibodies induce pre-eclampsia in pregnant mice. Nat Genet 14; 885-862, 2008.


per citare questo articolo:
Buonsanti G. Nuove prospettive nella diagnosi e nella terapia della preeclampsia.
[http://www.biomedit.it/rivista/2008-08-08.asp]

Vuoi essere sempre aggiornato sui nuovi contributi pubblicati su biomedit.it? Iscriviti alla newsletter

Data di pubblicazione: 08/08/2008