Effetti della terapia ipoglicemizzante intensiva. 
Il diabete di tipo 2, come è noto, è associato ad un incremento del rischio di problemi cardiovascolari, cecità, insufficienza renale, amputazioni, fratture, sindromi depressive ed in generale ad un'aumentata mortalità. L'emoglobina glicosilata (che viene misurata tramite un semplice prelievo di sangue e fornisce indicazioni sullo status della glicemia negli ultimi 2-3 mesi) rappresenta un utile marcatore per studiare l'andamento della malattia nei soggetti diabetici, oltre che per monitorare e modulare la terapia con agenti ipoglicemizzanti. Ad esempio, è noto che un incremento dell'1% del valore dell'emoglobina glicosilata corrisponde ad un incremento del rischio di malattie cardiovascolari del 18% e del 37% di retinopatie o insufficienza renale.
Questo tipo di associazione marcata tra livelli di emoglobina glicosilata ed eventi cardiovascolari ha suggerito ad alcuni autori che una terapia intensiva di abbassamento dei livelli di glicemia con conseguente sensibile abbassamento dell'emoglobina glicosilata potesse associarsi ad un altrettanto sensibile calo del rischio cardiovascolare. Al fine di valutare questa ipotesi il gruppo collaborativo ACCORD (The Action to Control Cardiovascular Risk in Diabetes Study Group) ha studiato una larga casistica composta da più di 10.000 soggetti diabetici con una media di emoglobina glicosilata di 8.2%.
I pazienti sono stati suddivisi in due classi, quella della terapia intensiva (con livelli di emoglobina glicosilata al di sotto del 6%) e quella della terapia normale (con livelli di emoglobina glicosilata compresi tra 7,0 e 7,9%). Ad un anno dall'inizio dell'osservazione la media dell'emoglobina glicosilata era di 6,4% nel gruppo della terapia intensiva e 7,5% nel gruppo della terapia normale. Nel primo gruppo si sono osservati 352 eventi cardiovascolari, nel secondo 371 (associazione statisticamente non significativa). Nello stesso periodo 257 pazienti del gruppo della terapia intensiva sono deceduti, contro i 203 pazienti morti nel gruppo della terapia normale.
I risultati di questo studio collaborativo internazionale, che ha studiato un'ampia casistica di soggetti, indica che un trattamento ipoglicemizzante intensivo quantificabile in un abbassamento dell'emoglobina glicosilata al di sotto del 6% non riduce il rischio cardiovascolare nei pazienti diabetici ma, al contrario, ne incrementa il rischio di mortalità.
Bibliografia:
The ACCORD Study Group Effects of Intensive Glucose Lowering in Type 2 Diabetes. New Engl J Med June 6, 2008.
per citare questo articolo:
Buonsanti G.
Effetti della terapia ipoglicemizzante intensiva.
[http://www.biomedit.it/rivista/2008-06-09.asp]
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