Obesità addominale e diabete di tipo 2. 
L'incidenza del diabete di tipo 2, come è noto, è in forte aumento in questi ultime decadi; particolarmente preoccupante è il sempre maggiore riscontro di questa condizione in soggetti giovani e perfino in bambini.
Emerge dagli studi molecolari che l'insorgenza del diabete di tipo 2 è legata ad una predisposizione genetica (multifattoriale) oltre che da fattori ambientali quali l'obesità. Diversi studi indicano una correlazione positiva tra obesità addominale ed insulino-resistenza, l'alterazione del meccanismo molecolare che governa l'omeostasi del glucosio e che si traduce in diabete di tipo 2.
Sono stati proposti modelli molecolari che legano l'obesità addominale all'insulino-resistenza: è noto ad esempio che gli adipociti addominali sono resistenti all'azione anti-lipolitica dell'insulina; di conseguenza immettono in circolo elevate quantità di acidi grassi liberi. L'immissione avviene a livello portale direttamente nel fegato, il quale interpreta la presenza di acidi grassi liberi come un segnale di scarsità energetica ed avvia la produzione di glucosio attraverso la via biochimica della gluconeogenesi. L'accumulo di elevate quantità di glucosio determina un sovraccarico di produzione di insulina; la persistenza del tempo di questo stimolo può causare in definitiva insulino-resistenza e diabete di tipo 2.
Uno studio condotto da Bray e collaboratori e pubblicato sull'America Journal of Clinical Nutrition si pone come obiettivo quello di dimostrare se l'obesità addominale possa essere utilizzata come parametro predittivo di insorgenza del diabete di tipo 2. I ricercatori hanno studiato 1106 soggetti con una media di BMI di 32 negli uomini e 33 nelle donne. In primo luogo gli autori hanno dimostrato che il trattamento con farmaci ipoglicemizzanti orali (metformina) ma ancor meglio il cambiamento nelle abitudini alimentari e nello stile di vita risultano efficaci nel contrastare lo sviluppo del diabete di tipo 2 nei soggetti analizzati. I ricercatori hanno quindi osservato che l'accumulo preferenziale del grasso nella zona addominale è associata ad un maggiore rischio di sviluppo del diabete di tipo 2.
Analizzando separatamente gli individui di entrambi i sessi si è osservato che l'obesità addominale è un parametro predittivo di diabete di tipo 2 preferenzialmente nell'uomo, mentre nella donna la localizzazione dell'adipe in eccesso sembra meno rilevante rispetto all'incremento di peso in generale.
Lo studio, confermando quanto già messo in luce in diverse altre ricerche, indica che l'obesità addominale, soprattutto nei soggetti di sesso maschile, è predittiva dell'insorgenza di diabete di tipo 2 e che sensibili cambiamenti nello stile di vita determinano una reversione di tale rischio.
Bibliografia:
Bray G.A. et al. Relation of central adiposity and body mass index to the development
of diabetes in the Diabetes Prevention Program. Am J Clin Nutr 2008; 87(1212-1218).
per citare questo articolo:
Buonsanti G.
Obesità addominale e diabete di tipo 2.
[http://www.biomedit.it/rivista/2008-05-29.asp]
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