La menina: un possibile bersaglio per la cura del diabete gestazionale. 
Il diabete gestazionale è una delle complicanze che possono caratterizzare la gravidanza; si tratta di una ridotta capacità del pancreas di produrre sufficienti quantità di un ormone che regola il metabolismo degli zuccheri, l’insulina, o incapacità dei tessuti di utilizzare l’insulina presente (condizione nota come insulino-resistenza). Gli zuccheri, come il glucosio, non penetrano più nelle cellule e se ne riscontra quindi un eccesso nel sangue (elevata glicemia); tale eccesso, durante la gravidanza, viene anche trasferito al feto, che rischia quindi di accrescersi troppo ed in modo non armonico (ad esempio si ha una maggiore crescita del tessuto adiposo). Nella maggior parte dei casi in cui si instaura il diabete gestazionale, la condizione scompare nella donna dopo il parto, ma si osserva un aumento del rischio di sviluppare il diabete negli anni successivi alla gravidanza.
La sensibilità all’azione dell’insulina (e, di contro, l’insulino-resistenza) è una condizione che subisce oscillazioni fisiologiche adattandosi al variare delle condizioni e degli stili di vita: un aumento della sensibilità all’insulina si riscontra ad esempio durante periodi di attività fisica. Al contrario l’insulino-resistenza si riscontra normalmente durante la pubertà, negli individui anziani e durante la gravidanza.
Nella maggior parte delle donne gravide tuttavia, la spiccata plasticità di cui sono dotate le cellule β del pancreas consente di incrementare la quantità di insulina prodotta. La capacità delle cellule β di modulare le quantità di insulina prodotta è il risultato di un incremento funzionale dell’attività delle cellule β del pancreas e di un incremento della massa stessa delle cellule β: è stato infatti osservato che in condizioni quali la pubertà, la gravidanza e l’obesità le cellule β sono in grado di incrementare di 4-5 volte la quantità di insulina prodotta, con un incremento del 50% del loro volume. La perdita di questa plasticità (che può essere dovuta ad alterazioni genetiche a carico delle cellule β) determina l’inefficacia dell’azione biologica dell’insulina ed in ultima analisi, una insulino-resistenza che caratterizza il diabete gestazionale.
Un gruppo di ricercatori della Stanford Univesity pubblica oggi su Science il risultati di una interessante ricerca secondo cui la menina, un ormone già noto per le sue proprietà di oncosoppressore (cioè modulatore negativo della proliferazione cellulare) svolge un ruolo importante anche nella modulazione del funzionamento delle cellule beta del pancreas in un modello murino di gravidanza.
Nel modello studiato la gravidanza induce la proliferazione delle cellule β del pancreas e questa proliferazione è associata ad una riduzione della menina. In modo del tutto speculare, e questo è il dato interessante, l'induzione di elevati livelli di menina (ottenuta ingegnerizzando geneticamente gli animali da esperimento) si traducono in una inibizione dell'espansione delle cellule β, con conseguente manifestazione del diabete gestazionale. Gli autori hanno inoltre trovato che la prolattina è in grado di abbassare i livelli di menina e di conseguenza stimolare la proliferazione delle cellule beta del pancreas, svolgendo in ultima analisi un ruolo protettivo nei confronti del diabete gestazionale.
Questi risultati da un lato aiutano a comprendere meglio i meccanismi biologici alla base dell'insorgenza del diabete gestazionale, dall'altro contribuiscono ad individuare nella menina un possibile bersaglio della terapia per la cura dei questa patologia.
Fonti:
Karnik W. et al. Menin Controls Growth of Pancreatic ß-Cells in Pregnant Mice and Promotes Gestational Diabetes Mellitus. Science 2007, vol. 108; n. 5851.
per citare questo articolo:
Buonsanti G. La menina: un possibile bersaglio per la cura del diabete gestazionale. [http://www.biomedit.it/rivista/2007-11-02.asp]
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