Minerali e vitamine nella dieta in gravidanza ed allattamento. 
17/10/2007
E' ormai noto che condizioni di scarsità nutrizionali nella donna gravida inducano da un lato ritardo nello sviluppo fetale, dall'altro un incremento del rischio di sviluppare insulino-resistenza ed obesità in età adolescenziale.
Questo modello biologico, dimostrato con evidenze sperimentali, si basa sull'idea che il feto possa adattarsi alle condizioni di scarsità energetica sviluppando un sistema di regolazione del bilancio energetico "tarato" sulla scarsa disponibilità alimentare. In epoca post-natale ed adolescenziale, poi, in condizioni opposte di sovraccarico alimentare alle quali si è spesso esposti, il sistema biologico non avrebbe più la stessa capacità di rimodellarsi, ed il conseguente sbilancio tra le calorie introdotte e quelle consumate determinerebbe un eccesso di adiposità. Il tessuto adiposo in eccesso, come ormai sperimentalmente dimostrato, determina una maggiore predisposizione allo sviluppo di insulino-resistenza, quella condizione caratterizzata dal fatto che l'insulina non riesce ad assolvere al proprio compito di abbassamento dei livelli di zuccheri nel sangue. L'insulino-resistenza, a sua volta, è l'anticamera del diabete di tipo 2, che si riscontra molto frequentemente proprio negli individui obesi.
Numerose evidenze, ottenute sia negli animali da esperimenti che nell'uomo, tendono a dimostrare la validità del modello di adattamento intrauterino alle condizioni di scarsità energetica. L'ultimo lavoro, pubblicato sul numero di Nutrition & Metabolism del 15 ottobre 2007, focalizza l'attenzione sull'apporto di minerali e vitamine nella gravidanza e durante la lattazione. Gli autori riportano, in uno studio condotto su topi da esperimento, che una restrizione nell'apporto di minerali o di vitamine pari al 50% rispetto alle quantità fisiologiche determina un incremento del grasso ponderale ed una maggiore insulino-resistenza nella progenie. Nello studio si osserva un incremento dello stato di stress ossidativo ed una riduzione della capacità antiossidante collegata alla riduzione dell'apporto vitaminico ma non a quello di minerali. Lo stress ossidativo, vale la pena ricordarlo, è collegato ad uno stato di perturbazione del reticolo endoplasmatico, un sistema di membrane interne presenti nella cellula; tale stato di perturbazione mette in moto una serie di meccanismi molecolari che conducono all'insulino-resistenza. Gli autori hanno inoltre riscontrato, in linea con i risultati ottenuti in precedenza da altri studi, un'alterazione dello status di alcuni ormoni prodotti dal tessuto adiposo, in grado di regolare l'omeostasi energetica: il regime di riduzione dell'apporto di minerali e vitamine si traduce in un aumento dei livelli di leptina, una condizione che si riscontra proprio negli individui obesi, ed una abbassamento dei livelli di adiponectina, un ormone che svolge un ruolo protettivo nei confronti dello sviluppo di insulino-resistenza ed i cui livelli sono inversamente proporzionali all'indice di massa corporea.
Questo studio, in linea con altri risultati sperimentali, indica che un insufficiente apporto energetico in generale e di minerali e vitamine in particolare durante la gravidanza e l'allattamento espone la progenie al rischio di sviluppare, in età adolescenziale, sovrappeso, obesità ed insulino-resistenza, condizioni a loro volta associate ad un incremento del rischio di malattie cardiovascolari da adulti.
Fonti:
Lagishetty W. et al. Effect of maternal vitamin and mineral restrictions on the body fat content and
adipocytokine levels of WNIN rat offspring. Nutrition & Metabolism 2007, 4:21.
per citare questo articolo:
Buonsanti G. Minerali e vitamine nella dieta in gravidanza ed allattamento. [http://www.biomedit.it/rivista/2007-10-17.asp]
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