ANEMIE postemorragiche

Le anemie postemorragiche si instaurano a seguito di un fenomeno di emorragia acuta, le cui cause possono essere, come è facile immaginare, molteplici: rottura di grossi vasi a seguito di traumi, emorragie gastrointestinali dovute ad ulcere e tumori, ferite operatorie o da armi da fuoco, emorragie emorroidarie, emorragie per difetti nei fattori di coagulazione, ematurie, gravidanza extrauterina, sepsi gravi, leucemie acute, rottura della milza, infarto intestinale ecc. Un soggetto adulto normale può sopportare una perdita fino al 50% del volume dei suoi globuli rossi, purchè tale perdita avvenga con relativa lentezza, cioè nell’arco di 24 ore; se la perdita è più repentina anche quantità inferiori a quella quota possono portare a morte. Al contrario, perdite inferiori ai 500 millilitri generalmente sono ben tollerate e non causano particolari disturbi, a parte l’instaurarsi di una transitoria anemia postemorragica. Durante l’emorragia si osserva un calo della pressione arteriosa, un aumento della frequenza cardiaca, disturbi neurologici più o meno gravi. Terminato il fenomeno emorragico, nell’arco di una settimana l’equilibrio eritrocitario e di emoglobina viene ripristinato e si osserva innanzitutto un aumento delle piastrine, successivamente dei globuli bianchi e quindi un aumento dei globuli rossi; solo dopo 2 settimane si può apprezzare anche il ritorno dell’emoglobina ai valori normali.

Menu di navigazione:

Anemie aplastiche

Anemie megaloblastiche
Anemia perniciosa
Altre forme di carenza di vitamina B12
Anemie da carenza di acido folico

Anemie sideropeniche

Anemie sideroblastiche

Anemie emolitiche
Da difetto globulare
Sferocitosi ereditaria
Drepanocitosi (anemia falciforme)
Talassemie
Alfa talassemia
Beta talassemia
Deficit di G6PDH
Emoglobinuria parossistica notturna
Da causa extra-globulare
Anemie da isoanticorpi

Anemie postemorragiche

GLOSSARIO