ANEMIE SIDEROPENICHE

Le anemie da carenza di ferro o sideropeniche si instaurano quando l’organismo non ha sufficienti quantità di ferro, l’elemento essenziale per la biosintesi dell’emoglobina. Tra le principali cause di carenza di ferro vi sono il ridotto apporto alimentare, l’insufficiente assorbimento, l’aumentato fabbisogno e le perdite ematiche. Anche un'alterazione genetica è stata riconosciuta come responsabile di anemia sideropenica. Il ridotto apporto alimentare è in verità piuttosto raro in condizioni di alimentazione bilanciata, si può verificare in caso di diete particolarmente scorrette. Più frequentemente si può osservare un insufficiente assorbimento che può essere di origine gastrica (per scarsa disponibilità di acido cloridrico che dissolve i legami chimici covalenti che tengono legato il ferro ingerito con l’alimentazione rendendolo così disponibile per l’organismo) oppure intestinale, come si osserva in tutti i casi di malassorbimento; in questi casi il quadro anemico è sempre accompagnato da altri sintomi, derivanti dal malassorbimento generale. In questa categoria di anemie sideropeniche si inquadrano quelle secondarie al morbo celiaco, che spesso viene diagnosticato proprio a partire dal riscontro di un’anemia sideropenica. L’aumentato fabbisogno di ferro si osserva nell’età dello sviluppo e soprattutto in gravidanza ed allattamento. E’ stato calcolato che durante la gravidanza la donna perde circa 680 mg di ferro, sommando la quota ceduta al feto, la quota ritenuta dalla placenta e dal cordone ombelicale e la quota persa durante il parto; con l’avanzare della gravidanza l’esigenza di ferro aumenta, ed è di circa 0,8 mg al giorno nei primi mesi, circa 4,4 mg al giorno a metà gravidanza e 8-9 mg nell’ultimo periodo. Una dieta ben bilanciata fornisce circa 10-20 mg di ferro al giorno, ma la quota che l’organismo riesce ad assorbire è inferiore (meno di 1 mg): durante la gravidanza l’organismo tende ad aumentare la quota di assorbimento, ma l’accresciuta esigenza di ferro è evidente, e può determinare, se non trattata, l’instaurarsi dell’anemia sideropenica. Infine, le perdite ematiche: si tratta spesso di emorragie occulte dovute ad ulcere o tumori del tratto digerente; i sintomi variano a seconda dello stato di deplezione; inizialmente l’organismo utilizza il ferro presente nei depositi organici sottoforma di ferritina, successivamente, se la perdita continua, si instaura il quadro di anemia con i primi sintomi a carico del sistema nervoso centrale (cefalea, sbalzi d’umore, irritabilità); successivamente si possono osservare altri sintomi come fragilità delle unghie, perdita di capelli, bruciore della gola.
In laboratorio il quadro di un’anemia sideropenica si presenta con microcitosi, ipocromia, aniso e poichilocitosi, abbassamento dei livelli di ematocrito e reticolociti, bassi livelli di sideremia.

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Anemia perniciosa
Altre forme di carenza di vitamina B12
Anemie da carenza di acido folico

Anemie sideropeniche

Anemie sideroblastiche

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Sferocitosi ereditaria
Drepanocitosi (anemia falciforme)
Talassemie
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Da causa extra-globulare
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