ANEMIE
agosto 2007
Si definiscono anemie tutte le condizioni in cui il contenuto di emoglobina nell’unità di sangue scende al di sotto di 12g/dl (grammi per decilitro) nell’uomo e 10.6 g/dl nella donna.
Il numero degli eritrociti o globuli rossi non è un parametro significativo ai fini della diagnosi di anemia: una bassa concentrazione di emoglobina può infatti coesistere con un numero normale di globuli rossi i quali, anzi, possono addirittura aumentare negli stati anemici per compensare il calo di emoglobina.
Esistono diversi tipi di anemia, a seconda della causa che determina l’instaurarsi del quadro anemico, ed ogni tipo di anemia è accompagnata da specifici sintomi; tuttavia esistono dei sintomi comuni a tutti i tipi di anemia, i quali sono riconducibili quasi sempre alla ipossia, cioè all’insufficiente ossigenazione dei tessuti, che si accompagna quindi a facile stancabilità, palpitazioni, vertigini, dispnea da sforzo, pallore, tachicardia, astenia e ipotensione. La gravità dei sintomi è correlata con la rapidità con cui si instaura l’anemia.
L’organismo reagisce a questa situazione, mettendo in atto alcuni meccanismi di reazione tra i quali vi è l’aumento della frequenza cardiaca, della gittata e della velocità del circolo, l’aumento del 2,3-difosfoglicerato che diminuisce l’affinità dell’emoglobina per l’ossigeno favorendone il distacco e di conseguenza la cessione ai tessuti; il meccanismo più importante è costituito da un aumento delle produzione dell’eritropoietina, un ormone che determina l’aumento dell’eritropoiesi e quindi della produzione di globuli rossi.
L’anemia è quindi il risultato di una carenza di emoglobina e di un fallimento dei meccanismi fisiologici di compensazione di tale carenza.
Le anemie possono essere classificate in diversi modi, ma la classificazione attualmente utilizzata è quella che riconosce come causa del fenomeno una diminuita o alterata produzione di globuli rossi o una aumentata distruzione o una perdita per emorragia. Le anemie da diminuita o alterata produzione sono l’anemia aplastica, la megaloblastica, le anemie sideropeniche e sideroblastiche. Le anemie da aumentata distruzione sono le cosiddette anemie emolitiche, mentre quelle da perdita sono le cosiddette anemie postemorragiche.
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