Intervista al dott. Enrico Valletta
8 Luglio, 2011
Presentiamo oggi un'intervista al dott. Enrico Valletta, Direttore del Dipartimento Materno-Infantile (e dell'U.O. di Pediatria) dell'Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì prima firma di un articolo pubblicato su European Journal of Clinical Nutrition nel quale vengono presentati i risultati osservazionali sull'impatto della dieta priva di glutine (GFD) sull'indice di massa corporea (BMI) in bambini ai quali viene diagnosticata la celiachia.
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Dottor Valletta, nel bambino la celiachia non diagnosticata è una condizione che si immagina solitamente associata a difetti dell'accrescimento dovuti al malassorbimento: quali sono i dati antropometrici della vostra casistica al momento della prima diagnosi?
> Quello che lei descrive è il quadro più classico della celiachia che si accompagna anche a diarrea, crescita in peso stentata o addirittura dimagramento e che, negli ultimi 10-15 anni, si sta facendo sempre meno frequente. Il merito è un po’ anche nostro, perché arriviamo alla diagnosi molto prima di una volta, spesso prima che questi segni di sofferenza dell’organismo diventino visibili. Merito anche e soprattutto dell’accresciuta conoscenza che pediatri e medici dell’adulto hanno della celiachia e grazie anche agli esami di laboratorio, sempre più sensibili e affidabili, che ci consentono di scoprire la malattia anche in una fase molto precoce. Di fatto, nella nostra esperienza, raccolta dal 1991 al 2007, solo un bambino su cinque è arrivato alla diagnosi con un problema di insufficiente crescita in peso. L’80% aveva, invece un peso adeguato e, anzi, una percentuale non trascurabile (14%) manifestava una chiara tendenza al sovrappeso o, addirittura, all’obesità.
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Nella vostra casistica di bambini avete misurato l'andamento del BMI dopo la diagnosi di celiachia e la conseguente adozione della GFD: cosa avete osservato?
> Come quasi sempre succede dopo l’eliminazione del glutine dalla dieta, il bambino con celiachia tende a crescere meglio in peso. Il motivo è evidente: un poco alla volta la mucosa intestinale guarisce, si ricostituiscono i villi, migliora l’assorbimento dei nutrienti e il bambino guadagna peso. E generalmente, il BMI (indice di massa corporea) che misura il rapporto tra il peso e l’altezza, cresce anch’esso. Se questo è un indubbio vantaggio per i bambini che arrivano magri o molto magri alla diagnosi, può essere, invece, un problema per chi inizia la dieta senza glutine essendo già in sovrappeso. Tenderà ad ingrassare ulteriormente. E’ quello che è successo in alcuni dei nostri bambini ed è su questo aspetto, in particolare, che ci premeva puntare l’attenzione.
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Come può essere spiegato tale incremento di BMI nei soggetti aderenti ad una GFD?
> In parte, come abbiamo detto, dipende dal processo di guarigione della mucosa intestinale. E’, naturalmente, una cosa buona che non può che portare benessere al bambino. In parte può dipendere dal nuovo regime alimentare che tende ad utilizzare prodotti confezionati a più elevato contenuto calorico. L’industria alimentare produce oggi una grande varietà di cibi per chi è intollerante al glutine e una parte di questi – i dolci soprattutto – sono molto nutrienti e con un più elevato contenuto in calorie.
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Quali provvedimenti potrebbero o dovrebbero essere adottati, secondo lei, per prevenire il sovrappeso secondario a GFD nell'età dello sviluppo?
> Occorre imparare a fare a meno del glutine nella dieta di tutti i giorni senza per questo ricorrere esclusivamente ai cibi confezionati dedicati ai celiaci. C’è una grande varieta di alimenti presenti in natura che non contengono il glutine (riso, legumi, carne, uova, pesce, latte e latticini, verdure) e il glutine stesso non costituisce in alcun modo un componente insostituibile della nostra dieta. Varietà ed equilibrio nell’alimentazione, attività fisica regolare e controlli periodici dal proprio Pediatra sono accorgimenti utili (per tutti, non solo per chi ha la celiachia) per evitare il rischio di cadere dalla padella (della celiachia) alla brace (dell’obesità)!
Per la consultazione dell'articolo originale:
E. Valletta, M. Fornaro, M. Cipolli, S. Conte, F. Bissolo and C. Danchielli. Celiac disease and obesity: need for nutritional
follow-up after diagnosis. European Journal of Clinical Nutrition (2010) 64, 1371–1372
Intervista a cura di: dott. Giovanni Buonsanti
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